Il Milan prosegue la rimonta a cresta alta

Il Milan prosegue la rimonta a cresta altaMilanNews.it
lunedì 28 gennaio 2013, 01:28Vista dalla Curva
di Davide Bin
I rossoneri espugnano Bergamo con un gol decisivo di El Shaarawy, conquistano tre punti importanti in una partita difficile e tesa, superano la Fiorentina e raggiungono il quinto posto, a soli sei punti dalla zona Champions.

Un lampo del Faraone abbaglia e fulmina la Dea, vendica il Diavolo e lo fa volare; non è la trama in estrema sintesi di un film fantasy, ma ciò che è successo a Bergamo in una fredda domenica di gennaio che riscalda il cuore del popolo rossonero, perchè il Milan riscatta la sconfitta dell'andata con identico punteggio, conquista tre punti importanti su un campo difficile e alla fine di una partita non bella e nemmeno giocata tanto bene e con essi riesce a superare la Fiorentina, a conquistare il quinto posto e a sfruttare un'altra giornata favorevole, in cui ancora una volta quasi tutte le squadre che stanno davanti (eccetto una, il Napoli) hanno frenato, consentendo ai rossoneri di accorciare le distanze; ora il Milan è a soli sei punti dal terzo posto e dalla zona Champions e intravede là davanti i cugini interisti, lontani tre punti. Non male se si ripensa a qual'era la situazione un girone fa, con la sconfitta interna contro i bergamaschi (seconda consecutiva dopo quella contro la Sampdoria) che faceva temere una stagione fallimentare; ora, invece, la squadra segna, vince, corre in classifica a ritmi superiori a qualunque altra squadra (se si considera la classifica dalla nona giornata in poi) e sta tornando nelle posizioni che le competono per storia e blasone. Certo non tutti i problemi sono risolti, il gioco non è spettacolare e irresistibile, la difesa traballa anche quando riesce a rimanere imbattuta e le difficoltà non mancano, ma a volte non bisogna fare gli schizzinosi e si deve badare al sodo, perchè i punti sono più importanti del bel gioco e dello spettacolo quando c'è da rimontare e risalire la classifica e, ripeto, se si ripensa a un girone fa, c'è davvero da stare allegri. A Bergamo non si è certo visto il miglior Milan e l'intera partita è stata di scarsa qualità, troppo nervosa e bloccata per risultare divertente; i rossoneri hanno sofferto in avvio e nel finale e la cosa è sorprendente se si pensa che l'Atalanta è rimasta in dieci, ma proprio in inferiorità numerica è riuscita a mettere in difficoltà la squadra di Allegri che, evidentemente, ha erroneamente pensato che il più fosse fatto e che l'uomo in più fosse garanzia di facile successo; niente di più sbagliato e ciò conferma che questo giovane Milan a volte pecca in esperienza quando bisogna giocare con malizia e furbizia, come ha fatto notare lo stesso tecnico Allegri, ma i risultati aiutano a crescere e a eliminare i difetti e poi quando il gol decisivo arriva da un assist di un diciottenne per un ventenne, si può davvero dire che la rivoluzione giovanile in casa Milan sta funzionando e il buon lavoro dell'allenatore sta dando i suoi frutti.

Allegri prova a ricercare la continuità di risultati con la continuità nella formazione: gli undici titolari schierati contro l'Atalanta sono gli stessi che hanno iniziato la partita contro il Bologna, con buona pace del turn-over, inutile in un periodo come questo in cui si gioca una sola volta alla settimana e c'è tutto il tempo per recuperare le fatiche e gli sforzi e allenarsi in modo proficuo. Bergamo è un campo difficile, l'Atalanta è squadra aggressiva e arcigna, ma il Milan vuole proseguire la risalita e per farlo deve conquistare i tre punti. C'è grande entusiasmo nel piccolo stadio bergamasco, nonostante la squadra di casa stia attraversando un periodo difficile e non vinca da 50 giorni: spalti gremiti, gran tifo e anche una bella coreografia all'ingresso delle squadre in campo; anche il settore ospiti è pieno e non potrebbe essere altrimenti, vista la vicinanza fra Milano e Bergamo e la volontà dei tifosi rossoneri più fedeli di stare vicini alla squadra in ogni occasione, a maggior ragione in un momento importante della stagione come questo. La sconfitta della Lazio nel primo anticipo della giornata offre già un buon assist per avvicinarsi alla zona Champions e anche il pareggio della Roma a Bologna nel lunch match può consentire di allontanare una rivale pericolosa, in attesa di eventuali e ulteriori risultati favorevoli nelle altre partite.

Il Milan, però, come al solito parte con il freno a mano tirato e lascia l'iniziativa all'Atalanta nel primo quarto d'ora, ma gli orobici provocano solo qualche brivido con due o tre cross insidiosi che Abbiati smanaccia via o che attraversano l'area in modo innocuo. Piano piano, poi, i rossoneri escono dal guscio, alzano il baricentro e cominciano a rendersi pericolosi, anche se continuano a soffrire i dialoghi in velocità degli avversari che creano qualche difficoltà alla difesa, che chiude tutti i varchi con buona disinvoltura, ma non lascia completamente tranquillo chi la conosce bene e sa che la distrazione fatale può arrivare da un momento all'altro. Il centrocampo rossonero comincia a macinare gioco, l'attacco è vivace grazie alle iniziative dei frizzanti El Shaarawy e Niang, che svariano per tutto il campo lasciando a Pazzini il compito di fare a sportellate con i difensori avversari; la difesa bergamasca regge bene fino a quando Ferri non subisce un infortunio muscolare ed è costretto ad uscire, sostituito da Raimondi, che è meno implacabile in marcatura e la differenza si vede subito nell'episodio che si rivelerà decisivo. Poco prima della mezz'ora, infatti, Niang inventa un geniale assist verticalizzando centralmente per El Shaarawy e sorprendendo l'intera retroguardia avversaria; il Faraone non si fa pregare, anticipa sul tempo i difensori e fulmina Consigli con un velenoso diagonale. Un bel gol inventato dal nulla dai due ragazzotti terribili, per la gioia di Allegri che ha dato fiducia a Niang, confermandolo titolare al posto di un certo Robinho e viene ripagato in questo esaltante modo, mentre El Shaarawy è ormai una sicurezza, ma riesce ad interrompere con questa bella rete un mini-digiuno di quattro partite di campionato (anche se in mezzo c'è stato il gol in Coppa Italia), nulla di grave se si pensa che stiamo parlando di un ventenne, ma ormai ci ha abituato bene e constatare che non segnava dal 16 dicembre faceva un po' impressione. Il gol dovrebbe avere l'effetto di "stappare" una partita bloccata, perchè l'Atalanta ora deve attaccare per rimontare e il Milan può trovare maggiori spazi per le ripartenze, invece la sfida rimane collosa e poco spettacolare, perchè i rossoneri la controllano con il possesso palla ma non riescono ad affondare (solo una spettacolare ma imprecisa rovesciata di Pazzini) e peccano in malizia e i nerazzurri si rendono pericolosi solo nel finale con un contropiede e assist di Biondini che Denis non sfrutta ciccando clamorosamente il pallone da favorevole posizione e con un altro cross dello stesso Denis favorito da una clamorosa indecisione di Zapata sulla linea di fondo.

Allegri catechizza a dovere i suoi giocatori nell'intervallo e il Milan prova a chiudere la partita in avvio di ripresa, comprimendo l'Atalanta nella sua area e cercando il raddoppio, anche se non crea colossali occasioni da gol, ma solo qualche batti e ribatti in area che non viene sfruttato a dovere da una squadra che non riesce ad essere cinica e concreta come il suo mister vorrebbe. Poi la partita cambia nuovamente volto ed è l'Atalanta a spingere in avanti alla ricerca del pareggio, attaccando in massa; ora è l'agonismo a prevalere sul campo: fioccano i falli e le ammonizioni e ne fa le spese Brivio, espulso dopo aver ricevuto due cartellini gialli in pochi minuti; grave ingenuità e l'episodio sembra consegnare la partita al Milan su un piatto d'argento, ma l'Atalanta non si perde d'animo e moltiplica gli sforzi, mentre i rossoneri escono clamorosamante dalla partita pensando che tutto sia fin troppo facile e, di conseguenza, rischiano grosso, perchè gettare via per eccessiva superficialità una vittoria così preziosa contro una squadra ridotta in dieci sarebbe un errore gravissimo e imperdonabile. Il Milan accentua il possesso palla ma non si rende praticamente mai pericoloso in avanti, se si eccettua una clamorosa occasione capitata in piena area sui piedi di Flamini che, però, non trova il varco giusto per il suo tiro a botta sicura; sorprendentemente è l'Atalanta a schiacciare i rossoneri nella loro area, anche se i brividi per i tifosi del Milan arrivano solo da qualche mischia e qualche traversone insidioso ma mai sfruttato a dovere. La difesa va in affanno e Mexes è costretto ad un salvataggio addirittura di tacco per anticipare Parra in area piccola, a dimostrazione che, come al solito, i palloni spioventi in area creano apprensione; Allegri effettua il primo cambio solo a cinque minuti dalla fine, inserendo Robinho al posto di El Shaarawy, poi ordina l'indietro tutta a protezione della preziosa vittoria, infoltendo il centrocampo con Traorè al posto di Niang. La sofferenza dura fino all'ultimo secondo dei quattro minuti di recupero, ma poi si può finalmente esultare per un'altra vittoria importante, che consente al Milan di riscattare la sconfitta dell'andata, di scalare un'altra posizione in classifica e di avvicinarsi alla zona Champions, il tutto rigorosamente...a cresta alta!