RIMONTA ORGOGLIOSA MA INUTILE

RIMONTA ORGOGLIOSA MA INUTILE
lunedì 19 maggio 2008, 09:20Vista dalla Curva
di Davide Bin

C'era una volta il 5 maggio, correva l'anno 2002 e il Milan, con Ancelotti in panchina dal mese di novembre del 2001, centrò il quarto posto all'ultima giornata e si lanciò verso sei stagioni di vittorie, mentre l'Inter perdeva lo scudetto a Roma, contro la Lazio, rendendo perfetta e indimenticabile quella giornata. Sei anni dopo siamo entrati a San Siro confidando nei corsi e ricorsi storici e sperando che il 18 maggio 2008 potesse essere simile a quel mitico giorno e che da qui si potesse ripartire per un nuovo ciclo esaltante, proprio nel giorno in cui calava il sipario su un Milan che in sei stagioni ha vinto tutto quello che una squadra di club può vincere. Purtroppo questa volta l'esito è stato profondamente diverso, anche perchè vincere la propria partita poteva non bastare ai rossoneri e così è stato, visto che il Milan ha rimontato e battuto l'Udinese con un largo 4-1, ma la contemporanea vittoria della Fiorentina a Torino lo ha relegato al quinto posto e, di conseguenza, in Coppa UEFA, per la prima volta nella gestione Ancelotti, proprio nel giorno in cui l'Inter vince il 16° scudetto. Niente feste, quindi, solo rimpianti e un pizzico di delusione ma invidia no, perchè con una bacheca come la nostra sono gli altri a dover essere invidiosi e non sarà certo uno scudetto in più o in meno a cambiare le gerarchie nella città di Milano. Il congedo del Milan è stato amaro, al termine di una partita emblematica della stagione rossonera: ombre nel primo tempo, luci nella ripresa, ma i lampi di classe dei campioni rossoneri non sono bastati a raggiungere l'obiettivo minimo in campionato. Il primo tempo è stato frustrante, con i rossoneri spesso messi sotto da un'Udinese corta, compatta e spigliata, mentre i ragazzi di Ancelotti sprecavano molto sottoporta e costringevano i tifosi a rinnovare quel senso di impotenza, soprattutto in casa, già vissuto molte volte in questo disgraziato campionato. Poi, nella ripresa, la rabbiosa ed orgogliosa reazione, coincisa con l'ingresso in campo di Pato e concretizzata con quattro reti segnate, un rigore sbagliato e due traverse colpite, ma tutto è stato rovinato dal gol di Osvaldo a Torino e dalla doppietta di Ibrahimovic a Parma; le radioline sono state nemiche nel momento in cui il Milan risorgeva per l'ennesima volta dalla proprie ceneri e l'epilogo è stato amaro ma comunque struggente ed emozionante per l'addio alla maglia rossonera di Cafu e Serginho, due ottimi giocatori, due professionisti esemplari, due ragazzi simpatici e spontanei che mancheranno nello spogliatoio rossonero e hanno aperto la lunga serie di arrivi e partenze che caratterizzeranno questa fase di transizione fra un ciclo che si chiude e uno che si apre e, si spera, sarà altrettanto esaltante e vincente.

Volantini all'esterno dello stadio, striscioni all'interno, in Curva Sud: il popolo rossonero prende posizione nel giorno dei saluti di fine stagione e identifica nella società la principale responsabile del mancato raggiungimento dei principali obiettivi stagionali che, con tutto il rispetto per Supercoppa europea e Mondiale per club, sono e restano campionato e Champions League. Nei volantini si sottolinea che i tifosi sono stufi, vogliono fatti e non parole sul mercato perchè la squadra va rifondata; uno striscione in curva ribadisce il concetto: MANTENIAMO LE PROMESSE FATTE: ACQUISTI, mentre un eloquente GRAZIE RAGAZZI dimostra che nessuno ce l'ha con i giocatori che hanno dato tutto quello che potevano e, comunque, raggiunto il prestigioso traguardo di salire sul tetto del mondo e far diventare il Milan la squadra più titolata del pianeta. Inoltre il cuore pulsante del tifo rossonero dimostra di battere ancora forte e voler rimanere accanto alla squadra qualunque sia l'esito dell'ultima giornata e dell'intero campionato: CHE SIA UEFA O CHAMPIONS, SEMPRE E OVUNQUE CON VOI. E' anche il giorno delgi addii: Cafu e Serginho entrano in campo con la loro maglia mentre i compagni stanno effettuando il riscaldamento e ricevono il commosso e affettuso saluto del pubblico che li applaude e canta il loro nome; in verità ci sarebbe un altro sicuro partente da salutare, un altro brasiliano, ovvero Nelson Dida ma il portiere rimane a scaldarsi insieme a Kalac e nessuno se ne ricorda, perchè i cori sono per il portiere australiano e l'ex eroe caduto in disgrazia viene dimenticato; peccato perchè nonostante le sciagure dell'ultimo periodo in cui ha giocato, anche lui ha contribuito, e non poco, ai trionfi del ciclo ancelottiano e meritava un degno saluto. C'è anche un addio da scongiurare, cioè quello di Gattuso, che non può giocare perchè squalificato ma al quale la curva dedica molti cori per convincerlo a rimanere in rossonero. Insomma c'è un clima particolare allo stadio, discretamente pieno nonostante la qualificazione ai preliminari di Champions League sia più che altro un'illusione, ma sperare non costa nulla ed è comunque doveroso ringraziare la squadra, non tanto per questo campionato sofferto e contraddittorio ma per sei anni splendidi, visto che per molti è l'ora dell'addio e per tutti gli altri è il momento dell'arrivederci alla prossima stagione.



Vincere e sperare in buone notizie da Torino; questi sono gli obiettivi della giornata per concludere in bellezza la stagione; per battere l'Udinese e salutare degnamente il pubblico di San Siro (unico obiettivo in cui il Milan dipende da se stesso), Ancelotti si affida al solito Milan di queste ultime giornate e, più in generale, di un'intero ciclo, con la sola sostituzione degli squalificati Nesta e Gattuso: Oddo rientra dal primo minuto sulla fascia destra con Bonera che scala al centro della difesa, mentre Brocchi viene confermato a centrocampo, non più come vice-Pirlo ma come vice-Gattuso, ruolo a lui più consono. Per il resto è il solito Milan "ad abete" con Inzaghi alla ricerca del 100° gol in rossonero e Pato ancora una volta relegato in panchina.
Il gol di Vucinic annunciato dalle radioline (ancora una volta, come nel derby, il tabellone "sciopera" e non dà i risultati) sembra la prima buona notizia di una giornata trionfale ma nel frattempo in campo qualcosa non va: l'Udinese è più tonica e pimpante del Milan, crea due pericoli per la porta rossonera, costringe Kalac ad una difficile parata e preannuncia un primo tempo di sofferenze. Kakà cerca Inzaghi con lo spunto verso la linea di fondo che ha originato molti gol di Pippo in queste ultime partite ma questa volta lo schema non funziona e lo stesso Kakà pasticcia in area quando ha un pallone buono da sfruttare; Quagliarella impegna Kalac di testa e poi l'Udinese trova il meritato gol del vantaggio con Mesto che dribbla Favalli, sorprende la difesa e batte Kalac. Il Milan prova a reagire, trascinato dal capitano coraggioso Ambrosini che penetra in area da sinistra e offre a Kakà un pallone invitante, un autentico rigore in movimento che il brasiliano spreca in modo sciagurato. Il primo tempo si chiude con il Milan in svantaggio, la curva che rumoreggia minacciando "CHI HA COMPRATO BA" e con la sgradevole sensazione che anche l'ultima recita casalinga possa essere deludente. Ancelotti manda in campo Pato al posto di Brocchi (mossa già tentata a Napoli senza risultati) e Cafu al posto dello stralunato Oddo e la musica cambia subito, più che altro per il diverso atteggiamento dei rossoneri che pareggiano con una bella azione di prima: Pirlo per Kakà che al volo mette al centro; Inzaghi non ci arriva ma Pato realizza il gol facile facile, il nono in campionato. L'Udinese prova a reagire ma le maggiori motivazioni del Milan hanno finalmente preso il sopravvento: Ambrosini serve Pato in area; lo stop del papero diventa un assist per Inzaghi che si avventa sul pallone e segna il gol del sorpasso, il 100° della sua carriera rossonera. San Siro esulta, salta, canta, festeggia, perchè in questo momento il Milan è in Champions League e la Roma vincerebbe lo scudetto ai danni dell'Inter. Un nuovo 5 maggio? No, l'iilusione è dolce ma dura poco, una decina di minuti: Osvaldo e Ibrahimovic rovinano la giornata ai rossoneri ma la squadra continua a fare il suo dovere in campo: Pirlo lancia Inzaghi che viene travolto da Zapata in area; sul dischetto va Kakà che si fa parare il rigore da Handanovic e sulla ribattuta Inzaghi colpisce clamorosamente la traversa a porta vuota. Poi Pato effettua una meravigliosa palombella dal vertice sinistro dell'area ma colpisce anche lui la traversa; la partita è divertente, quindi meglio buttare via le radioline che danno solo brutte notizie e concentrarsi su ciò che avviene in campo: arriva anche il gol di Cafu proprio nel giorno dell'addio, come era avvenuto a Costacurta, sempre contro l'Udinese nella scorsa stagione; primo gol stagionale per il Pendolino, quarto in assoluto nel Milan in 166 presenze...un bel regalo d'addio per lui e per tutti noi. Entra anche Serginho al posto di Inzaghi; standing ovation per entrambi e il Concorde rossonero prova ad imitare il suo connazionale Cafu, ma il suo tiro su punizione finisce alto e il suo addio non viene impreziosito dal gol, che realizza, invece, Seedorf a due minuti dalla fine, ritrovandosi solo davanti al portiere dopo un triangolo con Kakà e raggiungendo quota 7 gol in 32 presenze stagionali. E' l'ultima emozione della giornata e di un secondo tempo molto positivo che cancella lo scialbo primo tempo dei rossoneri con una bella ed orgogliosa rimonta, inutile ai fini della classifica ma comunque gradita.

Alla fine sono applausi per tutti nonostante il clima di delusione per la "retrocessione" in Coppa UEFA che molti non gradiscono; i giocatori lasciano la ribalta ancora una volta ai festeggiati della giornata, Cafu e Serginho (e a Inzaghi che viene sotto la curva a mostrare una maglietta che celebra i suoi 100 gol in rossonero), salutano dal centro del campo, applaudono chi li applaude e tornano a testa bassa negli spogliatoi, consapevoli di aver fallito un obiettivo e di dover rimpiangere i molti punti buttati via in un campionato sciagurato. I tifosi hanno già scelto e indicato i responsabili, ringraziando giocatori e staff tecnico (cori per Ancelotti e Tassotti nel finale di partita, oltre che per il solito Gattuso) e invitando la società a muoversi presto e bene sul mercato per rinforzare la squadra (TIRATE FUORI I MILIONI è il coro più gettonato del finale di partita). Nella prossima stagione l'obiettivo primario diventa il campionato e quello scudetto ancora cucito sulle maglie nerazzurre, perchè dopo sei anni il Milan si ritrova in Coppa UEFA; l'ultima volta era la stagione 2001/2002, sì quella del 5 maggio, data che ritorna come una dolce ossessione; è stato bello illudersi ma non sempre i miracoli si ripetono e allora lasciamo lo stadio con un po' di malinconia e tristezza e non solo perchè la stagione è finita e per un po' non ritorneremo a San Siro, che per molti di noi è una sorta di seconda casa. Nonostante tutto è stata comunque una bella festa come si sperava e ciò dimostra il bel rapporto che c'è ancora fra squadra e tifosi; per consolarci ulteriormente guardiamo un'ultima volta le magliette delle bancarelle fuori dallo stadio, quelle che ci ricordano che siamo Campioni del mondo e che un anno fa di questi tempi stavamo partendo per Atene, ma siccome non si può vivere di soli ricordi per non farsi sopraffare dalla nostalgia, è meglio sognare l'obiettivo della prossima stagione, ovvero quello di impugnare delle belle forbici per scucire lo scudetto dalle maglie nerazzurre e farlo tornare finalmente sulle casacche della squadra più titolata del mondo!