KAKA' GUARISCE IL MILAN
Era un Milan malato quello che ha affrontato il Catania: malato metaforicamente, visti gli ultimi risultati negativi e malato nel vero senso della parola, dal momento che erano ben sette gli indisponibili più il raffreddato Inzaghi, che è andato in panchina per onor di firma; in questi casi la medicina migliore è la vittoria e ci ha pensato il dottor Kakà a somministrargliela, con la complicità di Stovini, che ha prolungato la traiettoria del non irresistibile colpo di testa del brasiliano e deviato la traiettoria, ingannando il fin lì imbattibile e bravissimo portiere Bizzarri e siglando il gol partita. Per le statistiche il gol verrà assegnato al campione brasiliano, visto che la sua conclusione era verso la porta ed è meglio così, perchè questo Milan rimaneggiato, incerottato e incompleto in ogni reparto si è affidato a lui per tornare alla vittoria e l'ormai ex Pallone d'Oro non ha tradito, mettendo la firma su un successo sofferto ma meritato che mantiene viva la speranza di raggiungere l'Inter, nonostante i sei punti di distacco. Andare a valutare, analizzare e vivisezionare la prestazione di questo Milan è esercizio arduo e in fondo anche ingiusto, perchè la squadra ha fatto quello che poteva in una situazione di emergenza e lo ha fatto tutto sommato bene, se è vero che ha creato una dozzina di occasioni da gol e che il portiere avversario è stato sicuramente il migliore in campo della sua squadra se non addirittura dell'intera partita. Alla vigilia si era detto che era importante, anzi fondamentale, vincere e la vittoria è arrivata; in questo momento non si può essere schizzinosi e pretenziosi per quanto riguarda la qualità e la bontà del gioco, perchè è fin troppo ovvio che un Milan senza Pirlo, Ambrosini, Seedorf Ronaldinho e Borriello, ovvero senza molti titolari a centrocampo e in attacco non può essere bello e spettacolare, soprattutto se reduce da un periodo difficile e tribolato. Come spesso accaduto in questa stagione, c'è stato da soffrire fino all'ultimo prima di poter esultare ed è arrivata una vittoria con il minimo scarto e senza grande gloria, ma la sensazione è che chi è sceso in campo abbia dato tutto con impegno e determinazione e bisogna apprezzare questo spirito battagliero e umile che consente di fare risultato anche in condizioni difficili.
Come previsto, San Siro mostra ampi vuoti al momento dell'ingresso delle squadre in campo e non c'è il pubblico delle grandi occasioni; molti tifosi hanno preferito sfruttare in altro modo il ponte di Sant'Ambrogio (che a Milano altro non è che il ponte dell'Immacolata): un viaggio, lo shopping natalizio, oppure hanno semplicemente preferito il calduccio di casa al freddo dello stadio per seguire una squadra senza molti titolari e ulteriormente indebolita dall'assenza dell'ultim'ora di Ronaldinho. Anche il Gaucho si arrende ad un problema muscolare e va ad aggiungersi alla lunga lista di indisponibili, anche perchè domenica prossima c'è Juventus-Milan e non è il caso di rischiare recuperi affrettati che potrebbero causare assenze più lunghe. Ancelotti deve fare di necessità virtù e schiera una formazione praticamente obbligata: se si pensa che fra i diciannove convocati ci sono due primavera più i giovani Cardacio e Viudez, non ci sono certo problemi di abbondanza: davanti ad Abbiati la linea difensiva è composta da Zambrotta, Maldini, Kaladze e Senderos; a centrocampo ci sono Flamini, Emerson e Gattuso, mentre in attacco Kakà giostra da unico trequartista alle spalle della punte Pato e Shevchenko. In panchina, fra gli altri, c'è anche Inzaghi, precettato all'ultimo momento, ma le sue condizioni di salute non sono certo buone, se è vero che il giocatore viene addirittura lasciato negli spogliatoi per non prendere troppo freddo, ma il suo spirito di sacrificio per la causa rossonera va comunque apprezzato.
Il Milan parte bene e prova a sfruttare la velocità dei suoi attaccanti: Kakà giostra più da terza punta che da trequartista e, insieme a Pato e Sheva, prova a sorprendere l'attrezzata difesa catanese; Shevchenko gira alto di testa un cross di Kakà, poi è la volta di capitan Maldini di sfiorare il gol con una girata di piede, destinata all'angolino, sulla quale Bizzarri compie il primo miracolo della sua ottima partita. Dopo il promettente inizio, però, il Catania si organizza, chiude gli spazi e prova a pungere il contropiede e il Milan comincia a faticare, pasticciare e mostrare tutti i limiti di una formazione rimaneggiata. La difesa conferma lacune ormai note, lascia troppa libertà a Mascara e la velenosa conclusione dell'attaccante va ad infrangersi sul palo e si può tirare un sospiro di sollievo perchè andare in svantaggio avrebbe potuto aprire scenari catastrofici per un Milan già in difficoltà. I rossoneri riprendono a macinare gioco, Kakà si esibisce in una percussione centrale delle sue ma Bizzarri devia miracolosamente sul palo il rasoterra angolatissimo e al brasiliano non rimane che andare ad abbracciare il portiere, complimentandosi per la prodezza. Parità anche nei pali, dunque, ma il Milan insiste con un colpo di testa alto di Emerson, un tiro di Kakà dal lato destro dell'area che non sorprende Bizzarri, una triangolazione Kakà-Shevchenko che non si chiude per la provvidenziale deviazione di un difensore in angolo prima che il pallone torni a Ricky per la deviazione vincente a botta sicura e, infine, un tiro di Jankulovski bloccato da Bizzarri. In sostanza un primo tempo dominato territorialmente e sul piano delle occasioni ma chiuso in parità, perchè è mancata la stoccata vincente.
Nella ripresa Favalli sostituisce lo zoppicante Emerson e si schiera sul lato sinistro della difesa con Jankulovski che avanza a centrocampo, ad ennesima riprova dello stato di emergenza in casa rossonera. Il più attivo è sempre Kakà che vede spegnersi sul fondo un bel tiro a girare, ma poi realizza il gol vincente in un modo inusuale per lui, ovvero di testa, anche se in verità la deviazione davvero decisiva è quella di Stovini. Poco importa di chi sia il gol, perchè è fondamentale aver sbloccato il risultato, visto che sembrava sempre più arduo abbattere il muro difensivo catanese per un Milan che stava perdendo fiducia e lucidità. Ora il Catania deve aprirsi e lasciare più spazi e Kakà ne approfitta per lanciarsi in contropiede, ma sul suo assist Shevchenko arriva in ritardo in scivolata. Il Catania non si dà per vinto e, come nel primo tempo, la difesa rossonera sbanda lasciando troppo spazio a Mascara, libero di colpire di testa in piena area, ma Abbiati si distende in tuffo e salva il risultato. Il Milan legittima il vantaggio con un tiro di Flamini deviato in angolo, con una conclusione alta di Kakà e con una punizione di Pato che costringe Bizzarri all'ennesimo miracolo. Nel finale arrivano una brutta notizia e un brivido: Gattuso commette un fallo vistoso e ingenuo sulla trequarti, viene ammonito e sfoga tutta la sua rabbia perchè si tratta di un'ammonizione pesante che farà scattare la squalifica proprio in occasione di Juventus-Milan e al pensiero che nelle quattro partite giocate senza Ringhio sono arrivate altrettante sconfitte viene naturale cominciare a preoccuparsi. Allo scadere, poi, ecco il brivido, perchè Kaladze devia il pallone con una mano in area ma sembra sinceramente un intervento involontario, perchè il georgiano è proteso in scivolata e non si aspetta certo la deviazione di Zambrotta che toglie palla all'avversario lanciato verso il fondo. I minuti di recupero sono solo due e il triplice fischio di Grevasoni mette fine ai brividi, sia quelli di timore per l'andamento della partita, sia quelli per il freddo, perchè finalmente si può tornare a casa al caldo.
Come già detto la vittoria è tutto sommato meritata, anche se è stata sofferta e stentata; non poteva essere diversamente, vista la formazione rimaneggiata, ma il Milan ha giocato una buona partita, affidandosi all'estro dei suoi attaccanti, perchè il gioco a centrocampo non poteva essere fluido ed efficace in assenza di molti titolari. Pato, Shevchenko e Kakà hanno provato in tutti i modi a cercare la via della rete; il Papero ha giocato una buona partita; Sheva si è visto ad intermittenza e ha dimostrato di non essere ancora quello del glorioso passato; Kakà è stato sicuramente il migliore: continuo, efficace, a tratti devastante nelle sue percussioni come nei giorni migliori; che abbia ragione lui quando dice che Ronaldinho lo limita un po', visto che in assenza di Dinho è improvvisamente rifiorito? Difficile dirlo con certezza, ma sicuramente o si tratta di una coincidenza o davvero c'è un fondamento di verità nelle sue dichiarazioni, senza nulla togliere alla classe di Ronaldinho e senza dimenticare il suo contributo decisivo ai destini del Milan in questa prima parte di stagione. La vittoria sul Catania, targata Kakà, è un'iniezione di fiducia in vista del futuro e il futuro prossimo si chiama Juventus; la trasferta di Torino è un crocevia fondamentale della stagione, un appuntamento da non fallire e la prospettiva di recuperare tutti (o quasi) gli infortunati eccellenti aumenta ulteriormente il morale della truppa. Peccato per l'assenza di Gattuso, che anche contro il Catania ha lottato come un leone, ci ha messo cuore, grinta e agonismo, forse anche troppo, perchè con un po' di saggezza in più, un giocatore di esperienza come lui avrebbe dovuto evitare di indurre in tentazione l'arbitro, commettendo un fallo inutile in una posizione di campo non pericolosa; in fondo è proprio questa l'unica notizia davvero negativa di una giornata da archiviare come positiva, perchè il Milan è tornato alla vittoria pur in emergenza, incerottato, pieno di acciacchi e contro un buon avversario che ha dato filo da torcere ai rossoneri ma nulla ha potuto contro la voglia degli uomini di Ancelotti di tornare finalmente alla vittoria e chiudere, speriamo definitivamente, un periodo difficile.
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