...E ADESSO DISPERIAMOCI!
Ora l'invito a consolarci con gli Europei, per dimenticare l'immobilismo del Milan sul mercato, non vale più: Fabregas (ancora lui!) ha sancito l'eliminazione degli azzurri con il rigore decisivo, l'Italia torna a casa e la rassegna continentale per nazioni non ha più interesse, visto che la nostra squadra non c'è più. Da questo momento si dovrebbe tornare a pensare alle vicende rossonere ed è proprio questa la fonte della nostra disperazione: dovrebbe essere in corso il mercato di rafforzamento e rinnovamento della rosa rossonera e, invece, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana giungono notizie sempre più inquietanti, nel senso che non ci sono mai notizie che riguardano il Milan. Riassumendo, le ultime dichiarazioni dell'entourage rossonero, per bocca di Galliani, autentico factotum all'interno della società sono queste: "O Adebayor o niente!" Peccato che, a quanto pare, il togolese sia destinato al Barcellona, anche per colpa del dispetto dell'Arsenal che, avendo dovuto subire la partenza a costo zero di Flamini verso il Milan, si è vendicato fissando un prezzo molto più alto per i rossoneri rispetto alla cifra chiesta ai catalani. A questo punto resta...il nulla e quella frase "Siamo a posto così" sinistramente simile a quella dello scorso anno e che, a seconda del carattere di ciascuno, fa disperare, infuriare, deprimere, avvilire, abbattere, rattristare qualunque tifoso rossonero. Viene addirittura il sospetto che quella frase sia talmente ridicola ed esagerata da non poter essere vera, perchè un dirigente che guida il Milan da più di vent'anni non può dire una cosa del genere e ritenere che una squadra che in due campionati ha accumulato quasi cinquanta punti di distacco dall'Inter possa tornare competitiva con Abbiati, Zambrotta, Flamini, Antonini e Borriello. Insomma la segreta speranza è che il grande colpo (e magari più di uno) sia sempre "in canna" e gelosamente tenuto nascosto per evitare problemi, aste e concorrenze, ma l'immagine che negli ultimi tempi la società rossonera offre di sè sul mercato é preoccupante per non dire umiliante.
A parte la battuta da comico di Zelig che Galliani ha fatto qualche tempo fa, definendo il Milan re del mercato (purtroppo, però, hanno riso solo i tifosi avversari...), rimane quel senso di impotenza e di disimpegno quando si tratta di rinforzare una rosa che comprende sì grandi campioni, ma ha limitate e poco valide alternative per poter essere competitiva a lungo termine in tornei come il campionato: tutti costano troppo, oppure chiedono un ingaggio troppo alto, se non, addirittura, entrambe le cose. La cosa può anche essere vera ed evidente, però io mi chiedo e, immagino, con me molti altri tifosi: dirigenti che gestiscono il Milan da tantissimo tempo dovrebbero essere scaltri e navigati, conoscere le cifre necessarie per un mercato importante e, quindi, non avrebbero dovuto sbilanciarsi nei mesi passati, promettere questo o quel campione, annunciare nell'ultima settimana di campagna elettorale quel Ronaldinho che poi è svanito nel nulla, parlare di sette/otto acquisti quando, invece, siamo fermi a cinque e non sono nemmeno tutti acquisti, visto che Abbiati è un rientro da un prestito, Antonini e Borriello sono comproprietà, Flamini è arrivato a costo zero e, quindi, l'unico investimento nemmeno troppo oneroso è stato fatto per Zambrotta (ottimo giocatore ma trentaduenne, non certo l'ideale per ringiovanire una rosa già di per sè stagionata). Intanto il malumore fra i tifosi rossoneri sta per raggiungere livelli record nella gestione Berlusconi: minaccia di non rinnovare gli abbonamenti (allo stadio ma anche televisivi), petizioni on-line, "D-day", ovvero giorno del dissenso in cui inondare la cassetta della posta di Via Turati di cartoline di protesta (civile) o di richiesta di nuovi acquisti...altro che re del mercato! Penso di poter affermare, avendo letto molte e-mail che giungono a questo sito e a me personalmente, che ciò che più fa infuriare i tifosi rossoneri non sia tanto il mercato di basso profilo in sè, quanto proprio la sensazione di essere stati ingannati e traditi con false promesse, iniziate un anno fa con quel grande attaccante che non è mai arrivato, proseguite con la grottesca vicenda Ronaldinho e concluse con i sette/otto rinforzi che resteranno solo un'ipotesi, perchè ben che vada il mercato rossonero chiuderà con un attaccante (ammesso che arrivi...ormai le speranze sono poche). Sarebbe bastato essere onesti fin da subito, ammettere che non c'era possibilità e volontà di spendere e investire, invece di promettere e poi non mantenere; il tifoso rossonero storicamente sa capire e sopportare, restando vicino alla squadra anche e soprattutto nei momenti difficili e tribolati, quindi è ovvio che tutto questo rancore nei confronti di dirigenza e proprietà, nasce proprio dalla disgustosa sensazione di sentirsi ingannato e preso in giro da chi dovrebbe conoscere e premiare l'affetto, la passione e la fedeltà nutrita costantemente, anno dopo anno, nei confronti del "caro vecchio Milan". Rifletta bene la società: nessuno ha mai chiesto la luna, quindi sarebbero bastate chiarezza e onestà, senza tante false e furbe promesse che ora si stanno rivelando un pericoloso boomerang destinato a tornare al mittente, ovvero a chi ha fatto e non mantenuto tali promesse facendo infuriare il popolo rossonero.
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