MILAN BELLO E SCIAGURATO
Ci sono partite che riassumono in novanta minuti la stagione di una squadra e la sfida dell'Olimpico fra Roma e Milan è una di queste: di fronte alla formazione di Spalletti, giustamente considerata una delle più forti squadre d'Italia e d'Europa in questo momento (l'unica in corsa su tutti i fronti nel panorama calcistico italiano), i rossoneri hanno mostrato pregi e pecche di una stagione con alcune luci ma anche tante ombre e hanno fatto capire perchè sono i Campioni del Mondo in carica ma anche perchè a dieci giornate dalla fine del campionato non hanno più trofei da conquistare e sono alla disperata caccia di un poco onorevole ma molto importante quarto posto in classifica che ancora non hanno raggiunto e rischia di diventare sempre più lontano.
Per un tempo intero il Milan ha annullato la Roma e giocato alla pari in una partita tatticamente bloccata e poco emozionante; nella ripresa, poi, i rossoneri hanno addirittura dominato i giallorossi per una mezz'ora abbondante, mettendoli sotto nel gioco e nel punteggio, portandosi in vantaggio e sfiorando ripetutamente il raddoppio; poi, improvvisamente, la luce che aveva abbagliato la Roma si è spenta, la stanchezza e la fatica hanno annebbiato i rossoneri, acciacchi e infortuni hanno tolto il prezioso apporto di Seedorf prima e Kakà poi e la squadra di Ancelotti ha subìto in modo sciagurato, prima il gol del pareggio e poi quello del sorpasso in soli tre minuti, vanificando una delle migliori prestazioni di questa stagione e rimanendo sconsolatamente a mani vuote.
In pratica il Milan ha dimostrato di poter giocare alla pari, se non addirittura meglio di una delle squadre più celebrate ed elogiate proprio per la bellezza ed efficacia del proprio gioco ma, ancora una volta, il risultato è negativo e questa è una costante delle ultime due stagioni nei confronti delle formazioni che occupano i primi due posti della classifica.
A qualcuno resta la consolazione di non aver fatto un piacere all'Inter, evitando di strappare tre punti preziosissimi proprio all'unica squadra che può insidiare il primo posto ai cugini, ma la posta in palio all'Olimpico era fondamentale anche per il Milan e per il suo cammino sempre più tribolato verso il quarto posto e la sconfitta interrompe, oltre alla serie di risultati utili consecutivi, anche la rincorsa alla Fiorentina, che rischia di allontanarsi sempre di più.
Ancelotti torna allo schema ad una sola punta proprio laddove è nato l'ormai famoso "albero di Natale" nella sera dell'Epifania del 2004; a quei tempi Roma-Milan era sfida scudetto e i rossoneri si aggiudicarono i tre punti grazie ad una prestazione magistrale favorita da uno schema inedito e inventato per necessità e qualche problema dovuto alle assenze; e allora, un po' scaramanticamente, il mister rossonero ripresenta quello schema con cui la sua squadra ha ottenuto tutte le vittorie più belle e importanti del suo fantastico ciclo e, guarda caso, ancora una volta il vertice dell'abete è un giocatore con la maglia n°7; allora era Shevchenko, autore dei gol decisivi, ora è Pato, il giovane talento che deve assicurare un futuro roseo al Milan dopo gli stenti del recente passato, soprattutto in campionato.
Entrambe le squadre hanno l'obbligo di vincere: la Roma per continuare a credere allo scudetto, il Milan per mantenere vive le speranze di agganciare il quarto posto e, con esso, la possibilità di entrare nella prossima Champions League.
Per questo, pur non essendo più sfida scudetto, Roma-Milan è una partita molto sentita e fondamentale e per i rossoneri c'è l'ulteriore stimolo di dimostrare di essere ancora competitivi e vincenti contro una delle squadre più forti di questa stagione.
Roma-Milan è anche Totti contro Kakà, ovvero Scarpa d'Oro contro Pallone d'Oro e basterebbe questo a far capire che si tratta di una delle sfide più importanti e potenzialmente spettacolari di questo campionato.
Il primo tempo scorre via senza sussulti, un po' noiosamente e con poche emozioni, ma sono due le sensazioni positive per noi tifosi rossoneri: prima di tutto il fatto di aver annullato lo spumeggiante gioco della Roma dimostra che il Milan è in crescita sia per quanto riguarda la condizione fisica, sia per quanto riguarda il gioco e, in effetti, i rossoneri hanno costruito più dei giallorossi, pur nel contesto di un primo tempo mediocre; in secondo luogo si ha già l'impressione che il recupero di Seedorf e un Kakà in crescita siano importanti per il gioco e per la pericolosità dei rossoneri, perchè Pato non brilla in modo particolare e sono proprio i due trequartisti a trascinare la squadra come nei giorni migliori.
Il secondo tempo è roba da stropicciarsi gli occhi dalla meraviglia, perchè il Milan offre una dmostrazione di superiorità nel gioco che raramente si è vista in questa stagione e lo fa proprio al cospetto di una squadra che fa del bel gioco una delle sue armi vincenti.
Gli uomini di Spalletti sono prima sorpresi, poi letteralmente travolti dai rossoneri che hanno la sola colpa di non concretizzare tutte le occasioni che costruiscono; Seedorf e Kakà fanno ammattire la difesa avversaria con le loro incursioni e da una di queste nasce il gol del vantaggio, realizzato da Kakà con un preciso tiro di piatto che devia in rete un traversone di Oddo.
Poi lo stesso Kakà e Seedorf hanno sui piedi varie volte il pallone del raddoppio e un po' di imprecisione, o la bravura di Doni, evitano alla Roma di capitolare per la seconda volta; ma l'Olimpico è ammutolito, sorpreso e choccato e si sentono solo i mille tifosi rossoneri orgogliosamente arroccati nel loro spicchio e felici di vedere finalmente un Milan bello e competitivo.
Poi Spalletti azzecca i cambi o, meglio, la sfida mostra impietosamente la differenza tra avere una rosa competitiva anche a livello di seconde linee e il non averla: il tecnico giallorosso mette in campo Vucinic e Giuly e vince la partita proprio con i gol dei due nuovi entrati che avevano già punito in passato i rossoneri (il francese quando militava nel Barcellona nella semifinale di Champions League del 2005/2006 giocata a San Siro, il montenegrino nella partita di andata di questo campionato); Ancelotti perde per infortunio Seedorf (problemi muscolari) e deve sostituirlo con il fischiatissimo ex Emerson, che non è esattamente la stessa cosa; alla fine anche Kakà deve lasciare il campo vittima di problemi alla schiena, quindi il Milan perde i migliori in campo, gli uomini decisivi, per sfortuna (infortunio) e dimostra ancora una volta tutti i limiti di tenuta fisica che ne hanno condizionato pesantemente la stagione.
Aggiungiamoci due distrazioni difensive (quattro uomini su uno solo in piena area con Giuly lasciato libero in occasione del primo gol ed errata applicazione del fuorigioco sulla seconda segnatura giallorossa) ed ecco servito il cocktail letale per i rossoneri e per le loro ambizioni di vittoria e rincorsa al quarto posto.
Alla fine restano solo tanti elogi per la prestazione ma nessun punto per incrementare la classifica e questo è l'aspetto più grave; avevamo assaporato il dolce gusto di una vittoria importante in casa della seconda forza del campionato e invece siamo rimasti con l'amaro in bocca di una sconfitta beffarda e immeritata.
Se c'era una squadra che doveva vincere, questa era sicuramente il Milan, ma un finale sciagurato, le solite amnesie e un po' di stanchezza hanno permesso alla Roma di rientare prepotentemente in partita e stendere i rossoneri in soli tre minuti; si sapeva che i giallorossi erano forti e pericolosi con il loro gioco vorticoso palla a terra, ma proprio il fatto di averli annullati per gran parte della partita e averli surclassati nel secondo tempo sul piano del gioco aveva legittimato una vittoria prestigiosa e che avrebbe dovuto dimostrare che questo Milan non è finito e ha saputo tornare competitivo non appena ha avuto la possibilità di lavorare con calma per un'intera settimana senza dover giocare incessantemente ogni tre giorni come ha fatto da gennaio fino a settimana scorsa.
Squadra corta, ordinata, grintosa, ben messa in campo da Ancelotti...sembrava davvero il bel Milan dei giorni migliori e, invece, un finale da incubo ci ha rigettato nello sconforto; ma l'ottima prestazione deve consolarci e farci sperare in un buon finale di stagione, perchè il Milan visto per più di un'ora all'Olimpico ha tutte le possibilità e le carte in regola per rientrare al più presto nell'Europa che conta.
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