GRAZIE RAGAZZI!
La vittoria nel derby ha riportato entusiasmo in tutto l'ambiente rossonero: Ambrosini ha dichiarato che nello spogliatoio rossonero lo spirito è cambiato, perchè non perdere la stracittadina era importante per vari motivi facilmente intuibili, ma, addirittura, il Milan è riuscito a vincere in maniera assolutamente meritata interpretando la partita nel modo giusto. Entusiasmo alle stelle e consapevolezza di essere forti e competitivi ritrovata, anche se il capitano del derby ha precisato che lui e i suoi compagni hanno i piedi ben saldi per terra e sono consapevoli che ci sono altre due partite durissime da affrontare, due battaglie da vincere per conquistare definitivamente quarto posto e qualificazione ai preliminari di Champions e non vanificare la vittoria nel derby. Se la squadra, quindi, mantiene giustamente i piedi per terra, i tifosi sono, invece, autorizzati a volare sulle ali dell'entusiasmo per una vittoria che mancava da più di due anni e che ci ha dato grande gioia; lasciando perdere la classifica di importanza dei derby disputati e la posizione che questa stracittadina doveva eventualmente occupare in tale classifica, possiamo comunque dire che si è trattato di uno dei derby più sentiti degli ultimi anni, se non addirittura dell'intera storia dell'eterna sfida fra Milan e Inter. Per tutta la settimana di vigilia l'ansia è derivata dalla sciagurata ipotesi che l'Inter potesse festeggiarci "in faccia" lo scudetto, vincendo il derby o, comunque, ottenendo lo stesso risultato della Roma; in effetti i nerazzurri hanno chiuso il primo tempo da virtuali campioni d'Italia, ma poi sono crollati sotto i colpi di un Milan più determinato e aggressivo e, nel frattempo, la Roma ha dilagato a Genova contro la Sampdoria. Insomma se gli interisti volevano prendere "due piccioni con una fava", ovvero vincere lo scudetto nel giorno del derby e cacciarci quasi definitivamente fuori dalla Champions League, sono rimasti delusi, visto che la coppia di piccioni l'abbiamo catturata noi: festa scudetto rinviata e quarto posto finalmente agganciato grazie alle buone notizie provenienti da Cagliari. Tornando alla vigilia, però, c'era anche la consapevolezza che per la prima volta dopo tanto tempo i rossoneri fossero in condizioni migliori dei rivali, dal punto di vista fisico e delle motivazioni, visto che il derby era una sorta di ultima spiaggia nella corsa al quarto posto, mentre l'Inter può comunque ottenere l'obiettivo nonostante la sconfitta; si sa che nel derby pronostici e ragionamenti logici lasciano il tempo che trovano, ma è altrettanto indubbio che quando il Milan ha un obiettivo da raggiungere e sta bene, non ce n'è per nessuno. La prima ora di gioco ha confermato in pieno questa facile previsione: Milan grintoso, determinato, convinto di poter e dover far sua la partita e che è riuscito a concretizzare la sua superiorità netta e indiscutibile con i due gol in cinque minuti dei nuovi "gemelli del gol" Inzaghi e Kakà (quattordici reti in due nelle ultime cinque partite); il finale di partita è stato più sofferto: l'Inter ha dimezzato lo svantaggio e ha rischiato anche di pareggiare, ma non sarebbe stato giusto, visto che anche la vittoria con il minimo scarto sta stretta ai rossoneri.
Comunque le vittorie sofferte sono sempre le più belle e, in effetti, al fischio finale di Rosetti si è scatenata la festa in curva sud e sul campo: tutti sentivamo molto questa partita e se la cosa è ovvia per quanto riguarda i tifosi, non sempre lo è per i giocatori, che spesso considerano il derby una partita come le altre. Il Milan, però, ha in rosa autentici giocatori "ultrà", come Gattuso, Ambrosini e Inzaghi; i due centrocampisti hanno giocato con la rabbia e la determinazione che ci avremmo messo noi tifosi se fossimo stati in campo, ringhiando sulle caviglie di ogni avversario, correndo a più non posso, pressando chiunque in ogni zona del campo e lo dimostra l'azione del secondo gol in cui Ambro ha sradicato il pallone per due volte dai piedi di Vieira, innescando Kakà; l'azione ha ricordato per molti versi quella del secondo gol nel derby giocato esattamente vent'anni fa, nell'aprile del 1988, quando il Milan di Sacchi dominò e bettè 2-0 una piccola Inter volando verso lo scudetto n°11: allora fu Virdis a pressare Passarella, rubargli palla e involarsi a battere Zenga; questa volta è toccato a Kakà battere Julio Cesar. Azione simile, delirio identico in campo e sugli spalti (ve lo dice uno che c'era ora come allora), perchè le emozioni di un derby restano uniche e immutabili nel tempo, così come l'immensa gioia e soddisfazione che provi nel vincerlo. L'Inter ha buttato via una grossa occasione, cioè vincere lo scudetto proprio nel derby; state certi che a parti invertite i rossoneri non si sarebbero lasciati scappare un'opportunità così bella e più unica che rara; altra classe, altra personalità, altra convinzione nei propri mezzi, che i campioni rossoneri hanno, mentre altri no e lo dimostra proprio questo derby appena vinto e giocato come se fosse una finale da chi le finali sa cosa sono, mentre i soliti chiacchieroni hanno parlato per tutta la settimana di partita che valeva più di una finale di Champions, poi l'hanno affrontata in modo tremebondo, perdendola in modo inglorioso. E' stata la giornata perfetta per noi tifosi rossoneri, una giornata che ricorderemo a lungo, la giornata più bella del campionato e una delle più belle dell'intera stagione; vittoria nel derby dominando la partita e con un grande spettacolo di tifo sugli spalti, festa interista rinviata e rovinata (lo dimostrano le polemiche in casa nerazzurra di questi giorni) e quarto posto finalmente conquistato. Per questo, dopo averli incitati a gran voce per tutto il derby, gridiamo con la poca voce che ci è rimasta, GRAZIE RAGAZZI e scusate se in qualche momento abbiamo dubitato della vostra classe, del vostro valore e del vostro impegno; questo derby è solo l'ultima di una lunghissima lista di soddisfazioni che ci avete regalato in questi anni, certamente non la più importante ma sicuramente molto gradita: abbiamo visto in campo gli undici leoni che volevamo e che hanno sbranato il biscione nerazzurro, per tornare a dimostrare al mondo intero chi è il vero padrone di Milano!
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