PASSAGGIO DI TESTIMONE FRA DIAVOLI
Da ieri sera non siamo più Campioni d'Europa; il Milan cede lo scettro al Manchester United e non è più re del continente, perchè è come se, idealmente, allo stadio di Mosca si fosse materializzato Paolo Maldini a consegnare nelle mani di Ferdinand la coppa conquistata ad Atene giusto un anno fa. In pratica, come sempre, è stato il presidente dell'UEFA ad effettuare la consegna della coppa "dalle grandi orecchie", però non sarebbe una brutta idea se ci fosse, non solo idealmente ma proprio materialmente, lo scambio del trofeo fra vecchi e nuovi detentori (io la butto lì...). Non so chi di voi se la sia sentita di guardare la finale di Champions League proprio pochi giorni dopo l'ufficializzazione dell'esclusione dei rossoneri dalla prossima edizione del più prestigioso torneo per club in Europa, se non addirittura nel mondo; certo alla nostalgia e alla malinconia del ricordo della splendida notte di Atene si è aggiunto il rimpianto per un campionato finito male e il rammarico per il fatto di dover fare da spettatori alla prossima edizione della Champions League, quindi è stata dura fare seguire un evento che abbiamo avuto la fortuna di vivere da protagonisti lo scorso anno e per tre volte negli ultimi cinque anni; sta di fatto che la musichetta che tanto ci piace farà venire i brividi a qualcun altro da settembre in poi, mentre noi, ascoltandola, saremo assaliti dalla tristezza, ma questa è la legge dello sport e dalle disavventure bisogna trovare la carica e la forza per ripartire verso nuovi traguardi. La finale fra Manchester e Chelsea è stata lunghissima, interminabile, come se noi rossoneri non volessimo lasciare in mani altrui il trofeo che ci siamo goduti e coccolati per un anno e avessimo voglia di stringerlo ancora per qualche attimo in più e prolungare l'agonia; poi, inevitabilmente, il momento di abdicare e consegnare lo scettro di Re d'Europa è arrivato ed è curioso il fatto che si tratti di un passaggio di testimoni fra diavoli: dai Diavoli rossoneri ai Red Devils, un colore in meno ma lo stesso simbolo e il signore dell'inferno rimane seduto sul trono europeo cambiando lingua e divisa, a dimostrazione che, quando vuole, sa essere davvero perfido e furbo. Battute a parte, forse è giusto così: il Manchester era indicato come la squadra più forte d'Europa e legittimo pretendente alla coppa già nella scorsa stagione, quando dovette inchinarsi in una doppia semifinale molto spettacolare ad un Milan travolgente e inarrestabile, soprattutto nella partita di ritorno a San Siro. Con un anno di ritardo i diavoli rossi conquistano il trofeo ed è giusto applaudirli e far loro i complimenti.
In fondo è fin troppo scontata la famosa frase "bisogna saper perdere, non sempre si può vincere" e noi tifosi rossoneri dovremmo essere i più sereni ad accettare gli insuccessi, visto tutto quello che abbiamo vinto e le soddisfazioni che ci siamo tolti in questi anni. A volte soffrire fa bene per ritrovare il gusto della vittoria: spesso si ha la sensazione che i tifosi del Milan si siano un po' "imborghesiti" e che considerino scontato il fatto di vincere ed essere sempre e comunque protagonisti; un quinto posto in campionato in una stagione in cui siamo diventati campioni del Mondo viene visto e vissuto come un fallimento totale; la prospettiva di giocare la Coppa UEFA assomiglia ad una retrocessione in serie B. Certo a nessuno piace tutto questo e sarebbe stato sicuramente meglio vincere campionato e Champions come ha fatto il Manchester, ma consoliamoci con il fatto che molto spesso le delusioni sono il punto di partenza per nuovi trionfi e la fine di un ciclo coincide con l'inizio di uno nuovo che può essere ugualmente bello e vincente. Veder festeggiare e godere gli altri non deve metterci tristezza e tanto meno invidia (con quello che abbiamo vinto sono gli altri a dover essre invidiosi!), anzi deve caricarci e farci venire voglia di tornare protagonisti al più presto, per tornare a provare quelle meravigliose sensazioni che solo certe vittorie ti danno; anche per giocatori, staff tecnico e, soprattutto, società certe "mazzate" possono essere salutari, per capire che è giunta l'ora di rinnovare e rivoluzionare la rosa, per cambiare moduli, tattiche e interpreti, per scendere in campo con ritrovata grinta e voglia di spaccare il mondo e battere qualunque avversario. Un salutare bagno d'umiltà sui campi sperduti chissà dove delle squadre meno blasonate e sconosciute che disputano la Coppa UEFA, soprattutto nei primi turni, farà sicuramente bene a tutti, per ripartite più forti e convinti di prima e tornare al più presto (perchè ci torneremo statene certi!) su quel trono dal quale siamo appena scesi e rivedere il capitano del Milan, chiunque sarà, alzare quella "coppa dalle grandi orecchie" che abbiamo consegnato ad altri poche ore fa ma della quale sentiamo già un'enorme nostalgia!
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