RONALDINHO LANCIA IL MILAN

RONALDINHO LANCIA IL MILANMilanNews.it
lunedì 20 ottobre 2008, 01:52Vista dalla Curva
di Davide Bin

Primo tempo mediocre chiuso senza reti, ripresa più scoppiettante con tre gol e una vittoria meritata, anche se meno netta di quanto dica il risultato; Milan-Sampdoria si può riassumere così e la soddisfazione per il successo non deve far dimenticare le sofferenze della prima parte di gara e le difficoltà di una squadra che ancora fatica ad essere continua e spettacolare come tutti vorremmo ma che, comunque, riesce a mostrare lampi di classe che permettono di battere gli avversari anche nelle giornate non particolarmente brillanti. Resta da spiegare il motivo per cui il Milan spesso regala il primo tempo agli avversari, salvo poi cambiare atteggiamento nella ripresa; beh, ad essere onesti in questo caso una spiegazione c'è e si chiama Kakà: il Pallone d'Oro non è stato schierato dal primo minuto perchè non se la sentiva dopo una nottata difficile a causa del fuso orario, ma poi è entrato nella ripresa e il Milan ha cambiato marcia anche perchè le sue accelerazioni sono state importanti per mettere in difficoltà una difesa che fino a quel punto non aveva per nulla faticato a contenere gli sterili assalti di un Milan lento e stucchevole. A proposito di piedi buoni, ci ha pensato Ronaldinho a mettere la firma sul successo rossonero, con un gol su rigore ed un altro con un diagonale preciso e angolato dall'interno dell'area dopo un duetto con Kakà; altri due gol sotto la Sud, dopo quello nel derby, che hanno mandato in delirio i tifosi rossoneri e dimostrato che il Gaucho ha un buon feeling con quella porta sotto la curva rossonera. Il campione brasiliano sta crescendo partita dopo partita, non è ancora al massimo ma regala già giocate da applausi, quindi viene da chiedersi cosa potrà fare quando raggiungerà finalmente l'apice della forma fisica. Per il momento godiamocelo così e accogliamo con soddisfazione questa vittoria contro la Sampdoria, perchè dopo un avvio difficile di partita nessuno avrebbe potuto immaginare un successo così netto e rotondo, che permette al Milan di scalare altre posizioni in classifica e di proporsi come vera squadra anti-Inter, viste anche le difficoltà della altre "grandi".

Ancelotti, come previsto, non rischia Nesta e affianca Bonera a Maldini, con Jankulovski a sinistra e Antonini, all'esordio da titolare in campionato, al posto dello squalificato Zambrotta; a centrocampo non c'è Gattuso, tornato dalla nazionale con un ginocchio dolorante, sostituito da Flamini, che affianca Ambrosini e Seedorf; Kakà parte dalla panchina e, quindi, l'attacco è composto da Ronaldinho, Pato e Borriello. Impressionante la panchina rossonera, che vede uno accanto all'altro Shevchenko, Inzaghi, Kakà, Emerson, Nesta, oltre a Favalli e Dida...davvero non male! San Siro è discretamente pieno e lo si sapeva, vista la buona prevendita di biglietti: evidentemente è ancora vivo l'entusiasmo per la vittoria nel derby, che nemmeno lo scialbo pareggio di Cagliari ha intaccato; oppure c'è semplicemente la voglia di godersi lo spettacolo che una squadra con tanti campioni e votata all'attacco promette di offrire; sta di fatto che in un momento in cui quasi tutti gli stadi sono desolatamente semivuoti e c'è un calo nella vendita dei biglietti, l'unico pubblico in controtendenza è quello rossonero. La curva accoglie con calore la squadra e accompagna con i soliti cori per tutti i giocatori il riscaldamento in campo, per trascinare fin da subito la squadra verso una vittoria importante per riprendere l'avvicinamento alla vetta dopo il mezzo passo falso di Cagliari.



Purtroppo il primo tempo non è certo divertente e scoppiettante come ci si attendeva: la manovra del Milan è lenta e prevedibile, nessuno riesce a dare ritmo o fantasia al gioco e la Sampdoria non fatica a difendersi e trova anche il modo di procurarci qualche brivido anche in un'insolitamente calda giornata di metà ottobre. Sammarco costringe Abbiati alla non facile respinta, Del Vecchio tenta la spettacolare rovesciata e altre incursioni dei blucerchiati sono potenzialmente pericolose, soprattutto quando la coppia centrale Bonera-Maldini compie qualche svarione o sbavatura. In avanti il Milan crea pochissimo, perchè Seedorf è opaco, il centrocampo (senza Pirlo e Gattuso) è in difficoltà, Borriello non riceve adeguati rifornimenti anche se lotta su ogni pallone con ammirevole impegno, Pato è vivace ma impreciso e pasticcione, Ronaldinho gioca in posizione troppo centrale e si ritrova imbottigliato e ingabbiato dalla difesa avversaria; nonostante ciò è suo l'unico lampo di genio, sotto forma di rapido scambio con Jankulovski che smarca quest ultimo solo davanti a Castellazzi, ma la conclusione del ceco è debole e centrale.

Ancelotti deve inventarsi qualcosa per cambiare il corso di una partita difficile e bloccata e la mossa più ovvia è mandare in campo quello che sembra essere l'unico vero giocatore fondamentale per questa squadra, ovvero Kakà; sarà un caso ma bastano 35 secondi al brasiliano per farsi notare e sfiorare il gol, con un colpo di testa su cross di Jankulovski che finisce fuori di poco. Come si può notare uno dei più presenti negli episodi salienti è Jankulovski, perchè il gioco si sviluppa molto sulla sua fascia, visto che dall'altra parte manca Zambrotta, peraltro sostituito egregiamente da Antonini, uno dei migliori in campo. Anche nell'episodio decisivo c'è lo zampino di Jankulovski, perchè un suo tiro è intercettato da Lucchini con una mano in piena area: rigore ed espulsione per doppia ammonizione del doriano e a chi parla di decisione eccessiva di Damato bisogna ricordare l'uniformità di giudizio dell'arbitro, che nel primo tempo aveva sanzionato con identica severità un fallo simile di Flamini (anche lui ammonito) a centrocampo. Sul dischetto va Ronaldinho, il popolo rossonero trattiene il fiato ma poi può liberare il boato liberatorio quando il tiro angolato del brasiliano supera Castellazzi vanamente proteso in tuffo. Ora la partita è tutta in discesa, perchè la Sampdoria deve sbilanciarsi ed è anche in inferiorità numerica; i doriani tentano di reagire e di mettere in difficoltà il Milan, ma finiscono definitivamente al tappeto quando Ronaldinho duetta con Kakà, riceve il passaggio di ritorno in piena area, controlla di destro e fulmina il portiere di sinistro con un perfido e preciso diagonale. Delirio puro a San Siro per la prima doppietta di Dinho, salutata con un altro balletto sotto la Sud e dall'ovazione del pubblico. Il Milan, finalmente tranquillo, gioca più sciolto e in sicurezza e Borriello sfiora il terzo gol con un delizioso pallonetto prima di lasciare il posto a Inzaghi; applausi per entrambi, a dimostrazione che Borriello è già entrato nel cuore dei tifosi, cuori in cui SuperPippo ha un posto privilegiato ormai da tempo. Inzaghi ha una gran voglia di lasciarsi definitivamente alle spalle i tanti problemi fisici di questo inizio di stagione e lo dimostra andando a segnare il terzo gol: raccoglie un tocco di Ambrosini, scarta il portiere in uscita e deposita in rete, scatenando la sua consueta esultanza sfrenata, accompagnata dai cori del "suo" pubblico. C'è spazio anche per Emerson al posto di Seedorf e il Puma sfiora il gol con un colpo di testa; insomma una partita iniziata in modo difficile e complicato finisce in modo trionfale e al fischio finale i ragazzi rossoneri possono ricevere il meritato applauso della curva e di tutto lo stadio.

Tutto bene ciò che finisce bene: il Milan vince anche se non convince in pieno, ma è inutile fare gli schizzinosi dopo un successo 3-0; certo quel primo tempo scialbo e monotono ha fatto preoccupare e ci ha annoiato, ma Ancelotti è stato bravo ad azzeccare i cambi di uomini e anche tattici (riportando Ronaldinho più defilato sulla sinistra) e la squadra ha saputo cambiare marcia nella ripresa. Poi, come al solito, sono gli episodi a fare la differenza ed è stato quel rigore a spianare la strada al successo; fino a quel momento la Sampdoria aveva tenuto bene il campo e non aveva faticato più di tanto a contenere un Milan poco dinamico e veloce che giocava sotto ritmo, mentre da lì in poi si è visto un Milan più spettacolare e divertente. I rossoneri rimangono a tre punti dalla vetta e riprendono il campionato, dopo la sosta, nel modo migliore, soprattutto dal punto di vista del risultato; per il bel gioco c'è tempo e bisogna migliorare ancora ma è importante poter lavorare con quella calma, serenità e convinzione nei propri mezzi che deriva proprio dai risultati positivi e da una classifica brillante. Il Milan è là, nelle zone alte e vuole rimanerci a lungo, trascinato dalle magie di Ronaldinho, il nuovo messia del popolo rossonero!