Dall'uovo rossonero spunta Robinho con una splendida sorpresa
E' ancora presto per parlare di gol scudetto, ma quello di Robinho a Brescia ci assomiglia molto; la matematica non consente ancora ai rossoneri di prendere le forbici per scucire il tricolore dalle maglie dell'Inter e ago e filo per cucirlo sulle proprie, ma il traguardo è sempre più vicino e anche i più scaramantici ormai faticano a trattenere l'entusiasmo e a non nominare quella parola. La vittoria a Brescia è stata sofferta, soffertissima fino alla fine e proprio per questo è più bella e importante. Robinho crea, Abbiati conserva, nel senso che l'attaccante ha segnato nel finale di partita la rete decisiva, ma i tre punti sono arrivati anche perchè, poco dopo, il portiere ha sfoderato un'altra paratissima decisiva sul tiro di Diamanti, che ha ricordato quella di Perugia 12 anni fa nell'ultima partita di un altro campionato vinto. Prima di questi due episodi decisivi, il Milan aveva provato a vincere la partita, ma i soliti errori davanti alla porta della "strana coppia" d'attacco Robinho-Cassano non avevano permesso di sbloccare il risultato e nella ripresa il Brescia era cresciuto sfiorando anche la vittoria; ma proprio quando il pareggio sembrava il risultato più logico e più giusto, è arrivato il contropiede letale e i tifosi rossoneri hanno potuto scartare e aprire un gustoso uovo di Pasqua con una sorpresa preziosissima: un gol che fa rima con scudetto, anche se non si potrebbe ancora dire.
Allegri ha qualche problema di formazione per quella che considera la Partita (rigorosamente con la P maiuscola) del campionato e alla quale la sconfitta del Napoli a Palermo ha dato ancor più importanza; un successo al Rigamonti sarebbe probabilmente decisivo, ma il Milan lo deve cercare senza prime punte di ruolo, affidandosi a Robinho e Cassano con Boateng trequartista e Seedorf sulla linea mediana a sinistra; come se non bastasse, durante il riscaldamento si deve fermare anche Gattuso per un risentimento muscolare e anche Thiago Silva non se la passa molto bene; al posto di Ringhio gioca Flamini, mentre il centrale brasiliano stringe i denti ed è regolarmente al suo posto accanto a Yepes (visto che, a proposito di infortuni, è ancora assente anche Nesta). Il settore ospiti del piccolo stadio bresciano è ovviamente strapieno e ribollente d'entusiasmo, perchè il traguardo è sempre più vicino bisogna stare vicini alla squadra e sostenerla. Grande incitamento per i giocatori ma anche tanti cori per rinnovare lo storico gemellaggio con gli amici bresciani; purtroppo il Brescia non è messo bene in classifica, rischia seriamente la retrocessione, ma il Milan non può fare regali e, quindi, sarà partita vera in cui entrambe le squadre devono giocare per vincere.
I rossoneri partono forte, giocano una ventina di minuti di buon calcio e sfiorano ripetutamente il gol del vantaggio: sontuoso lancio di Cassano per Flamini che colpisce l'esterno della rete e dà solo l'illusione del gol ai tifosi rossoneri, ingannati anche perchè lontani, dall'altra parte del campo; ancora assist di Cassano (dopo una serie di finte) per Robinho che di piatto spedisce alto; terzo passaggio smarcante di FantAntonio per la sponda di Boateng che serve Seedorf il cui tiro a giro finisce alto. Avvio convincente dei rossoneri e non è finita, perchè Cassano sembra ispirato, prova la percussione centrale, chiede ed ottiene il triangolo con Boateng, ma al momento di concludere a rete da favorevole posizione subisce la chiusura di Zambelli che devia in angolo. Dopo una prima metà di tempo di grande calcio, il Milan rallenta un po' e arrivano le prime brutte notizie, come l'ammonizione al diffidato Van Bommel che dovrà saltare Milan-Bologna. Per il momento Abbiati sta facendo lo spettatore non pagante, ma il Brescia prende fiducia e trova il primo tiro verso la porta con Eder, anche se non è nulla di trascendentale. Dopo il primo spavento il Milan torna ad affacciarsi in avanti con il solito Cassano, che pesca Boateng sulla destra, si fionda in area a ricevere il cross del ghanese, ma si divora il gol di testa da ottima posizione. L'ultima occasione di un primo tempo da mani nei capelli per i tifosi del Milan è una conclusione da fuori area di Robinho che esce a fil di palo e conferma che i rossoneri sono davvero poco precisi sotto porta e ciò è un grosso limite per una squadra che vuole vincere una partita difficile contro una squadra ruvida e ostica, come conferma l'episodio nel finale di tempo in cui a Boateng viene addirittura tolta la maglietta in piena area (se non è trattenuta per la maglia questa...).
Ovviamente quando si sbaglia molto c'è sempre il rischio della beffa, che può materializzarsi già in avvio di ripresa, quando il Brescia prova a sorprendere i rossoneri e quasi ci riesce con Eder che spara alto da favorevole posizione (in pratica dal dischetto del rigore) facendo scorrere un brivido lungo la schiena ai tifosi del Milan. Abate, distratto nell'occasione da gol concessa al Brescia, prova a farsi perdonare spingendo sulla sua fascia di competenza e dal suo cross nasce un'azione favorevole che Seedorf rifinisce sul lato sinistro dell'area con un controtraversone che pesca Cassano solo davanti alla porta, ma FantAntonio si divora un altro gol, confermando che il colpo di testa non è il pezzo forte del suo repertorio. Il Brescia è più intraprendente nel secondo tempo (e non potrebbe essere altrimenti, visto che i risultati del pomeriggio sono stati sfavorevoli) e impensierisce Abbiati con una spizzata di testa di Caracciolo, ma il Milan risponde con un violento sinistro di Robinho da fuori area che costringe Arcari alla non facile deviazione in angolo. Otto palle gol sono un discreto numero e l'unica colpa è quella di non averne concretizzata nemmeno una; Allegri prova a cambiare qualcosa, inserendo Emanuelson al posto dello stanco Boateng, ma dopo la mezz'ora è il Brescia che spinge sull'acceleratore e prova a vincere: tiro alto di Baiocco, clamorosa traversa di Diamanti su calcio di punizione da posizione defilata; il Milan soffre, viene costretto nella sua area e rischia, ma le grandi squadre sono tali anche perchè sanno trasformare le situazioni da sfavorevoli a favorevoli in un attimo e, infatti, mentre ancora la traversa della porta di Abbiati trema, parte un contropiede velenoso, con un delizioso lancio di Seedorf per Cassano, che corre verso l'area, vede e serve l'accorrente e liberissimo Robinho che questa volta non può proprio sbagliare, salvando da una valanga di critiche se stesso e il suo compagno di reparto, perchè ora tutti gli errori precedenti sono magicamente dimenticati. Settore ospiti in delirio per un gol importantissimo nel momento forse più difficile per i rossoneri, a conferma che il calcio è strano, beffardo e terribile, ma era nella logica delle cose che il Milan potesse e dovesse sfruttare gli spazi lasciati inevitabilmente liberi da una squadra costretta a sbilanciarsi perchè il pareggio le serviva poco o nulla. Nello spicchio di stadio colorato di rossonero si saltella, si canta, si urla tutto l'entusiasmo per uno scudetto sempre più vicino e, infatti, vengono intonati cori contenenti la magica parolina alla faccia della scaramanzia, cori che non si sentivano da anni e per questo è ancor più bello tornare a cantarli. La partita, però, non è finita, il Brescia ci prova ancora con la forza della disperazione e Allegri inserisce anche il rientrante Ambrosini al posto di Cassano per coprirsi e proteggere la preziossima vittoria, salvata miracolosamente dalla già citata paratona di Abbiati che vale come un gol. Ultimi brividi prima della festa che si scatena in campo e sugli spalti al fischio finale dell'arbitro; i giocatori si abbracciano e poi corrono sotto la curva tenendosi per mano; i tifosi, impazziti di felicità fanno scoppiare di entusiasmo un settore troppo piccolo per contenere la loro gioia e poi si riversano per le strade di Brescia al grido di "Salutate la capolista!".
Quarta vittoria consecutiva per un Milan sempre più lanciato e capace di sopperire anche alle assenze di entrambe le prime punte; esperienza, grande difesa e lezione di contropiede: queste le armi per abbattere un buon Brescia, anche se i rossoneri non sono stati continui nell'arco dei novanta minuti: buon inizio, tante occasioni sprecate, poi squadra troppo leziosa in avvio di ripresa che ha sofferto il pressing e la vivacità del Brescia, è andata un po' in crisi, ha sofferto, per poi mettere K.O. gli avversari con un micidiale contropiede. Comunque la Partita è stata vinta, non importa più come, perchè contano solo i tre punti che permettono di far scattare il conto alla rovescia: se l'Inter non vince a Cesena nell'anticipo del sabato, il giorno buono potrebbe già essere il 1°maggio nella partita contro il Bologna, altrimenti si rinvierà, ma solo un suicidio o un'autentica Apocalisse in classifica potrebbe togliere lo scudetto ai rossoneri; mancano solo quattro punti ed è meglio farli il prima possibile, perchè c'è grande voglia di chiudere il discorso e fare finalmente e definitivamente festa. Intanto godiamoci questa sofferta ma preziosa vittoria, che rende dolcissima la Pasqua rossonera; dall'uovo spunta il sorridente viso da fumetto di Robinho, molto spesso sciagurato davanti alla porta ma che ha già segnato dodici gol e che se fosse stato implacabile ora sarebbe capocannoniere incontrastato; forse è davvero lui il simbolo di questo Milan che magari non sarà ancora una grandissima squadra, ma che stramerita di vincere il campionato perchè ci ha messo voglia, impegno, abnegazione ed è stato capace di non farsi condizionare da assenze e infortuni, trovando sempre o quasi il modo per far quadrare il cerchio e vincere le partite. Merito di Allegri, merito dei suoi ragazzi, sempre più vicini al momento in cui quel sogno chiamato scudetto diverrà fantastica realtà.
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