Dalla calza rossonera esce la sorpresa Strasser
L'Epifania, come da tradizione, si porta via tutte le feste ma ci riporta il campionato di calcio con la prima giornata del nuovo anno solare; la Befana è particolarmente buona con i tifosi rossoneri e la calza è piena di dolcezze e belle sorprese, nonostante una prestazione non particolarmente esaltante: la vittoria, un gol bello nella dinamica e "storico" per il marcatore Strasser (il primo in serie A), l'assist decisivo del debuttante ed osservato speciale Cassano, tre punti importanti, il titolo platonico ma spesso beneaugurante di campione d'inverno, un vantaggio ampliato sulla seconda in classifica e la dimostrazione che questa squadra sa essere più forte anche dell'emergenza e della sfortuna, perchè riuscire ad espugnare un campo non facile come quello di Cagliari con nove indisponibili, fra i quali il fondamentale Ibra, è sintomo di grande forza e solidità ed è importante anche in prospettiva futura, perchè in una stagione lunga e logorante potrà ancora accadere di affrontare qualche sfida in formazione rimaneggiata e bisognerà avere la stessa fortuna ed abilità per ottenere comunque risultati positivi. Molti avversari attendevano speranzosi al varco questo Milan orfano di Ibrahimovic; molti tifosi milanisti temevano che l'assenza dello svedese fosse troppo penalizzante e, invece, i rossoneri iniziano nel migliore dei modi il 2011, provano a togliersi l'etichetta di "ibradipendenti" e fanno capire alla concorrenza che non hanno alcuna intenzione di mollare facilmente il primato e che, anzi, cercheranno di difenderlo fino in fondo, perchè la voglia di scudetto è tanta.
Questo Cagliari-Milan è uno strano intreccio di sentimenti e sensazioni per i due allenatori: sulla panchina del Milan c'è Allegri, che ha vissuto una bella esperienza a Cagliari e ha lasciato tanti amici sull'isola; sulla panchina sarda c'è Donadoni e basta il nome a far capire che si tratta di un grande protagonista di un'era leggendaria nella storia vincente del Milan berlusconiano; ma non c'è tempo e modo per lasciarsi andare alla nostalgia, perchè i tre punti sono importanti per entrambe le squadre e i due allenatori devono pensare solo alla partita. Allegri ha molti problemi di formazione in ogni reparto: l'improvvisa defezione alla vigilia di Nesta lo costringe a modificare anche la difesa e, così, accanto a Thiago Silva c'è Bonera, con Abate e Antonini sulle fasce, perchè tra i tanti indisponibili c'è anche Zambrotta, che resterà fuori per un po' a causa dell'operazione al menisco; a centrocampo mancano Pirlo e Flamini, in attacco Ibrahimovic e Boateng, ma ci sono anche buone notizie, perchè Pato è finalmente recuperato, Robinho è disponibile nonostante i punti di sutura al ginocchio, sgradito ricordo dell'amichevole a Dubai e anche Cassano può essere schierato, anche se parte dalla panchina perchè non ha il ritmo partita e una condizione sufficiente a giocare novanta minuti. Il dubbio della vigilia riguardava quale giovane schierare fra Strasser e Merkel e, di conseguenza, la posizione di Seedorf (trequartista o centrocampista); Allegri sceglie Merkel come trequartista e schiera Clarence sulla linea dei centrocampisti accanto ad Ambrosini e Gattuso, perchè in assenza di Pirlo c'è bisogno di qualcuno che diriga il gioco e dia i ritmi giusti, anche perchè senza Ibra non c'è la possibilità di affidarsi al lancio lungo e bisogna giocare di più palla a terra.
La prima parte della sfida conferma che il Milan senza Ibra è un'altra cosa: i rossoneri partono a gran ritmo e pressano alti, ma faticano ad avvicinarsi alla porta del Cagliari, nonostante i sardi in avvio siano timidi e lascino l'iniziativa agli avversari; con il passare del tempo la squadra di Allegri comincia a soffrire il pressing, non riesce a scardinare l'attenta difesa della squadra di Donadoni e le occasioni da gol continuano ad essere poche da una parte e dall'altra. Robinho ha una palla buona servitagli da Merkel, ma non la sfrutta a dovere, poi scorrono lunghi brividi di paura lungo la schiena dei tifosi rossoneri quando il colpo di testa di Canini va a sbattere sul palo e Nenè è in leggero ritardo per la deviazione vincente; un bel cross del positivo Merkel non viene sfruttato da Pato per colpa di un tempestivo intervento di un difensore, poi, nel finale di tempo, lo stesso Pato ci prova con un tiro dalla distanza forte ma leggermente impreciso e Agostini risponde con un tiro insidioso che costringe Abbiati alla respinta. Il primo tempo è tutto quì, perchè il Milan fatica ad imporre il suo gioco, il Cagliari esce alla distanza quando si accorge che il Diavolo fa meno paura del previsto, ma non crea molti pericoli e, così, non si può certo dire che si tratti di una prima parte di partita spettacolare e pirotecnica, anzi dominano gli errori e la noia e lo 0-0 è risultato giusto e logico.
Non cambia molto il copione nella ripresa, anche se le squadre si allungano e c'è più spazio per costruire occasioni pericolose; Pato si ritrova davanti ad Agazzi grazie ad un assist di Seedorf ma il portiere è bravo ad intercettargli il tiro; purtroppo i rossoneri si distinguono più per gli errori che per le giocate di classe e, così, capita che Robinho sbagli malamente un controllo davanti al portiere e vanifichi un'azione importante e un bell'assist di Pato e, nell'altra area, Abbiati sbagli clamorosamente un rinvio con i piedi passando la palla a Nenè; fortunatamente il portiere è bravo a riscattarsi e a chiudere la via della rete all'avversario con una deviazione impercettibile che evita un gol certo e, se non altro, c'è la positiva sensazione che la dea bendata stia dando una mano ad un Milan incerottato, perchè il palo del primo tempo e questo pallone che esce di un soffio sono chiari sintomi di buona sorte che va sfruttata. Anche un giocatore solitamente impeccabile dal punto di vista stilistico come Thiago Silva commette sbavature ed imprecisioni che creano qualche potenziale pericolo e un pallone vagante davanti alla porta di Abbiati provoca qualche ulteriore brivido. Allegri deve sostituire l'acciaccato Gattuso e manda in campo il giovane Strasser, poi capisce che ci vuole un'iniezione di fantasia e creatività e, a quindici minuti dalla fine, inserisce Cassano togliendo Merkel; il barese va a piazzarsi largo a sinistra, nella posizione tanto cara all'ormai ex Ronaldinho, di cui Cassano sembra il naturale sostituto in rosa e prova a rendersi utile con qualche guizzo e un assist di testa per Robinho che, però, non riesce a centrare la porta e conferma di non essere in grande giornata. Si dice che fra piedi buoni l'intesa sia istintiva e naturale e, infatti, è una combinazione Robinho-Cassano ad aprire la difesa del Cagliari e a decidere la partita: il brasiliano serve di tacco il n°99 che smarca Strasser davanti ad Agazzi; il giovane centrocampista non si emoziona e di piatto batte il portiere segnando il suo primo gol in campionato e sbloccando una partita che sembrava indirizzata verso un pareggio tutto sommato giusto. Strasser viene sommerso dall'abbraccio dei compagni, compreso quel Gattuso cui il giovane della Sierra Leone si ispira e che si fionda in campo dalla panchina per festeggiare a modo suo, irruento e grintoso, il giovane compagno. Gol importante e decisivo, segnato al momento giusto (cinque minuti dalla fine) per mettere al tappeto gli avversari e, infatti, il Cagliari non riesce a reagire e l'unico neo è il fallo commesso da Ambrosini punito con un'ammonizione che farà scattare la squalifica per il capitano, aggiungendo emergenza ad emergenza a centrocampo. Al fischio finale di Rizzoli c'è grande esultanza nel clan milanista e il match-winner va a regalare la maglia ai tifosi rossoneri, impazzito di gioia perchè è riuscito a regalare tre punti importanti alla sua squadra e ha dimostrato di poter essere una valida alternativa a centrocampo, proprio ora che sembrava destinato al Genoa, proprietaria di metà del suo cartellino.
Vittoria importante perchè ottenuta in emergenza, vittoria importante perchè consente di allungare sulla concorrenza, vittoria importante perchè permette di ricominciare a correre dopo la sconfitta contro la Roma e dopo la lunga sosta per le festività natalizie; la prima partita dell'anno solare è sempre insidiosa proprio perchè viene dopo la pausa e la trasferta di Cagliari lo era ancor di più per un Milan senza la spina dorsale (Nesta-Pirlo-Ibrahimovic) ma che ha vinto grazie alla risorse della panchina (assist di Cassano, gol di Strasser) e ad un gol di un giovanotto di belle speranze che Allegri ha dovuto lanciare in campo per necessità ma che, come lo stesso Merkel, ha dimostrato di poter essere utile e, magari, meritare più spazio in futuro. Il Milan è campione d'inverno, titolo platonico che mancava da un bel po' di tempo, ma la strada verso il titolo "vero" e più ambito è ancora molto lunga e ricca di insidie, proprio perchè siamo ancora ad una partita dal "giro di boa", anche se vittorie come queste sono segnali importanti per capire che questa può essere la stagione giusta per tornare a vincere, perchè in passato sicuramente il Milan non avrebbe vinto una partita giocata in questo modo e, anzi, forse l'avrebbe addirittura persa, mentre ora le vittorie arrivano anche in momenti di scarsa brillantezza o di emergenza e questo rende ancor più dolce l'Epifania dei tifosi rossoneri, che dalla calza hanno visto spuntare un protagonista a sorpresa, che conferma che questo Milan ha mille risorse e vuole vivere un 2011 esaltante.
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