MILAN, è questione di testa (dura)
E ci risiamo. Rischiamo di essere ripetitivi, ma in questo caso la colpa è dei fatti e non degli addetti ai lavori. "Nessuna squadra può vantare tre Palloni d'Oro", diceva gonfio d'orgoglio Adriano Galliani pochi giorni fa, con Berlusconi che gli ha fatto eco ieri mattina. Verità incontrovertibile, per carità. Ma per vincere le partite occorre anche la sciabola accoppiata al fioretto. I "cantori" del Milan, ieri a San Siro contro il Bologna, a tratti hanno fatto impazzire il pubblico e la retroguardia avversaria. Purtroppo, però, è mancato il classico centravanti, l'uomo che concretizzasse tanta mole di gioco. Carlo Ancelotti ha preso una decisione assolutamente discutibile (certo, è tutto facile col senno di poi) sostituendo Pippo Inzaghi, l'unico rapace d'area di rigore, puntando su uno Shevchenko lontano parente del campione ammirato fino a due anni fa. E così i vari Ronaldinho, Pirlo, Pato e Seedorf ci hanno provato con tanto impegno - e risultati alterni - senza che Antonioli dovesse superarsi, fatta eccezione per una conclusione a colpo sicuro di Sheva. Il gol rossonero - nel calcio non si inventa mai niente - è arrivato aggirando sulle fasce l'attenta difesa emiliana. Come? Con un imperioso terzo tempo del solito Ambrosini, unico vero "stoccatore" di una squadra infarcita di campioni... ma di fatto poco pragmatica. D'altronde la natura del Milan è questa. Prendere o lasciare. I risultati devono arrivare con lo spettacolo, credono e sacramentano nelle alte sfere rossonere. Ciò che conta, in ogni caso, è sempre il risultato. Molte partite si vincono anche con un'unica azione pericolosa, trasformata in gol da un bomber di razza, "prepotente" dal punto di vista fisico. Parafrasando un celebre adagio, la verità (leggasi "la scelta giusta") probabilmente sta nel mezzo.
Detto ciò, non è il caso di fare drammi. L'inaspettata sconfitta di ieri è da rubricare alla voce "incidenti di percorso". La partita è stata più che altro decisa dagli episodi, sebbene la mancanza di equilibrio - "semi-ammessa" dallo stesso Ancelotti - non abbia di certo giovato. Il tecnico, comunque, si è detto ottimista, e a ragione. La squadra ha disputato una buona gara, la condizione atletica migliorerà e l'infermeria si sta svuotando: nella seconda giornata rientrerà un certo Kakà, senza contare il possibile esordio di Senderos. Aspettando Borriello, il centravanti forte di testa che tolga le castagne dal fuoco nelle partite come quella di ieri. Magari previa imbeccata di un Ronaldinho illuminato come all'esordio.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


