Questo è il Milan che vogliamo!

Questo è il Milan che vogliamo!MilanNews.it
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lunedì 26 novembre 2012, 01:37Vista dalla Curva
di Davide Bin
I rossoneri battono la capolista Juventus con una prestazione tutto cuore, orgoglio, feroce determinazione e concentrazione; decide un rigore di Robinho regalato dall'arbitro, ma il Milan ha meritato e questo conta.

Ci voleva una serata così! Il Milan che lotta in campo come ai bei tempi, San Siro pieno e ribollente d'entusiasmo, una vittoria contro i rivali di sempre, l'urlo della Sud che accompagna i ragazzi verso il successo, sofferto, deciso da un episodio dubbio, ma meritato da una squadra che ha saputo battere la Juve proprio con le armi preferite dai bianconeri, cioè la corsa, la determinazione, la lotta su ogni pallone, il pressing feroce, tutte cose che si erano viste raramente o solo a sprazzi e in spezzoni di partita, mentre questa volta il Milan è stato concentrato e determinato per novanta e più minuti e ha regalato una grande soddisfazione ai suoi tifosi e, in particolare, a chi ci ha sempre creduto anche quando sembrava impossibile dare ancora fiducia ad una squadra smarrita e confusa e a chi ha sostenuto il Milan nei momenti difficili delle sconfitte e delle brutte figure, quando molti hanno preferito abbandonarlo a se stesso e non seguirlo più. E' una vittoria che rilancia forse definitivamente una squadra che già da qualche tempo stava crescendo e ora sembra davvero tornata a buoni livelli: in fondo ha giocato meglio dei campioni d'Italia, così come aveva giocato almeno alla pari, se non meglio, del Napoli settimana scorsa e così come aveva giocato sicuramente meglio dell'Inter nel derby, quindi si può dire che se la sia giocata ad armi almeno pari con chi occupa i primi tre posti in classifica e, di conseguenza, ha ragione chi in questi primi mesi di campionato ha detto e ridetto che questa rosa non era così scarsa come si credeva e lo dimostra il fatto che adesso che molti giocatori nuovi si sono ambientati e inseriti cominciano a far vedere le loro doti. Ora si dirà che la Juve ha giocato sottotono per le fatiche di coppa, dimenticando che anche il Milan ha giocato in Champions e addirittura il giorno dopo rispetto ai bianconeri; ora si dirà che la Juve ha perso perchè ha giocato male, invece è il Milan che ha vinto perchè ha giocato meglio ed è stato superiore ad un avversario che è sembrato in giornata storta perchè ha trovato avversari indiavolati; ora si farà notare che la partita è stata decisa da un rigore dubbio, anzi totalmente regalato perchè il fallo di mano non c'è e lo ammetto con serenità e onestà, proprio per non mettermi al livello di chi quando viene favorito nega anche l'evidenza. In fondo non sarà sportivo dirlo ma è ancor più bello così, perchè..."chi di torto arbitrale ferisce, di torto arbitrale perisce" e spero che chi è stato penalizzato questa volta abbia almeno il buon gusto di non lamentarsi, visto ciò che è successo nove mesi fa (ogni riferimento al gol di Muntari è fortemente voluto!) e che questo rigore ripaga solo in parte, perchè la partita di febbraio era molto più importante. Ma ora non è il momento di pesare con il bilancino torti subiti e a favore, perchè bisogna festeggiare una vittoria esaltante, che dà morale alla squadra ed entusiasmo all'intero ambiente rossonero, tifosi compresi, che da tanto tempo sognavano di vivere ancora una serata da vero Milan.

Stadio finalmente strapieno, anche se con troppi infiltrati bianconeri, ma c'è l'atmosfera dei grandi eventi, perchè Milan-Juventus è sempre un grande appuntamento: gran tifo, coreografia della Curva Sud, sostegno alla squadra dall'inizio del riscaldamento fino alla fine della partita, una partita molto sentita, che non vale per lo scudetto (da parte rossonera intendo) ma è importantissima e che il Milan non può perdere per non ritrovarsi ancora nelle zone medio-basse della classifica. Allegri conferma per dieci undicesimi la formazione che ha vinto a Bruxelles contro l'Anderlecht e l'unica eccezione è Robinho al posto di Bojan, ma durante il riscaldamento si ferma Abbiati (problema alla schiena) e, così, scenda in campo Amelia. Dopo l'annuncio delle formazioni, il tabellone trasmette le immagini dei gol di Marco Van Basten, visto che ricorre il ventennale della quaterna del campione olandese al Goteborg (uno dei quattro gol con una splendida rovesciata) e per l'occasione il Cigno di Utrecht è in tribuna; si era parlato addirittura di un giro di campo per salutare i tifosi rossoneri, invece Marcogol si limta a salutare con la mano dalla tribuna e attraverso i tabelloni luminosi che diffondono l'immagine, mentre il popolo rossonero canta il suo nome a squarciagola come ai bei tempi lontani e con tanta nostalgia da parte di chi ha vissuto quegli indimenticabili anni, soprattutto ora che la squadra non rende certo come quella in cui giocava l'indimenticabile cannoniere olandese.

La nostalgia lascia presto lo spazio alla tensione e all'ansia, perchè la partita sta per cominciare ed è subito Milan, con i rossoneri carichi al punto giusto che aggrediscono gli avversari e li costringono sulla difensiva; i bianconeri sono sorpresi, forse non si aspettavano un Milan così e vanno in confusione, mentre i tifosi rossoneri non credono ai loro occhi vedendo gli undici leoni tante volte invocati che combattono sul campo con grande grinta, determinazione e feroce concentrazione, sbagliando raramente e concedendo pochissimo ad una rivale così forte e temuta. Anche un giovane come De Sciglio mostra grande personalità in una partita così difficile e sentita ed è sua la prima vera occasione da gol, un diagonale rasoterra che sfila a lato di poco. E' poi la volta di Boateng che non angola il tiro e spara su Buffon, ma si capisce che il Milan è in serata e vuole mettere sotto la Juventus utilizzando le armi che hanno reso imbattibili i bianconeri e il popolo rossonero può finalmente ammirare una grande squadra che attacca con convinzione, difende con ordine, non ha paura e timori reverenziali, lotta su ogni pallone e concede pochissimo. Montolivo, promosso capitano quando Abbiati ha dovuto rinunciare alla sfida, dirige il gioco da ottimo regista, ma inoltre corre, lotta, recupera palloni e dà l'esempio da autentico leader, dimostrando di essere cresciuto moltissimo rispetto alle prime tremebonde esibizioni di fine estate. La Juve in tutto il primo tempo tira in porta solo una volta, con Quagliarella, ma per Amelia non è un problema bloccare una conclusione debole e pressochè innocua. Per il resto è solo Milan, che per una volta non regala il primo tempo agli avversari e affronta la sfida con il giusto approccio fin dall'inizio e l'esempio migliore delle straordinarie motivazioni rossonere è la splendida prestazione di Constant, che non concede spazi e cross a Isla e lo marca con grande attenzione e senza i madornali errori visti in altre partite. Il premio per i rossoneri è il gol del vantaggio, che arriva alla mezz'ora: al termine dell'ennesima bella azione in velocità, il colpo di testa di Nocerino va a sbattere su Isla, che ha il braccio largo e inganna l'arbitro, che vede un fallo di mano che non c'è, visto che il pallone sbatte sulla schiena del bianconero e decreta il rigore dopo esersi consultato con il giudice di porta. Sul dischetto va Robinho e la sua è una trasformazione da brividi, perchè Buffon intuisce, para il tiro, ma il pallone gli sfugge ed entra in rete. Delirio puro sugli spalti e in curva e Milan in vantaggio, meritatamente ma inaspettatamente, visti i tragici pronostici della vigilia. La Juve prova a reagire rabbiosamente, ma il Milan ribatte colpo su colpo e ha ancora una buona occasione con Boateng che, però, tira molle e centrale, dimostrando ancora una volta di non avere più il tiro devastante delle scorse stagioni. Il Milan chiude meritatamente in vantaggio il primo tempo, ma la partita è ancora lunga e ci sarà da soffrire, anche se la Juve è sembrata sotto tono e sotto ritmo, contro una squadra insolitamente dinamica e concentrata.

La Juventus inizia la ripresa con più convinzione, ma il Milan non si fa intimorire e continua a giocare con personalità e determinazione, anche se, ovviamente, ora pensa più a contenere e difendere un prezioso e prestigioso successo. Bisogna soffrire, perchè la Juve avanza e mette sotto pressione una difesa che in tante occasioni si è dimostrata svagata e poco attenta, mentre in questa partita è concentratissima e concede pochi spazi e ancor meno facili conclusioni. Il nuovo entrato Giovinco deve provarci con una rovesciata ad alto coefficiente di difficoltà che, infatti, finisce fuori. Allegri corre ai ripari e inserisce Pazzini al posto di Robinho per avere qualcuno là davanti che protegga il pallone e faccia salire la squadra, ormai troppo rintanata e che consente alla Juve di rendersi minacciosa pur in una serata di scarsa vena. Nocerino allenta la pressione con un tiro alto, la Juve crea mischie e potenziali pericoli, ma Amelia non deve compiere miracoli. Allegri sostituisce l'acciaccato e zoppicante Mexes con Zapata e poi alza le barricate con Flamini al posto di Boateng e intanto affiora la stanchezza in entrambe le squadre e si moltiplicano gli errori. Il Milan spreca dei contropiede molto interessanti e sfiora il raddoppio con un colpo di testa di Yepes ravvicinato ma troppo centrale. Gli ultimi brividi arrivano da Vucinic: un primo tiro sembra vincente, supera Amelia ma non Constant che respinge, il secondo è un diagonale velenoso che Amelia devia in angolo. Il tempo sembra non passare mai, si seguono le fasi finali con il cuore in gola, perchè la Juve attacca furiosamente e con la forza della disperazione, il Milan si difende con le unghie e con i denti, moltiplica le energie ben sapendo che manca poco alla fine e il triplice fischio è una liberazione che fa iniziare la festa rossonera sugli spalti, alla quale partecipano anche i giocatori correndo sotto la curva a ricevere applausi e ovazioni, il giusto ringraziamento per un'ottima prestazione.

Un gran bel Milan, tonico, determinato, ben messo in campo e desideroso di fare una grande partita; ci è riuscito puntando sulle motivazioni e sulla grinta e tutti hanno capito che solo così si può uscire definitivamente dal momento difficile e tornare una squadra degna della gloriosa maglia che indossano i giocatori. Tutti indistintamente, chi più e chi meno, hanno giocato bene e dato il loro contributo e lo dimostra il fatto che gente come Nocerino e Boateng ha sfoderato buone prestazioni come non mai in questa stagione, lo stesso De Jong è parso un altro rispetto a quello visto finora e anche il tanto criticato Constant ha giocato in modo pressochè perfetto, soprattutto in chiusura, con qualche sbavatura in più in fase di costruzione e rilancio. El Shaarawy è stato poco incisivo in avanti ma ha corso molto e aiutato tanto in difesa, quindi merita comunque grandi applausi, mentre Montolivo, galvanizzato dalla fascia di capitano ha giocato davvero bene. Ecco perchè il Milan ha vinto: grandi prestazioni dei singoli, ma anche di squadra e se questa vittoria è la tanto attesa svolta, ora forse inizia una stagione totalmente diversa per i rossoneri, anche se serviranno ulteriori conferme a cominciare dall'insidiosa trasferta di Catania di venerdì prossimo. Ora, però, non pensiamo ai prossimi impegni e godiamoci questa bella vittoria, ottenuta contro la Juve e che rappresenta una piccola vendetta sportiva per ciò che è successo a febbraio. Il Milan ha vinto meritando e si rilancia in classifica, anche se le posizioni "da Milan" sono ancora lontane, ma ciò che più conta è aver ritrovato la squadra che vorremmo sempre vedere e viene da chiedersi dove sarebbe questa squadra se avesse sempre giocato così. Meglio tardi che mai, comunque, perchè la stagione è ancora lunga e possono arrivare altre grandi soddisfazioni, a patto di giocare sempre così e non solo una volta perchè motivati visto l'avversario. Battere la Juventus è una soddisfazione enorme, ma ora non bisogna fermarsi e men che meno rilassarsi, perchè il Milan è sulla buon strada e deve continuare a percorrerla a passo spedito, giocando sempre così!