Effetto derby
Abbiamo vissuto una settimana particolare, svolazzando sulle ali dell'entusiasmo derivante dalla vittoria nel derby, un derby particolare, vinto nel modo che tutti sognavano, con un gol del grande ex Ibrahimovic sotto la curva Nord e che ha consentito al Milan di conquistare il primato in classifica e distanziare i cugini di ben sei punti, cosa che non accadeva da molti anni; ora è giunto il momento di tornare con i piedi per terra, soprattutto per la squadra, che deve ritrovare la giusta motivazione e concentrazione, visto che il campionato non è finito con il derby ma, anzi, richiede ancor più impegno, dal momento che c'è un primato da difendere e, perchè no, consolidare. Allegri ha trovato il giusto assetto per la squadra e lo dimostra il fatto che ora i suoi ragazzi sanno giocare bene quando c'è la possibilità, ma sanno anche chiudersi a protezione di risultati preziosi, come successo nell'ultima mezz'ora del derby, giocata in inferiorità numerica; non ci si vergogna di fare "catenaccio" se ciò serve per vincere e questo è un chiaro cambio di mentalità per un ambiente che cercava prima di tutto il bel gioco e lo spettacolo; ora, invece, c'è tanta fame di vittorie e lo dimostra il fatto che in questi giorni lo stesso Galliani ha candidamente dichiarato che, pur rimanendo la Champions League più importante e prestigiosa del campionato, dopo sette anni di insuccessi c'è tanta voglia di tornare a primeggiare in Italia. Parole dolci per i tifosi rossoneri, molti dei quali non vedevano di buon occhio il fatto che spesso il campionato fosse "snobbato" a favore della Champions e venisse considerato solo un "fastidio necessario" per ottenere il passaporto europeo, puntando unicamente ad entrare fra le prime quattro e privilegiando il cammino europeo. Forse la tripletta dell'Inter nella scorsa stagione ha dato la scossa a tutto l'ambiente e ha fatto tornare la voglia e il desiderio di primeggiare ovunque, in Europa ma anche in Italia e di lottare fino in fondo per qualunque obiettivo; per riuscirci, però, ci vuole grande continuità di rendimento e risultati e per questo la sfida contro la Fiorentina assume un'importanza fondamentale: bisogna dimenticare il derby, scordarsi del primato e scendere in campo come se fosse la partita della vita, una finale da vincere a tutti i costi, perchè dopo grandi vittorie si rischiano pericolosi cali di tensione. Sicuramente Allegri avrà catechizzato a dovere i suoi giocatori, anche se non ha avuto tutto il gruppo a disposizione per l'intera settimana, visto che erano in programma partite delle varie nazionali che gli hanno portato via per alcuni giorni molti elementi; è il momento di premere sul pedale dell'acceleratore e provare ad allungare, perchè la Lazio è ancora lì incollata ad un solo punto, ma le altre grandi hanno già un discreto ritardo, di quelli, per intenderci, che non si possono colmare in una sola giornata. E' una situazione che il Milan non viveva da molti anni e per questo c'è grande entusiasmo anche nella tifoseria rossonera, una volta abituata a certe sensazioni e che, invece, ora si esalta per un primato parziale, come dimostra il coro "SALUTATE LA CAPOLISTA", cantato con entusiasmo dopo la partita contro il Palermo e, a maggior ragione, dopo il derby; una volta era quasi normale che il Milan fosse là davanti a lottare per il primato, ma le ultime stagione, quelle del "dopoCalciopoli", sono state molto deludenti in tal senso e molto raramente i rossoneri hanno respirato la salubre e frizzante aria della vetta, mentre gli avversari nerazzurri spadroneggiavano in classifica.
Per questo ora c'è tanta voglia da parte di tutti (allenatore, giocatori, tifosi e dirigenza) di restare lassù in alto il più a lungo possibile e si pronuncia senza timori la parola scudetto, che nella scorsa stagione era addirittura scomparsa dal vocabolario rossonero e dagli obiettivi di inizio stagione. Per difendere il primato e in considerazione del fatto che poi martedì riprende anche la Champions League, servirà il contributo di tutti e negli ultimi tempi Allegri è stato bravo a coinvolgere tutti nel progetto, cambiando spesso formazione e interpreti: rispolverando un centrocampo muscolare ha ripescato Flamini, in difesa ha dato spazio a Yepes quando è venuto a mancare Thiago Silva, ora è il momento di ridare fiducia a Ronaldinho, perchè gli infortuni di Inzaghi e Pato hanno ridotto la rosa degli attaccanti e non ci si può permettere il lusso di demotivare troppo un giocatore come Dinho che, si sa, si intristisce molto quando viene escluso e si sente poco considerato. Il Milan ha vintro tre partite in una settimana senza Ronaldinho, ma non tanto per la sua assenza, quanto perchè Allegri ha scelto giocatori di sostanza a centrocampo, ma non è detto che anche il brasiliano, oltretutto contento per essere tornato in nazionale giocando l'amichevole contro l'Argentina, non possa dare anche lui il suo contributo fondamentale in questo modulo, a partire dalla partita con la Fiorentina e fino a fine stagione, soprattutto se si adatterà magari a fare anche la seconda punta e si sacrificherà in copertura come hanno fatto tutti nella settimana che, forse, ha rappresentato una svolta in positivo nella stagione rossonera. A proposito di svolte, spero che la vittoria nel derby abbia entusiasmato i tifosi rossoneri al punto da convincere molti a tornare allo stadio anche in campionato; partita con la Juventus a parte, San Siro è sempre stato mezzo vuoto e se è vero che il fatto di giocare quasi sempre al sabato sera e questo autunno molto grigio e piovoso non invitano certo la gente a seguire la partita "dal vivo" restando comodamente a casa seduti sul divano al calduccio, è altrettanto vero che questa squadra ha dimostrato di meritare affetto e sostegno e che c'è bisogno anche dell'aiuto dei tifosi per proseguire il cammino in vetta alla classifica. Tutti a San Siro, quindi, perchè c'è una partita da vincere che vale tre punti esattamente come il derby e un primato da difendere perchè il campionato è ancora lunghissimo e pieno di insidie, ma con questo nuovo Milan "da battaglia" costruito da Allegri ci sarà da divertirsi, soprattutto se l'effetto benefico di un derby vinto darà nuove energie e motivazioni a tutto il gruppo.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
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