Milan allergico all'Inghilterra
Se l'obiettivo era sfatare il tabù inglese, temo che bisognerà aspettare tempi migliori e che nel frattempo si potrà solo aggiornare il detto "non c'è due senza tre": il Milan perde per la terza volta consecutiva una partita casalinga degli ottavi di finale contro una squadra inglese e viene da sè che è molto probabile anche la terza eliminazione di fila per mano di una squadra d'oltremanica: dopo Arsenal e Manchester, anche il Tottenham espugna San Siro al termine di una partita contraddittoria, visto che i rossoneri hanno regalato un tempo ai rivali e si sono dimenticati di giocare la prima frazione di gioco, poi hanno dominato la ripresa, ma proprio nel momento migliore in cui sembrava che gli inglesi fossero alle corde e che il vantaggio stesse per arrivare, è giunto, invece, il contropiede letale che Crouch ha trasformato nel gol della vittoria per il Tottenham, un risultato che è un'autentica mazzata sul morale dei rossoneri e un'ipoteca per la qualificazione inglese, anche se la speranza è l'ultima a morire e bisogna almeno provare a fare l'impresa prima di darsi per vinti e lasciare un'altra volta a livello degli ottavi di finale la massima competizione europea per club.
Serata fredda e piovosa a San Siro; una tipica serata inglese verrebbe da dire e forse già il tempo atmosferico stava offrendo un presagio di ciò che sarebbe accaduto dopo. Il popolo rossonero raggiunge con ampio anticipo i cancelli dello stadio, visto che è la stessa società rossonera, attraverso il suo sito ufficiale, a consigliare ai tifosi di non aspettare l'ultimo momento se si vuole evitare file chilometriche e godersi tutta la magica atmosfera di queste notti di coppa; ovviamente viene indicato anche un'orario di apertura dei cancelli, in questo caso le 18, peccato che alle 18:20 nessuno abbia ancora varcato i tornelli che danno l'accesso allo stadio e i tifosi vengano costretti a sorbirsi il diluvio mentre vanamente aspettano di passare il prefiltraggio in un piazzale allagato dalla pioggia e beffardamente i pannelli luminosi continuano pomposamente ad annunciare l'apertura dei cancelli alle 18. Inutile sottolineare che ci vorrebbe maggior rispetto e considerazione per i propri tifosi da parte di chi si vanta di essere la società più titolata del mondo ma, evidentemente, non la più organizzata e premurosa nei confronti di chi le dimostra affetto e attaccamento sfidando il maltempo per sostenere la squadra in una serata importante e decisiva.
Allegri sceglie Robinho come partner di Ibrahimovic e schiera Seedorf come trequartista; a centrocampo niente scelte ma solo necessità di schierare quel poco che rimane a disposizione, ovvero Flamini e Gattuso con Thiago Silva avanzato sulla mediana; in difesa Yepes sostituisce il brasiliano accanto a Nesta e sulle fasce ci sono Abate e Antonini; solo panchina per Pato, perchè ci sono solo tre attaccanti disponibili (Cassano non può giocare in Champions) e schierarli tutti dall'inizio potrebbe essere troppo rischioso in caso di necessità. Un'autentico boato accoglie l'ingresso in campo per il riscaldamento dei ragazzi, come sempre guidati da Gattuso che schizza sul prato come una palla di cannone, perchè in queste serate il pubblico carica la squadra e la squadra carica il pubblico e si spera, così, di creare una simbiosi vincente. Puntuale, all'ingresso della squadre per l'inizio della partita, San Siro offre il consueto spettacolo da brividi, con le coreografie della Curva Sud e anche dell'altra curva, dove da un paio di stagioni c'è Alternativa Rossonera; megastriscioni poetici, plastiche colorate e grande spettacolo nello spettacolo; quando risuona l'inno della Champions, la musichetta che fa venire la pelle d'oca e solitamente carica i giocatori rossoneri, la tensione è ormai alle stelle, perchè sta per iniziare una di quelle serate in cui non si può fallire, visto che la Champions nella fase ad eliminazione diretta non perdona errori e passi falsi.
Invece il Milan inizia in modo negativo la sfida e, a sorpresa, è il Tottenham a fare la partita e a rendersi più pericoloso: gli inglesi sono equilibrati, compatti e veloci; i rossoneri sono slegati, imprecisi e lenti; la logica conseguenza è che l'avvio di partita è un monologo del Tottenham e i tanti tifosi presenti nel settore ospiti si esaltano e sognano l'impresa. Abbiati deve effettuare un paio di tempestive e non facili uscite sull'altissimo Crouch, ma alla terza occasione prende una botta in testa, rimane a terra, esce in barella e deve essere sostituito con Amelia; applausi per lo sfortunato portiere che abbandona il campo e il contrattempo toglie ulteriormente sicurezza ad una squadra già in difficoltà; basti pensare che per citare un'azione dei rossoneri in questo scialbo primo tempo, bisogna considerare occasione da gol un innocuo cross basso di Ibra; per il resto nulla assoluto, nè tiri in porta nè corner, con il solito Seedorf che indispone il pubblico per la sua lentezza e leziosità, poca spinta sulle fasce, un centrocampo solo di incontristi in cui Thiago Silva dimostra di non essere a suo agio e i due attaccanti ben bloccati dalla difesa avversaria e completamente inoffensivi; insomma una squadra con tanti limiti e non certo la prestazione che i tifosi sognavano.
Allegri effettua nell'intervallo la sostituzione più logica e attesa: fuori Seedorf dentro Pato, acclamato già nell'intervallo mentre si scalda sul terreno di gioco e atteso come il salvatore della patria rossonera, in una serata in cui Ibra non è in particolare spolvero. Inizialmente sembra non cambiare molto ed è il Tottenham ad avere la prima occasione pericolosa, ma poi il Milan prende il sopravvento e Gomes deve compiere una prima parata "mostruosa" su un colpo di testa di Yepes che aveva già fatto gridare al gol e si ripete pochi minuti dopo con un altro miracolo sempre a deviare un colpo di testa a botta sicura del colombiano. Ora il Milan pressa e spinge maggiormente, mette alle corde gli avversari ed esalta il suo pubblico, che risponde alzando l'intensità dell'incitamento; il "magic moment", quello del gol del vantaggio, sembra sul punto di arrivare, ma trovare spazi nell'affollata difesa inglese non è facile e gli attaccanti rossoneri hanno le polveri bagnate; i rossoneri ci mettono cuore e grinta, quest'ultima forse anche in dose eccessiva, visto che Flamini azzoppa Corluka con un'entrata killer e Gattuso va a litigare con la panchina avversaria e tenta di strozzare Joe Jordan dopo essersi beccato a più riprese in campo con Crouch. Il Milan è molto generoso ma poco lucido e così tanta spinta offensiva non crea molte occasioni da gol; Pato si impegna ma non trova mai il guizzo giusto, Ibra sembra in serata storta, Robinho non inventa e, così, il Tottenham barcolla ma non crolla e, a dieci minuti dalla fine, trova il contropiede vincente, con Lennon che si beve in velocità l'ormai esausto Yepes e Crouch che deve solo appoggiare in rete un pallone facile facile che getta nello sconforto un intero stadio. Il Milan prova a reagire con la forza dei nervi e della disperazione, ma l'assalto è ancor più confuso e disordinato; nonostante ciò, Robinho trova la fortunosa respinta di un difensore su un tiro ravvicinato e, in pieno recupero, Ibra riesce finalmente a segnare con un'acrobatica rovesciata, ma la rete viene annullata e al momento sugli spalti non si capisce nemmeno perchè (chi dice per fuorigioco, chi per una spinta ma non ci sono certezze per chi non ha replay o moviole a disposizione ma solo i propri occhi...un po' come l'arbitro) ma sta di fatto che il punteggio rimane invariato e ormai il tempo a disposizione è praticamente scaduto. Dopo il triplice fischio dell'arbitro che sancisce la sconfitta, scatta una rissa davanti alla panchina del Tottenham e il protagonista è ancora Gattuso (testata a Jordan), sicuramente molto, troppo nervoso per la sconfitta e per l'ammonizione che farà scattere la squalifica e gli impedirà di giocare a Londra; peccato aver perso anche la testa oltre alla partita, ma si sa che Gattuso interpreta le partite a modo suo e a volte va oltre le righe.
Sconfitta immeritata per un Milan che ha costruito molto nella ripresa, ma bisogna anche avere l'onestà di far notare che l'attaccante più pericoloso è stato...Yepes, perchè solo il colombiano ha costretto Gomes a parate difficili; con tutto il rispetto per Mario, questo non è un buon segnale da parte di una squadra che ha nell'attacco il suo reparto migliore e più completo. I rossoneri sono stati molto generosi ma poco produttivi, contrariamente agli avversari che hanno saputo essere cinici e spietati come il Milan di qualche tempo fa. Ora servirà l'impresa a Londra, cosa possibile se il Milan ritroverà qualche giocatore ma, soprattutto, quello spirito perduto fra troppi infortuni. Inutile fasciarsi la testa prima di essersela rotta definitivamente, ma è chiaro che la mazzata è forte e ha stordito tutti, squadra e tifosi, perchè si pensava che questo Milan potesse tornare protagonista in Europa e, invece, si rischia la terza eliminazione consecutiva a livello di ottavi di finale; un brutto colpo per chi in passato dominava e arrivava quasi sempre in fondo, ma c'è ancora una carta da giocarsi in Inghilterra e bisogna farlo nel migliore dei modi, senza regalare un tempo agli avversari, come successo questa sera e sperando che Ibra sia in serata di grazia, perchè a San Siro si è visto poco e forse questa è la vera spiegazione per una sconfitta inaspettata, che complica molto il cammino in Champions, ma non è ancora un verdetto definitivo e questa, forse, è l'unica speranza alla quale aggrapparsi.
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