EMOZIONE DERBY

EMOZIONE DERBY
venerdì 26 settembre 2008, 14:31Vista dalla Curva
di Davide Bin

La solita frase fatta recita che "il derby non è una partita come le altre", ma non si tratta di una banalità e qualunque tifoso delle due squadre coinvolte in una sfida stracittadina ve lo può confermare: la vigilia non è uguale a quella della altre partite ma è fatta di tensione, ansia, voglia che sia già tutto finito e arrivi lunedì (ovviamente dopo aver vinto) che improvvisamente e inspiegabilmente diventa desiderio che il tempo passi lentamente e il momento fatidico dell'inizio della sfida non arrivi mai per non raggiungere l’apice della tensione; l'attesa allo stadio non è la stessa delle altre partite perchè l'atmosfera è particolare, coinvolgente, emozionante, da brividi e man mano che si avvicina l'ora dell'inizio l’ansia sale progressivamente fino a farti venire i crampi allo stomaco, per poi svanire magicamente al momento del "derby delle curve" (coreografie) e al calcio d'inizio per trasformarsi in carica "agonistica" anche se non sei in campo ma è come se lo fossi, visto che partecipi non solo emotivamente ma quasi "fisicamente" a ciò che avviene nel rettangolo di gioco; la stessa partita vera e propria non è come le altre, perchè solitamente è intensa, equilibrata, combattuta, lottata con agonismo e "cattiveria" (in senso sportivo, ovviamente) al punto che classifica e reale valore delle due squadre spesso non contano, le differenze si annullano e proprio per questo a volte vince la formazione in quel momento sfavorita, smentendo pronostici e previsioni avverse.

Spesso sento dire che esiste una categoria di tifosi che ormai segue esclusivamente il calcio alla televisione e disdegna quello "vissuto" allo stadio; certo stare in poltrona al calduccio a vedere la partita con le azioni replicate, rallentate, vivisezionate da decine di telecamere e moviole varie può essere appagante e divertente, mentre frequentare stadi scomodi, magari al freddo, con l'obbligo di fare lunghe file per entrare, a volte molto tempo prima dell'inizio della partita, è sicuramente più scomodo ma, lasciatemi dire, certamente più coinvolgente ed emozionante; a volte mi viene da pensare che se i tifosi cosiddetti “pantofolai” provassero l’emozione di un derby a San Siro forse cambierebbero idea e lo dimostra il fatto che, in un periodo in cui si vedono stadi sempre più vuoti, il derby è ancora una delle poche partite che fa sempre e comunque registrare il “tutto esaurito”.



In questi anni abbiamo vissuto derby di tutti i tipi e di varia importanza: da quelli epici di Champions (due vittorie, due pareggi e altrettante qualificazioni per il Milan) a semplici amichevoli, passando attraverso sfide che valevano per lo scudetto di una delle due squadre o di entrambe oppure per derby anonimi e senza particolari interessi di classifica. L’ultimo, disputato lo scorso maggio, aveva un sapore particolare ed un alto coefficiente di rischio per noi tifosi rossoneri: se l’Inter l’avesse vinto avrebbe conquistato matematicamente lo scudetto proprio al termine del derby, cosa inedita nella storia della stracittadina e avrebbe avuto la ghiotta opportunità di festeggiare “in faccia” ai cugini, in maggioranza in quanto il Milan giocava in casa e ulteriormente depressi dalla quasi certa esclusione dalla Champions League; fortunatamente i rossoneri riuscirono a vincere con una magistrale prestazione e le reti di Inzaghi e Kakà; in seguito lo scudetto nerazzurro arrivò comunque così come l’esclusione del Milan dalla Champions, ma almeno l’incubo di veder festeggiare i cugini in casa propria venne evitato.

Che derby sarà il prossimo? Difficile dirlo, perché la circostanza che si giochi già alla quinta giornata toglie un po’ di importanza alla sfida, visto che la classifica non è ancora delineata: il risultato non è decisivo ma perderlo sarebbe grave per un Milan già a quattro punti dai rivali (e che precipiterebbe a sette punti) e consentirebbe all’Inter di allontanare già in maniera importante una rivale per lo scudetto; un successo rossonero trasformerebbe un avvio di stagione allucinante nelle prime due partite in un inizio sostanzialmente positivo a ridosso dei rivali e, quindi, della vetta della classifica; per questo la partita potrebbe essere scoppiettante, vivace e spettacolare se le due squadre giocheranno per vincere o, al contrario, noiosa e poco emozionante qualora prevalga la prudenza e la voglia di non rischiare, incanalando la sfida verso un salomonico pareggio. Di una sola cosa si può essere sicuri: come tutti i derby sarà una sfida speciale sugli spalti, a suon di sfottò, cori e striscioni che nessun decreto antiviolenza può e deve cancellare, perché il folklore e l’atmosfera attorno alla partita sono le cose più belle e coinvolgenti del derby e i fortunati che saranno presenti a San Siro domenica sera lo sanno benissimo, perché sarà anche una frase banale e “fatta” ma il derby non è e non sarà mai una partita come le altre, anche se vale tre punti esattamente come le restanti trentasei in calendario.