Niente paura, siamo il Milan!
La settimana scorsa è stata sfortunata e terribile per la squadra di Allegri: l'eliminazione dalla Champions League, lo scialbo pareggio casalingo contro il Bari ultimo in classifica, l'espulsione di Ibrahimovic con la conseguente squalifica per tre partite che non gli permetterà di giocare il derby nemmeno se dovesse arrivare lo sconto di un turno; come se non bastasse, anche questa settimana non è certo iniziata nel migliore dei modi, visto che l'Inter è riuscita a centrare la rimonta europea che il Milan ha fallito e ciò darà ai nerazzurri grande entusiasmo per tentare la rimonta anche in campionato e chi sperava almeno nel lato positivo della qualificazione ai quarti dell'Inter, ovvero il fatto che abbiano altro a cui pensare a ridosso del derby (l'andata dei quarti di finale è in programma proprio dopo la stracittadina) e non solo, è stato gelato dal sorteggio di Nyon, che ha accoppiato l'Inter con la squadra meno competitiva fra quelle rimaste in corsa, ovvero lo Schalke 04; sarebbe stato meglio giocare il derby con gli avversari distratti da un eventuale sfida contro Barcellona o Real Madrid, ma evidentemente tutto gira storto esattamente mentre agli avversari va tutto per il meglio. Di conseguenza ci sarebbe il rischio di cadere in depressione e farsi prendere da ansia e nervosismo, ma poi guardi la classifica e vedi che il Milan è ancora avanti di cinque punti, che potevano (e dovevano) essere di più, ma ormai è andata così e non ci si può più far niente, se non provare a consolarsi pensando che potevano anche essere meno, se al Milan non fosse riuscita la rimonta almeno parziale contro il Bari. In fondo i rossoneri sono ancora arbitri del proprio destino e se dovessero vincere tutte le partite fino alla fine del campionato, potrebbero addirittura permettersi il "lusso" di perdere il derby e rimanere comunque primi, quindi da questo punto di vista sta sicuramente peggio chi deve inseguire e deve contare, non solo sulle proprie forze, ma anche sugli errori degli altri. Comunque è ancora presto per parlare del derby, che già attira le attenzioni generali: c'è ancora una partita da disputare a Palermo ed è fondamentale come e più di quella contro l'Inter, perchè un conto è presentarsi alla stracittadina con il vantaggio ancora immutato, un altro è farlo con i rivali a distanza di aggancio o, peggio ancora, sorpasso e, quindi, ulteriormente galvanizzati. Il Milan andrà in Sicilia senza Ibra e ciò fa preoccupare molti, quindi per provare a consolare chi senza lo svedese si sente perduto si può dire che nelle uniche due occasioni in cui Ibra è stato assente in questo campionato (alla prima giornata contro il Lecce e nella prima partita del 2011 a Cagliari) il Milan ha raccolto due vittorie, quindi affidiamoci al proverbio "non c'è due senza tre", sperando che sia valido non solo in negativo (la terza eliminazione consecutiva per mano di una squadra inglese è puntualmente arrivata), ma anche in positivo. Insomma, ciò che bisogna scongiurare in questo momento è proprio lo sconforto o una crisi di nervi al pensiero di sentirsi braccati alle spalle da chi sembra stare meglio ed essere in condizioni psico-fisiche più brillanti; quello rossonero è un ambiente storicamente abituato a vivere situazioni del genere e chi vuol giocare nel Milan deve "rassegnarsi" a subire a pressioni del genere, quindi non bisogna avere paura, non bisogna spaventarsi perchè manca un giocatore, seppur fondamentale e ci si deve rimboccare le maniche e dare quel qualcosa in più per non far sentire il peso delle assenze eccellenti.
In fondo Allegri può comunque schierare grandi giocatori e autentici campioni e il finale della partita contro il Bari ha fatto capire che tutto sommato l'assenza dell'Ibra visto ultimamente può addirittura non essere un male, sia perchè troppo spesso, durante la stagione, la squadra si è impigrita pensando che basti lanciare lo svedese e poi ci pensa lui, sia perchè, soprattutto, nelle ultime partite Ibrahimovic è sembrato la controfigura di se stesso, arrancando per il campo, mancando totalmente di brillantezza, velocità ed esplosività, cioè di tutte quelle caratteristiche che lo rendono irresistibile e decisivo. Nonostante tutto è riuscito a rendersi utile con assist e sponde (come in occasione dell'importantissimo gol di Gattuso a Torino), ma il vero Ibra è un'altra cosa, vince le partite da solo, soprattutto in campionato e contro le cosiddette "piccole" e, invece, ultimamente non segna più e ciò penalizza una squadra abituata ad appoggiarsi a lui e a confidare nei suoi colpi di magia. Senza lo svedese gli altri dovranno responsabilizzarsi di più, a cominciare da Cassano che troppo spesso in campo ha dato l'impressione di "passarla solo a Ibra" e, invece, senza di lui si è sbloccato in zona gol e ha parzialmente raddrizzato la partita contro il "suo" Bari con una rete che a conti fatti potrebbe risultare molto importante e decisiva. Allegri ha le idee chiare e schiererà Fantantonio in coppia con Pato; in fondo se ha qualche dubbio su come far funzionare la "strana coppia", gli basterà riguardarsi qualche partita della Sampdoria della scorsa stagione e chiedere a Paro di fare il Pazzini e a Cassano di fare...se stesso; molto spesso Pato ha dato l'impressione di soffrire la personalità e l'aggressività verbale di Ibra, ora ha l'occasione di non farlo rimpiangere e di diventare davvero decisivo in un momento cruciale della stagione e non deve farsela scappare, per il bene suo e di tutto il Milan. Quello di Palermo è stato spesso un campo ostico per il Milan e, nonostante le apparenze, non aiuta il fatto che i rosanero siano in crisi e reduci da una lunga serie di sconfitte consecutive, quindi la partita è molto delicata e proprio la recente brutta figura contro il Bari, fanalino di coda e apparentemente già spacciato, dimostra che tutte le partite vanno affrontate con il massimo impegno e con la giusta concentrazione se si vogliono evitare sorprese negative. Il Milan non ha alternative alla vittoria, ma ciò non deve diventare un motivo di angoscia, al contrario deve dare le giuste motivazioni per far bene; la pressione non deve mettere paura, perchè siamo il Milan, una squadra e una società abituata a lottare per grandi traguardi in questi ultimi venticinque anni che abbiamo appena celebrato e, quindi, niente scuse, niente alibi per le assenze "eccellenti" e un solo obiettivo, la vittoria, perchè d'ora in poi è vietato fallire!
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