LA FORZA DEL GRUPPO

LA FORZA DEL GRUPPOMilanNews.it
martedì 14 ottobre 2008, 12:04Vista dalla Curva
di Davide Bin

Ad inizio stagione il Milan ha vissuto un momento difficile, forse meno drammatico di come i mass media lo dipingevano, ma sicuramente delicato: una squadra partita con l'ambizione di vincere lo scudetto aveva stentato parecchio per tutta l'estate e aveva iniziato il campionato addirittura con due sconfitte, non certo una partenza lanciata. Probabilmente in altre "piazze" tutto ciò avrebbe provocato sconquassi, cambi alla guida tecnica, polemiche e problemi di gestione del gruppo; al Milan, invece, ne sono usciti presto e tutto sommato bene: è vero che, come si è già detto, non tutti i problemi sono risolti, ma inanellare cinque vittorie consecutive fra campionato e Coppa UEFA, con la gemma della bella vittoria nel derby contro i cugini campioni d'Italia è certamente un bel modo per dire chiaro e forte alla concorrenza che il Milan è tornato e non vuole vivere un'altra stagione da comprimario in campionato. Il merito di questa veloce resurrezione è sicuramente del gruppo, inteso come Milan nella sua globalità: la società non ha fatto drammi e ha smontato subito con fermezza e decisione qualunque progetto di rivoluzione tecnica disegnato dall'esterno, confermando la fiducia ad Ancelotti e, anzi, lasciandogli la possibilità di effettuare scelte anche dolorose e che sconfessavano la campagna acquisti estiva, come il momentaneo accantonamento di Ronaldinho e Shevchenko, in evidente ritardo di condizione. Ancelotti si è affidato ai suoi "fedelissimi", quelli con cui ha vinto tutto ciò che un club può vincere e anche questa volta non è stato tradito; il gruppo storico rossonero è folto e questa è una grande risorsa per la squadra: in testa c'è, ovviamente, il capitano Paolo Maldini che, a dispetto dei suoi quarant'anni, sta giocando con continuità a causa delle tante assenze nel reparto difensivo e lo sta facendo egregiamente come sempre; lui è l'anima della squadra, l'esempio per tutti, dentro e fuori dal campo e insegna ai giovani cosa voglia dire essere "uomo Milan" nel senso più profondo del termine.

Poi ci sono Gattuso, che non ha esitato a giocare con la mano sinistra immobilizzata e dolorante per aiutare la squadra e Seedorf, che ha un rapporto speciale con il mister e si è sacrificato per il bene della squadra arretrando il suo raggio d'azione e giocando da vice-Pirlo con ottimi risultati (soprattutto nel derby); ma l'elenco non è finito qui e prosegue con Ambrosini, indomabile gladiatore, egregio centrocampista e centravanti d'emergenza in quanto ottimo colpitore di testa, con Kakà, ancora giovane ma già perfettamente inserito nel progetto Milan e già capace di essere guida e trascinatore a parole e sul campo; ci sono poi, ovviamente, anche Pirlo e Inzaghi, che in questo periodo non hanno potuto dare il loro contributo sul campo ma sono stati utilissimi e preziosi nello spogliatoio, perchè è lì che si iniziano a costruire le vittorie e i cicli vincenti. Sono questi i "fedelissimi" che hanno avuto il delicato compito di trascinare i nuovi arrivati, gente di esperienza come Zambrotta e Ronaldinho che ha dovuto imparare e capire i delicati meccanismi del gruppo rossonero, ma anche giocatori più giovani come Flamini e, soprattutto, Pato, che può essere considerato un "quasi nuovo" acquisto. La ricetta magica dello spogliatoio rossonero non è poi così difficile o misteriosa: si tratta di lavorare con impegno, rispettare i compagni e l'allenatore senza dare la colpa agli altri nei momenti difficili e seguendo senza lamentarsi le indicazioni che provengono dallo staff tecnico; ma, soprattutto, il segreto è mettere le esigenze della squadra davanti a tutto e agli interessi personali, una cosa facile da dire ma spesso difficile da realizzare; il Milan ci riesce perchè ha un gruppo solido, guidato da un leader speciale, ovvero Carlo Ancelotti, spesso considerato troppo amico dei giocatori (è stato addirittura compagno di Maldini) ma che di questa presunta debolezza ha fatto un punto di forza, una risorsa speciale alla quale appellarsi nei momenti difficili e che ha consentito a questo Milan, guidato da lui, di vincere tutto, rivincere quasi tutto e, soprattutto, uscire indenne da tutti i momenti difficili (e sono stati tanti) attraversati in questi anni: La Coruna, Istanbul, Calciopoli, l'inizio di questa stagione...se il Milan è sempre risorto da queste tremende mazzate come l'Araba Fenice tanto cara a Galliani è perchè questa squadra è prima di tutto un gruppo, forte, compatto, granitico e capace di superare qualunque crisi e questo è un grande merito che nessuno mai potrà togliere a questo allenatore e a questi giocatori...a questo gruppo, appunto.