NON ARRENDIAMOCI!

NON ARRENDIAMOCI!
martedì 15 aprile 2008, 12:29Vista dalla Curva
di Davide Bin

Siamo tornati da Torino tristi e depressi per l'ennesima sconfitta (immeritata ma pur sempre sconfitta) e con la sensazione che all'Olimpico siano definitivamente svanite le ultime speranze di agganciare la zona Champions; dopo un sabato sera drammatico (sportivamente parlando), la domenica ci ha restituito un po' di sorriso, con le sconfitte di Sampdoria, Udinese e, soprattutto, Fiorentina, risultati che hanno lasciato sostanzialmente immutata la classifica, con l'unica varizione che manca una giornata in meno alla fine del campionato. Cinque partite, quindici punti in palio, quattro lunghezze da recuperare ai viola; il ragionamento di partenza può essere questo: se la Roma aspira ancora a vincere lo scudetto (con quattro punti di distacco dall'Inter), perchè noi dobbiamo sentirci esclusi dalla lotta per l'ultimo posto utile in chiave Champions? Alla vigilia della trasferta di Torino, Galliani aveva detto che se al termine del weekend il distacco dalla Fiorentina fosse rimasto invariato sarebbe stata durissima l'impresa di rimontare; forse lui, in modo ottimistico per il Milan, ipotizzava due vittorie per entrambe le squadre, invece sono arrivate due sconfitte e la sostanza non cambia. Dagli spogliatoi dell'Olimpico, dopo una sconfitta difficile da digerire per vari motivi, sono arrivate, invece, reazioni incoraggianti e piene di speranza: Kakà non vuole arrendersi, il mister Ancelotti lo segue a ruota e tutto il gruppo sembra ancora fiducioso e motivato. Certo continuare a perdere anche quando si gioca al meglio delle proprie possibilità non è il massimo per chi ha necessità di conquistare più punti possibili in questo finale di stagione: contro la Juventus il Milan ha giocato un primo tempo magistrale, è stato padrone del campo rimontando il gol iniziale di Del Piero e portandosi in vantaggio, ha dato una dimostrazione di essere ancora squadra forte e competitiva, eppure...è tornata da Torino a mani vuote e ciò dovrebbe preoccupare. La squadra sembra in recupero rispetto a qualche settimana fa, la condizione fisica di molti elementi è migliorata e il lavoro svolto a Milanello durante settimane finalmente piene di lavoro e non solo di viaggi e partite infrasettimanali (anche se avremmo preferito quest'ultima condizione, perchè avrebbe significato essere ancora in corsa in coppa) sta dando i suoi frutti; anche la qualità del gioco è migliorata e prestazioni come quelle di Torino ma anche di Roma contro i giallorossi sono lì a dimostrarlo; non sono migliorati, però, i risultati e non è un dettaglio da poco: il Milan ha buttato via punti preziosi in casa contro Sampdoria e Atalanta, ha perso partite giocate bene come quelle di Torino e Roma e la sua posizione in classifica non migliora, perchè quando la Fiorentina perde perdono anche i rossoneri e, viceversa, quando il Milan vince, i viola fanno altrettanto e non si fanno avvicinare.

Soprattutto, i rossoneri hanno dimostrato in molte occasioni di non riuscire a giocare una partita intera con la stessa intensità e con uguale rendimento: nelle sciagurate esibizioni contro Sampdoria e Atalanta, il Milan ha regalato il primo tempo agli avversari per poi reagire nella ripresa e "chiudere la stalla quando i buoi erano già scappati", ovvero tentare affannose rimonte senza peraltro riuscirci; a Roma e Torino la squadra di Ancelotti ha giocato ottimi primi tempi ma poi è calata nella ripresa, vanificando tutto e andando incontro irrimediabilmente alla sconfitta; contro la Juventus c'è l'attenuante dell'espulsione di Bonera a metà ripresa, ma non si può negare che la qualità della prestazione del Milan fosse già calata fin dall'inizio del secondo tempo, forse anche per la mazzata psicologica costituita dal pareggio subito alla fine del primo tempo. Anche nella bella vittoria di San Siro contro il Cagliari, i rossoneri sono calati in avvio di ripresa e sono stati messi in difficoltà dai sardi; insomma non abbiamo ancora visto una partita intera ben giocata dal Milan dall'inizio alla fine, nonostante i miglioramenti nella condizione di cui ho parlato in precedenza. Eppure avere fiducia e sperare ancora non costa niente: Reggina in casa e Livorno in trasferta sono avversari abbordabili (anche se disperatamente in lotta per non retrocedere); è necessario conquistare sei punti e vedere se la Fiorentina, impegnata anche in Coppa UEFA, farà altrettanto contro Palermo (in casa) e Sampdoria (a Genova), impegni sicuramente più duri, per poi giocarci tutto o quasi nel derby, ultima occasione che gli uomini di Ancelotti hanno per vincere uno scontro diretto con le grandi e darci una (grande) soddisfazione. Finchè c'è vita c'è speranza ed è inutile arrendersi; proviamoci fino alla fine, uniti come sempre, poi accetteremo il verdetto con serenità, ma almeno con la coscienza a posto di non aver mollato fino all'ultimo; certo i rimpianti saranno tanti per le molte occasioni sprecate, ma il calcio è imprevedibile e sa regalare emozioni e sorprese sotto forma di rimonte clamorose e inaspettate. Provarci non costa nulla e questa squadra ha orgoglio, qualità tecniche e doti morali, anche se, purtroppo, riesce a mostrarle solo a sprazzi; giocatori e allenatore ci credono ancora, crediamoci anche noi insieme a loro e non arrendiamoci!