MILAN RIGOROSO

MILAN RIGOROSOMilanNews.it
mercoledì 30 luglio 2008, 12:16Vista dalla Curva
di Davide Bin

Il Milan inizia la nuova stagione all'insegna del pareggio ma già con una coppa in bacheca; sarà calcio d'estate, varrà quello che varrà, cioè poco, ma un vecchio proverbio calcistico insegna che vincere aiuta a vincere e poi tutti sanno che la mentalità vincente si costruisce e si coltiva non mollando mai neppure nelle partitelle di fine allenamento, figurarsi nelle amichevoli contro rivali storici. I rossoneri conquistano il Trofeo TIM con due pareggi e altrettante vittorie dal dischetto contro Juventus e Inter ma, soprattutto, Ancelotti ricava almeno due ottime indicazioni in vista della nuova stagione e delle difficili scelte da compiere in vari ruoli: la prima buona notizia è che Seedorf è già in forma, lo ha dimostrato con due autentici gol capolavoro nella prima mini-sfida contro la Juve e vuole assolutamente dare del filo da torcere al nuovo idolo Ronaldinho, che dovrà sudarsi il posto e non avrà vita facile, visto che Clarence ha intenzione di mantenere, non solo il suo amato numero 10 sulla maglia, ma anche il suo ruolo in campo dall'assalto del campione brasiliano e sta sfruttando al meglio questa fase di preparazione, in cui Dinho si trova dall'altra parte del globo, per mettersi in mostra e meritarsi la fiducia del tecnico; la seconda buona notizia è che Abbiati vuole immediatamente stravolgere la gerarchia dei portieri, che attualmente lo vedrebbe secondo di Kalac e si è messo in evidenza con tre splendidi interventi, uno addirittura prodigioso, nel mini-derby e parando tre rigori nella sequenza finale di tiri dal dischetto. Ma il Trofeo estivo giocato all'Olimpico di Torino ha detto anche altre cose, cioè che il Milan ha annullato con impegno, grinta, volontà e organizzazione di gioco, l'evidente divario fisico con la Juventus, che ha iniziato la preparazione molto prima e aveva una condizione atletica migliore, ma non è riuscita a tramutare questo vantaggio in vittoria; inoltre i rossoneri hanno controllato agevolmente anche il derby, giocato contro una squadra allo stesso livello di preparazione (le due squadre si sono radunate lo stesso giorno) e non hanno potuto essere incisivi ed efficaci in attacco solo perchè mancavano quasi tutte le punte in rosa e Ancelotti ha dovuto affidarsi a Kakà, appena rientrato in gruppo dopo l'operazione al ginocchio e al giovane Paloschi, reduce dall'Europeo under 19 e teoricamente in partenza verso altre squadre prima dell'improvvisa emergenza in attacco.

Per il resto questo trofeo, uno dei tanti organizzati in estate per fare cassa e guadagnare, più che per testare la condizione delle squadre, ha detto poco perchè poco aveva da dire: i rossoneri sono in ritiro da poco più di dieci giorni, i nazionali sono arrivati solo a fine settimana scorsa e, inevitabilmente, le gambe erano imballate e con un'autonomia di non più di venti minuti-mezz'ora; inoltre l'assenza di Pato e Ronaldinho (alle Olimpiadi) e gli infortuni di Inzaghi e Borriello hanno privato Ancelotti della possibilità di provare nuovi schemi e soluzioni alternative in attacco, il reparto che, a detta del tecnico, più avrebbe bisogno di lavorare insieme ma meno possibilità avrà di farlo, visto che i due brasiliani presumibilmente rientreranno in gruppo solo a ridosso della prima giornata di campionato e senza mai aver disputato una sola partita insieme ai compagni di club. Inoltre a Torino era assente anche il nuovo innesto a centrocampo, Flamini, che aveva ben impressionato a Cremona ma è stato tenuto precauzionalmente a riposo per un affaticamento muscolare. Insomma, inutile cercare indicazioni utili da un test svolto troppo presto e con una rosa rimaneggiata e ridotta ai minimi termini per le numerose assenze, ma c'è di buono che il Milan inizia con il piede giusto e un trofeo in bacheca in più la stagione del riscatto, anche se di fatto è già vittima della sindrome da pareggite da debellare al più presto; un Milan rigoroso e nulla più, nel senso che le vittorie sono giunte dal dischetto; un Milan che deve crescere e migliorare, soprattutto in difesa ed è ovvio che sia così, ma se il buon giorno si vede dal mattino godiamoci i miracoli di Abbiati e le due gemme di Clarence Seedorf, uno della Vecchia Guardia, uno che ha voglia di riscatto e rivincita, uno di quelli che non teme la concorrenza e vuole dimostrare che non si vive di solo Ronaldinho...