MILAN COS'E' SUCCESSO?

MILAN COS'E' SUCCESSO?
martedì 13 maggio 2008, 14:40Vista dalla Curva
di Davide Bin

La domanda angoscia i tifosi rossoneri dalle 17 di domenica pomeriggio, anzi da molto prima, perchè già le prime fasi della partita di Napoli avevano fatto intuire che qualcosa non andava. I rossoneri sono stati travolti, ridicolizzati, annientati da un ottimo Napoli che teoricamente doveva essere tranquillo e demotivato e, invece, ha giocato la partita della vita, quella che avrebbero dovuto giocare gli uomini di Ancelotti per proteggere il quarto posto appena conquistato dopo una lunga rincorsa e tante fatiche. Personalmente avrei messo la mano sul fuoco, convinto del fatto che mai il Milan avrebbe potuto mollare la presa dopo aver conquistato il prezioso posto che valeva la qualificazione ai preliminari di Champions League e mi sarei scottato, anzi mi sono scottato davvero, lodando per tutta la scorsa settimana la grande capacità di questo gruppo di non tradire mai negli appuntamenti che contano, l'infallibilità nel centrare gli obiettivi e l'esperienza e la maturità di giocatori che, invece, proprio sul più bello hanno tradito me e tutti voi. Avevo anche parlato di critiche troppo frettolose e ingiuste nei confronti di una squadra tornata a giocare bene e a vincere quando tutti l'avevamo data per finita e ora dovrei rimangiarmi tutto dopo una prestazione ancor più sconcertante di quelle di qualche tempo fa contro Sampdoria e Atalanta a San Siro, che sembravano il punto più basso di rendimento toccato dal Milan in questo campionato e momenti terribili ormai superati e dimenticati, mentre l'orrenda prestazione del San Paolo le ha riportate alla mente e superate in bruttezza. Difficile capire cosa sia successo: si è trattato di un black-out, questo è certo, ma le cause che l'hanno originato le possono conoscere solo giocatori e allenatore, ma forse neppure loro. Già in sede di commento della partita ho provato a trovare qualche giustificazione: appagamento dopo lo splendido derby e il contemporaneo aggancio alla zona Champions; inconscia convinzione che il Napoli fosse avversario malleabile e arrendevole; assenza dell'elemento più insostituibile della rosa, ovvero Pirlo; probabilmente la vera spiegazione è una somma di tutte queste cause che, mischiate, hanno prodotto un cocktail letale per le ambizioni rossonere.

Difficile capire come un gruppo esperto, abituato alle partite decisive, alle tensioni e alla pressione, abbia potuto sbagliare in modo così clamoroso ed evidente; difficile trovare prestazioni simili nella gestione Ancelotti, ma in verità un precedente tristemente famoso c'è: stagione 2003/2004, quarti di finale di Champions League, partita di ritorno; il Milan forte del 4-1 dell'andata contro il Deportivo La Coruna, si presenta allo stadio Riazor per quella che dovrebbe essere una semplice formalità e, invece, gioca una partita pessima, anzi non gioca per niente, perde 4-0 e viene clamorosamente eliminato dalla competizione. Anche allora i rossoneri si presentarono in campo convinti che il più fosse fatto e appagati dal netto successo dell'andata, un po' come avvenuto a Napoli dopo il trionfale derby che aveva riportato la squadra in zona Champions; inoltre gli uomini di Ancelotti erano sicuri che il Deportivo si sentisse già eliminato e che non avrebbe potuto creare insidie e pericoli, così come questa volta hanno pensato che il Napoli non avesse più nulla da chiedere a questo campionato; invece il Deportivo giocò con il coltello fra i denti, dominò i rossoneri dal primo all'ultimo minuto, segnò quattro gol, passò il turno e ci lasciò choccati e stravolti a chiederci cosa fosse successo; stessa cosa a Napoli: il Milan ha sbagliato l'approccio mentale alla partita e i partenopei hanno sorpreso e annichilito con la prestazione perfetta i rossoneri, incapaci di cambiare atteggiamento in corso d'opera, cosa sempre difficile, per non dire impossibile, quando non si scende in campo con l'atteggiamento giusto. La psiche fa brutti scherzi, perchè è sempre la testa a comandare le gambe e il respiro: ora come allora il Milan ha peccato di presunzione e sufficienza, nonostante le dichiarazioni della settimana precedente il derby in cui si assicurava che la stracittadina era una partita come le altre e non più importante della sfida di Napoli o dell'ultima partita di campionato contro l'Udinese. I fatti hanno dimostrato che queste erano solo parole senza significato e che nessuno era realmente convinto di ciò che diceva, perchè il Milan ha giocato un derby meraviglioso e poi ha completamente e clamorosamente steccato a Napoli; i rossoneri visti in campo nel derby avrebbero sicuramente trionfato anche al San Paolo, ma quei giocatori non sono mai scesi in campo a Napoli, sostituiti da controfigure imbrocchite e presuntuose che pensavano che il successo sarebbe arrivato per diritto divino e per gentile concessione di una squadra che teoricamente non aveva più stimoli. Non si spiega altrimenti una tale metamorfosi di una squadra capace di dominare la capolista del campionato e poi essere travolta da una formazione di metà classifica; la brillante forma fisica sfoggiata contro l'Inter non può essere andata persa in una settimana e le motivazioni erano in teoria massime, visto che ci si stava giocando un posto in Champions, ma la testa, si sa, gioca brutti scherzi sul più bello ed è talmente misteriosa che ancora una volta siamo qui a chiederci cosa sia successo e come sia possibile che una squadra lanciatissima verso il paradiso sia precipitata improvvisamente all'inferno.