GIUSTO COSI'
Paolo Maldini rinnova il contratto con il Milan, prolunga la sua carriera di un altro anno e si ritirerà nel giugno del 2009, dopo aver appena compiuto i 41 anni; penso che la notizia sia stata accolta con soddisfazione da tutti, soprattutto perchè il modo con cui si stava realizzando l'addio al calcio giocato di Maldini non era certo degno della sua lunghissima e leggendaria carriera. Sembrava, infatti, che fossero sorti dei problemi sulla cifra dell'ingaggio, che la società voleva più che dimezzare rispetto alla precedente; una scelta strana e incomprensibile da parte di una dirigenza che lo aveva convinto a proseguire la carriera quando Paolo aveva detto di aver intenzione di smettere e che in passato aveva sempre trattato in ben altro modo le sue bandiere; si narra, infatti, che quando si trattava di rinnovare con Baresi, al Capitano venisse presentato un contratto in bianco dichiarando: "Caro Franco, la cifra mettila tu"; forse sono leggende metropolitane, forse erano altri tempi, sta di fatto che sarebbe stato squallido che lo splendido legame fra Maldini e il Milan si interrompesse in modo così brusco, fosco e traumatico e, soprattutto, per motivi economici. Non era possibile, non era ammissibile e infatti non è andata come tutti temevamo e ora possiamo tirare un sospiro di sollievo; Paolo partirà per le vacanze a Miami più tranquillo e soddisfatto, noi sappiamo che la bandiera con il n° 3 sventolerà ancora alta nel cielo di Milanello per altri 365 giorni. E' chiaro che da un quarantenne con problemi fisici che lo hanno tormentato negli ultimi tempi non ci si può certo aspettare miracoli e nemmeno si può sperare che giochi tutte la partite, ma sappiamo benissimo che il contributo che il capitano può dare a tutti i livelli nello spogliatoio rossonero sarà importantissimo come sempre, al di là degli aspetti tecnici. Maldini è una colonna portante del gruppo rossonero, è l'ultimo degli Invincibili, degli Immortali, di quei giocatori che hanno visto nascere il Milan berlusconiano e hanno vinto ripetutamente tutto quello che c'era da vincere in campo nazionale e internazionale; Maldini ha vissuto l'intera epopea ultraventennale del Milan targato Berlusconi e il suo palmares personale è impressionante, così come i tanti record di presenze realizzati in ogni competizione e con le maglie del Milan e della Nazionale. Negli ultimi tempi le sue prestazioni sono state più rare e a volte meno positive rispetto al suo standard, ma si può capire e perdonare; non dimentichiamo, però, che Maldini è stato il migliore in campo a Londra e a San Siro nelle due sfide contro l'Arsenal, ovvero le due ultime apparizioni in Champions League della squadra rossonera; è stato l'ultimo ad arrendersi contro la spavalda banda di giovanotti di Wenger che ha messo fine allo strepitoso ciclo europeo del Milan di Ancelotti, ha lottato come un autentico leone contro avversari che potevano tranquillamente essere suoi figli, ha dimostrato cosa vuol dire essere campione e uomo vero nella vittoria come nella sconfitta, nelle gioie come nei dolori.
Qualcuno non gli ha perdonato il suo applauso ironico nei confronti del pubblico che contestava e fischiava sonoramente una delle più brutte esibizioni stagionali del Milan, quella casalinga contro l'Atalanta, in occasione del secondo gol subito dai bergamaschi; in quel gesto spontaneo e istintivo c'era tutto l'orgoglio ferito del capitano che sembrava dire alla sua gente: "Bravi, dopo quello che abbiamo vinto questo è il ringraziamento!" e, in effetti, in quel momento il pubblico stava mostrando ingenerosità, scarsa memoria e pure miopia, non vedendo che le maglie rossonere erano "pluridecorate" con Champions League, Coppa del Mondo e la scritta "Il club più titolato del mondo" e che quella squadra, fischiata e umiliata dai suoi stessi tifosi, aveva contribuito a rendere così onorata e "addobbata" quella maglia. Il Milan ha chiuso in modo inglorioso la stagione, fallendo la qualificazione alla Champions League; lo stesso Maldini ha concluso in anticipo il campionato con un infortunio durante Juventus-Milan, partita persa dai rossoneri; insomma non poteva e non doveva finire così, con un infortunio, una sconfitta e un litigio con l'unica società cui Paolo è stato legato fin dalla sua infanzia. L'avventura di Maldini continua e non importa se il capitano potrà giocare solo alcune partite, magari le più prestigiose in campionato, visto che non ci sarà la Champions ma solo la UEFA (unico trofeo che manca a Maldini come a tutto il Milan...); l'importante è che lui ci sia, a guidare i compagni da autentico capitano, spronandoli, dando l'esempio, incitandoli, tramandando quelle qualità tecniche ma soprattutto morali da "uomo Milan" che lui ha sempre incarnato alla perfezione. Come sempre ci metterà grande impegno, grande voglia, grande grinta e lo dimostra il fatto che si porterà a Miami i "compiti per le vacanze" assegnatigli dallo staff tecnico rossonero, per recuperare pienamante dall'infortnunio e presentarsi in ritiro a luglio in condizioni smaglianti e perfette, perchè l'addio di un monumento deve essere degno della sua maestosità, con una grande stagione e, magari, un trofeo da alzare al cielo, come è avvenuto spesso nella sua gloriosa e lunghissima carriera. Paolo Maldini rinnova e prosegue; giusto così, perchè le bandiere non devono mai essere ammainate da un giorno all'altro e senza rispetto!
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


