IL MILAN RICOMINCIA DA TRE

IL MILAN RICOMINCIA DA TRE
lunedì 10 marzo 2008, 00:20Vista dalla Curva
di Davide Bin

Tre come i gol segnati al Castellani; tre come i punti conquistati in classifica e recuperati alla Fiorentina. Il Milan del dopo-Champions ricomincia da tre e riparte alla caccia del quarto posto, ultimo obiettivo stagionale dopo l'eliminazione dall'Europa per mano dell'Arsenal. Dall'Emirates Stadium al Castellani, dagli 82000 di San Siro ai 15000 circa di Empoli; non è la stessa cosa, è come pane e acqua per chi è abituato a caviale e champagne, ma bisogna rimboccarsi le maniche e tornare a lottare per obiettivi meno ambiziosi, sgomitando sui campi di provincia. Ripartire dopo le grandi emozioni di martedì scorso e ritrovare stimoli e voglia di lottare dopo la grande delusione non è stato facile e la prestazione dei rossoneri lo ha dimostrato: nel primo tempo non è bastato sbloccare il risultato per domare l'Empoli, che ha pareggiato e ci ha fatto tremare meritando maggiormente il vantaggio rispetto ad un Milan molle e inconcludente; nella ripresa i rossoneri hanno rischiato addirittura il tracollo, poi il clamoroso palo di Marchisio li ha risvegliati sull'orlo dell'abisso e questa volta il finale è stato dolce e positivo, sorridendo ai rossoneri al di là dei loro meriti. Gli uomini di Ancelotti hanno trovato il gol vittoria con un'inzuccata del solito immenso Ambrosini, che aiuta in difesa, lotta a centrocampo e fa anche il centravanti e poi hanno chiuso definitivamente la partita con la nobile griffe di Kakà, che non segnava dal 13 gennaio scorso.

La Toscana diventa così terra di conquista e propizia ai rossoneri, perchè da Siena arriva la notizia della sconfitta della Fiorentina che, abbinata alla vittoria del Milan, significa distacco dai viola e dal quarto posto ridotto ad un solo punto. Pochi lo avrebbero sognato o sperato mentre i rossoneri stentavano e balbettavano calcio inconcludente sotto il diluvio di Empoli, ma alla fine la prima delle 12 finali che devono riportare il Milan nell'Europa che conta si è conclusa bene e i rossoneri possono chiudere un ciclo terribile, fatto di tantissime partite ravvicinate in poco tempo, in modo positivo e ciò fa ben sperare per il futuro, nonostante da qualche giorno le prospettive e gli obiettivi non siano più ambiziosi e prestigiosi.



Non è facile ripartire dopo una grande delusione come quella di martedì scorso, ma tutto l'ambiente ha reagito con serenità e maturità, a partire dai tifosi, che non hanno fatto drammi e hanno capito che il Milan ha fatto il possibile per proseguire il più a lungo possibile l'avventura europea, ma per una volta ha trovato sulla sua strada un avversario superiore e ha dovuto inchinarsi. L'applauso scrosciante di consolazione e di ringraziamento per tutti questi splendidi anni, iniziato alla fine di Milan-Arsenal, prosegue idealmente anche a Empoli, con la presenza dei tifosi per sostenere la squadra anche e soprattutto in un momento difficile, come i veri tifosi rossoneri hanno sempre fatto nella storia del Milan. La società ha spronato fin da subito la squadra senza fare tragedie e minacciare rivoluzioni epocali e i giocatori hanno risposto sul campo, pur fra mille difficoltà, come sempre in quest ultimo periodo. Difficoltà di formazione per le tante assenze (Nesta, Jankulovski, Gattuso, Seedorf e Inzaghi, oltre a Dida, Cafu, Serginho e Ronaldo); difficoltà create da un Empoli grintoso, determinato e alla disperata caccia di punti salvezza; difficoltà a dimenticare la delusione di martedì e a mascherare la stanchezza psicofisica dopo l'intenso sforzo della partita contro l'Arsenal. E la partita ha evidenziato tutto ciò: iniziata in discesa con il regalo di Bassi, che ha perso il pallone sul cross di Oddo e ha regalato un gol facile facile a Pato, si è poi complicata maledettamente per colpa del calo di tensione e concentrazione che ha favorito l'immediato pareggio di Buscè. In quel momento il Milan ha sbandato, ha faticato a tornare in partita e a ritrovarsi e ha sofferto l'aggressività e il pressing degli avversari, rischiando di subire il secondo gol in varie occasioni ma, soprattutto, sul finire del tempo, quando Saudati ha sfiorato il secondo gol dell'ex dopo quello vincente dell'andata a San Siro.

Nella ripresa Ancelotti ha provato a cambiare qualcosa, inserendo Bonera al posto di Oddo, calato dopo il bel cross che ha portato al gol di Pato e Brocchi al posto dell'impalpabile Gourcuff, che ha sprecato l'ennesima occasione per mettersi in mostra. Tuttavia la prestazione del Milan non ne ha tratto giovamento e proprio un clamoroso svarione di Bonera ha favorito il tiro di Marchisio che si è schiantato sul palo facendoci tirare un sospiro di sollievo. Nel finale Ancelotti ha inserito anche il giovane Paloschi al posto di Gilardino che, purtroppo, si è fatto notare solo per due gol falliti nel primo tempo (con un mancato aggancio e con uno stop difettoso su delizioso assist di Pirlo) e per una rete segnata in fuorigioco. Proprio quando il pareggio sembrava inevitabile e addirittura fin troppo stretto agli avversari toscani, il Milan ha trovato il guizzo d'orgoglio con Ambrosini, che ha trasformato in rete con un imperioso stacco di testa da centravanti di sfondamento un cross di Kakà, regalandoci una gioia ormai inaspettata e proprio per questo più gradita. Questo Milan ha risorse infinite pur fra mille difficoltà e ha trovato anche il modo di triplicare, replicando fedelmente il risultato dell'ultima vittoria prima di questa al Castellani, grazie ad una bella combinazione Pato-Paloschi-Kakà.

Il Milan riparte da una vittoria e dalla promessa di Ancelotti che questo gruppo ha ancora tanto da dire e da dare. In questa partita i rossoneri erano ancora condizionati dalle tossine della partita contro l'Arsenal e, più in generale, di un periodo iniziato il 13 gennaio in cui non c'è mai stata una settimana libera da impegni infrasettimanali per lavorare con calma. Ora questo tempo ci sarà, la squadra potrà allenarsi, tornando a giocare bene, ad essere reattiva e dinamica, cose che ad Empoli sono mancate. La strada verso il quarto posto è lunga e se il gruppo vuole evitare la tanto strombazzata rivoluzione o rifondazione, deve percorrerla fino in fondo, a passo spedito e con profitto. Noi ci crediamo, perchè questi ragazzi non hanno mai tradito e questa vittoria, stentata, non troppo meritata e strappata con esperienza e cinismo, è forse il segnale dell'inversione di tendenza verso un futuro più roseo per una squadra reduce da tre partite senza vittorie ma anche capace di inanellare una serie di nove partite utili consecutive in campionato, torneo in cui i rossoneri devono tornare ad essere protagonisti in positivo per chiudere dignitosamente una stagione "agrodolce".