MILAN DEPRIMENTE
Doveva essere la partita del riscatto dopo la prima clamorosa e inaspettata sconfitta casalinga contro il Bologna e, invece, è arrivata un'altra batosta, ancor più deludente perchè giunta al termine di una prestazione in cui si è visto poco gioco, poca fantasia, poca inventiva, pochi tiri in porta e tanta confusione, disordine tattico e incapacità di reazione. Sembra quasi che ormai il Milan vada incontro alle sconfitte come se fosse ovvio e inevitabile che ciò accada e che la squadra sia capace solo di trasformare qualunque avversario in imbattibile e invincibile; intendiamoci, il Genoa ha giocato una gran partita e ha meritato la vittoria, ma nei primi minuti era guardingo e sospettoso, quasi intimorito dai tre Palloni d'Oro rossoneri e da quelle maglie tappezzate di trofei, ma quando ha capito che il Milan era ben poca cosa, si è galvanizzato, ha spinto sull'acceleratore e ha surclassato gli avversari sul piano del ritmo, della vivacità, del possesso palla e del pressing, facendo fare al Milan l'ennesima brutta figura di questo inizio di stagione. Questa volta non era un'amichevole, questa volta non c'era quasi tutta la formazione titolare indisponibile, questa volta il risultato contava e anche molto, questa volta i "gioielli" della campagna acquisti erano presenti e schierati dal primo minuto, quindi non ci sono scuse, attenuanti e giustificazioni (se non quella dei tanti giocatori stanchi per gli impegni con le nazionali), quindi sono legittimi e giustificati i dubbi che sicuramente si stanno insinuando nei tifosi rossoneri, sconcertati dalla falsa partenza di un Milan che voleva tornare a guardare tutti dall'alto verso il basso e, invece, si ritrova mestamente ultimo con zero punti, cosa che non accadeva dalla stagione '86-'87, la prima della gestione Berlusconi.
Zero come i punti in classifica, come i gol segnati dai magnifici sette attaccanti della rosa nelle prime due partite e come i tifosi presenti a Marassi (per fortuna, dirà qualcuno...); giornataccia (e periodaccio) sotto tutti i punti di vista e viene logico chiedersi cosa stia succedendo, anche se un'attenta analisi della prestazione del Milan contro il Genoa conferma tutti i dubbi e le perplessità che i più pessimisti e critici avevano fin dall'inizio della stagione: la difesa è un colabrodo, viaggia ad una media di due gol subiti a partita e mostra tutti i suoi limiti se aggredita in velocità e con scambi rapidi; emblematica l'azione del primo gol genoano, con Gasbarroni libero di fare ciò che ha voluto sulla trequarti, senza che nessuno provasse almeno a disutrbarlo, con Milito in netto anticipo su Bonera e con Sculli addirittura dimenticato in piena area da Maldini, bruciato dal'inserimento a sorpresa dell'attaccante rossoblu. Il centrocampo prova a fare filtro e a costruire gioco, ma Pirlo è fuori fase, Ambrosini corre dappertutto e mostra un impegno e una voglia di non arrendersi quasi commoventi e Flamini dimostra di essere un buon giocatore ma che ha ancora bisogno di inserirsi nel gioco del Milan, cosa mai facile e agevole quando una squadra è in difficoltà. Per quanto riguarda l'attacco...meglio stendere un velo pietoso: i tre Palloni d'Oro non hanno saputo partorire nemmeno un tiro pericoloso nello specchio della porta genoana per tutto il primo tempo; Shevchenko un fantasma, Ronaldinho lento e impacciato (e ricordando la bella prestazione contro il Bologna si può dare la colpa al fuso orario), Kakà ancora fuori condizione (e ci può stare vista la lunga assenza); un pò meglio sono andate le cose nella ripresa, quando Ancelotti ha mandato in campo subito Seedorf e Borriello e poi Pato: manovra più vivace e Rubinho finalmente costretto a sporcarsi i guantoni anche se ciò non è bastato a rimettere in equilibrio il punteggio e il Genoa ha continuato a far male in contropiede e ha trovato il gol del raddoppio su rigore (netto fallo di Maldini su Milito). Il fatto che il Milan sia migliorato nella ripresa sembra una colossale bocciatura al mercato estivo, visto che sono usciti Ronaldinho, Shevchenko e Flamini per lasciare spazio a Seedorf, Pato e, soprattutto, a quel centravanti d'area tanto invocato da Ancelotti. In pratica tutti i problemi riscontrati già nella scorsa stagione e che si chiedeva venissero risolti, si sono puntualmente ripresentati dopo sole due giornate di campionato, quasi ad inchiodare i responsabili del mercato alle loro responsabilità: la difesa doveva essere rinforzata e, invece, rimane traballante e tutt'altro che ermetica; a centrocampo servivano valide alternative che non sono arrivate; in attacco c'è un gran affollamento di grandi nomi e campioni ma i gol scarseggiano e si corre il rischio che tanti trequartisti e seconde punte si pestino i piedi. Verrebbe da dire...poche idee e molto confuse, perchè non si è seguito un progetto di rinnovamento e rifondazione ma si è improvvisato, puntando sull'usato sicuro e su grandi nomi ma reduci da stagioni difficili e tribolate.
Ora sta al povero Ancelotti assemblare una formazione equilibrata e competitiva, che non è certo quella molle e svagata di Genova; bisogna ricompattare il gruppo, recuperare una condizione fisica accettabile e schierare solo chi sta davvero bene, senza guardare in faccia a nessuno e non avendo paura di accantonare i grandi nomi se non sono in condizioni accettabili; è inutile fare collezione di Palloni d'Oro se basta una difesa arcigna e grintosa a renderli inoffensivi; non si può sperare di vincere le partite se immancabilmente si subiscono un paio di gol e ogni attacco degli avversari mette i brividi. Il Genoa ha capito subito che difendendosi con ordine e colpendo in velocità avrebbe potuto far molto male ad una squadra in evidente difficoltà e puntualmente ci è riuscito, con un Gsbarroni che sembrava il vero Pallone d'Oro e con un Milito imprendibile per il povero Maldini, che si impegna e combatte con ammirevole impegno ma non può sempre tappare tutte le falle di una difesa colabrodo e spesso si fa sfuggire avversari più giovani e veloci di lui; è successo in occasione del primo e del secondo gol ma chi se la sente di sparare addosso ad un autentico monumento rossonero e del calcio italiano? Qualcuno doveva pensarci a suo tempo e non costringere un mito come Maldini a queste brutte figure; troppo facile ora prendersela con lui e con tutti quei giocatori considerati già logori e spremuti nella scorsa stagione e che nessuno si è premurato di sostituire o, almeno, di tutelare affiancando loro alternative valide e che permettessero di tirare il fiato a chi ha già un'onorata e gloriosa carriera alle spalle.
Risultato e prestazione di Genova sono da dimenticare al più presto per i tifosi ma società e staff tecnico devono, invece, memorizzare bene problemi e lacune di questa squadra, evidentemente meno strepitosa di quello che si credeva qualche settimana fa; parlare di crisi è prematuro, mettere sotto accusa l'allenatore è quantomeno grottesco, visto che non è stato minimamente accontentato in sede di campagna acquisti; ormai, però, il gruppo è questo e ha comunque enormi potenzialità e margini di miglioramento se, finalmente, riuscirà a lavorare unito e compatto nelle prossime settimane. Il Milan non può essere quello tremebondo e inconcludente visto a Genova e deve riscattarsi al più presto, perchè non vogliamo vivere un'altro campionato a distanza siderale dalla vetta e fuori dalla lotta per il vertice già dopo poche settimane. Avevamo altri sogni e altre prospettive, siamo stati illusi in una notte di mezza estate, ora non vogliamo restare delusi e amareggiati e aspettiamo con ansia il riscatto di una squadra che doveva farci sognare e, invece, ci sta facendo sprofondare nell'incubo e nella depressione.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


