IL MILAN SPROFONDA

IL MILAN SPROFONDA
lunedì 31 marzo 2008, 00:39Vista dalla Curva
di Davide Bin

L'Atalanta demolisce ciò che rimane del Milan e l'arbitro le dà una mano calpestando le macerie; può sembrare una visione apocalittica ma è la sensazione che resta al termine di un altro pomeriggio amaro a San Siro, iniziato male, con le notizie sulla morte di un altro tifoso in una stazione di servizio e finito peggio, con una sconfitta deprimente per vari motivi. E pensare che le buone notizie da Udine, che avevamo auspicato alla vigilia, erano puntualmente arrivate e i rossoneri avrebbero potuto approfittarne per avvicinare il quarto posto; invece anche quelle notizie si sono trasformate in negative, perchè non solo il quarto posto rimane lontano, ma ora proprio l'Udinese ha superato i rossoneri; la squadra di Ancelotti ha giocato un primo tempo allucinante, tristemente simile a quello dell'ultima esibizione casalinga contro la Sampdoria e concluso allo stesso modo, cioè in svantaggio di due reti; le similitudini sono proseguite con un secondo tempo rabbioso e all'arrembaggio e con il punteggio finale, anche se questa volta fra i protagonisti negativi della giornata va annoverato anche l'arbitro Brighi, che ci ha messo del suo per smorzare la reazione rossonera con decisioni cervellotiche e palesemente sbagliate. Diciamo subito, a scanso di equivoci, che non è giusto tentare di spiegare la sconfitta dando la responsabilità all'arbitro: il Milan ha giocato male, ha subito l'Atalanta, ha rischiato un passivo più pesante e umiliante e la tardiva reazione non lo assolve, anche se con un po' più di fortuna (e precisione dal dischetto) un risultato positivo poteva comunque arrivare. Teoricamente i rossoneri rimangono in corsa per il quarto posto, ma in questo momento è difficile anche solo sperare che questo Milan decadente possa riuscire a salvare la stagione conquistandosi il diritto a giocare i preliminari della prossima Champions League; meglio puntare a concludere dignitosamente la stagione e un ciclo e poi quel che sarà sarà e non strappiamoci i capelli se dovremo "retrocedere" in Coppa UEFA o addirittura rimanere senza Europa (ipotesi peraltro remota), perchè dopo ogni fine rovinosa di un ciclo il Milan è rinato ed è stato ricostruito più forte di prima e questo è ciò che dobbiamo sperare, più che un posto in Champions, perchè questo gruppo sembra davvero giunto al capolinea e non è giusto che venga costretto ad altre esibizioni come queste che rischiano, ingiustamente, di cancellare nella mente dei tifosi quanto di buono (ed è stato tanto) questi ragazzi hanno fatto in passato, anche solo pochi mesi fa.

Ancelotti schiera il miglior Milan possibile in questo momento, con l'unica eccezione di Kaladze, dirottato in panchina con capitan Maldini al suo posto e Favalli sulla fascia sinistra; il mister ha detto alla vigilia che non si può più sbagliare e, quindi, bisogna affidarsi ai "fedelissimi" anche perchè la rosa è ridotta da vari infortuni (uno per tutti quello di Kakà, ancora assente) e acciacchi che non consentono turn-over, peraltro inutile perchè ora i rossoneri hanno pochi impegni da affrontare e tante settimane per allenarsi proficuamente.
Come previsto San Siro è semivuoto, non ci sono i tifosi ospiti, ai quali è stata vietata la trasferta e le notizie che parlano di un tifoso del Parma morto in una stazione di servizio, travolto da un pullman di tifosi juventini, deprimono ulteriormente il già fiacco ambiente: la curva rimane in silenzio e non tifa, viene osservato un minuto di silenzio che qualcuno, forse, avrà dedicato anche all'ex presidente Lo Verde (scomparso venerdì), rimasto in carica solo 51 giorni (dal 31 gennaio al 23 marzo 1986), ma che ha avuto il grosso merito di "traghettare" la fallimentare società rossonera verso Silvio Berlusconi e che ebbe doti di gran preveggente dichiarando che con Berlusconi il Milan sarebbe stato in buone mani (questi vent'anni abbondanti gli hanno dato pienamente ragione!).



Purtroppo il presente del Milan non è degno del recente passato glorioso e la partita contro l'Atalanta è un'altra tappa dolorosa di una Via Crucis che si chiama campionato e che è un autentico Calvario se si considerano solo le partite in casa. Un primo sospetto di giornata storta viene dal fatto che all'inizio il Milan prova a fare la partita ma l'attaccante più pericoloso è Gattuso, cioè non proprio l'elemento dai piedi più raffinati nella rosa di Ancelotti. C'è confusione, disordine, mancanza di fantasia, poca corsa, scarsa determinazione; è un Milan che fa il compitino e nulla più e quando l'Atalanta se ne accorge, fiuta l'impresa, accelera il ritmo e mette sotto i rossoneri. L'uno-due di Floccari e Langella stende i rossoneri ed esaspera il pubblico che fischia a più non posso; capitan Maldini, dopo il secondo gol, reagisce stizzito e in modo plateale ai fischi, applaudendo ironicamente i tifosi, con un'espressione eloquente e un gesto della mano che sembra dire: "Bravi, dopo quello che abbiamo vinto, questo è il ringraziamento!". In effetti la contestazione è ingenerosa e dimostra scarsa memoria, se non addirittura miopia dei tifosi rossoneri (basta osservare la maglia indossata dai giocatori per vedere che è decorata con la Champions League vinta a maggio e il Mondiale per club conquistato addirittura in questa stagione); questo gruppo non merita tutto ciò, ma i primi a doversene accorgere erano i dirigenti che avrebbero dovuto rinforzare a tempo debito, in quantità e qualità, una rosa insufficiente per disputare una stagione così intensa. Dopo un primo tempo da sagra degli orrori, la ripresa si apre con Paloschi e Kaladze al posto di Gilardino e Favalli ed un Milan che si getta orgogliosamente e disperatamente all'assalto, ma il gol che riapre la partita arriva solo a cinque minuti dal termine, grazie ad un colpo di testa proprio di capitan Maldini; prima di questo episodio tanti gol sfiorati, due realizzati (da Seedorf e Amborisini) ma annullati (il primo ingiustamente), qualche rigore richiesto da Ambrosini, il più generoso, l'ultimo ad arrendersi e spinto da Ancelotti a fare il centravanti di sfondamento, mossa della disperazione che è stata già utilizzata varie volte in questa stagione, a dimostrazione che tante volte il Milan si è trovato in condizioni disperate.
Il prode Ambro si conquista anche un rigore al 90°, al termine di una fase convulsa e caotica che ha avuto come conseguenza l'espulsione di Nesta, ma Pirlo chiude un'altra gara incolore (con l'attenuante di essere stanchissimo dopo aver giocato tantissimo) con uno sciagurato errore dal dischetto che vanifica definitivamente il tentativo di rimonta rossonero.

Un'altra sconfitta, un'altra delusione, un'altra prova negativa; la prestazione del Milan è stata pessima e l'arbitro si è adeguato, sbagliando tantissimo e penalizzando i rossoneri; la sconfitta è meritata, perchè l'Atalanta ha segnato "solo" due gol, ma ne ha sfiorati altri tre o quattro, ma alla fine anche gli errori della terna arbitrale hanno un peso decisivo.
Questo Milan, però, non ha più un futuro e non è giusto nascondersi dietro i torti subiti, perchè vorrebbe dire mascherare una realtà ormai evidente in modo impietoso. Ripeto che i fischi sono ingiusti e ingenerosi nei confronti di un gruppo che in cinque anni ha vinto tutto quello che una squadra di club può vincere e che anche in quest'occasione ci ha messo grinta e orgoglio, tentando di "chiudere la stalla quando i buoi erano già scappati" (ovvero rimontare a partita ormai persa), ma bisogna comprendere anche l'esasperazione di tifosi che in casa stanno assistendo a spettacoli deprimenti da un paio di stagioni e ad un rendimento da zona retrocessione (nelle partite caslinghe in questo campionato solo Empoli e Livorno hanno fatto peggio).
Se Ambrosini deve fare il centravanti, se Gattuso è l'attaccante più pericoloso del primo tempo, se Pato segna gol fenomenali in nazionale e nel Milan fa l'ala destra e non incide, se la difesa è un colabrodo e i tre centrocampisti sono ormai bolliti (andate a vedere quanti minuti hanno giocato in questa stagione), vuol dire che c'è molto da modificare e cambiare, soprattutto a lunga scadenza. Ora resta da salvare il salvabile e Ancelotti ha già annunciato novità per la prossima partita interna: difficile capire quali possano essere, visto che la rosa è ridotta all'osso, ma a noi tifosi basterebbe una sola, piccola ma, a quanto pare, complicatissima novità: tornare a vincere, a divertirci e ad avere qualche soddisfazione nelle partite in casa, cosa che non accade da tanto tempo!