Si ricomincia...nel segno del bianconero

Si ricomincia...nel segno del bianconeroMilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
sabato 5 gennaio 2013, 14:51Vista dalla Curva
di Davide Bin
I rossoneri giocano la prima partita del 2013 contro il Siena (poi mercoledì ci sarà la Juve); partita apparentemente facile, ma la difesa è a pezzi e il recente passato insegna che le insidie possono nascondersi dappertutto per questo Milan.

Anno nuovo...vita vecchia! Si sperava che la fine del 2012 avesse portato via con sè i tanti problemi di un anno molto travagliato per mille motivi, invece il Milan affronta la prima partita del nuovo anno in piena emergenza nel reparto difensivo: fra infortunati (Bonera, Yepes e Zapata) e squalificati (Mexes), c'è un solo centrale a disposizione, ovvero Acerbi, oltretutto dato da molti in partenza nel mercato di gennaio, quindi Allegri è costretto a schierare De Sciglio centrale e per fortuna il giovane Mattia ha già giocato in questo ruolo in passato, nel settore giovanile; al suo posto sulla destra Abate, con Constant a sinistra, mentre va un po' meglio negli altri reparti, praticamente al completo (considerando ovviamente il lungo infortunio di De Jong). Il Milan deve ripartire in tutti i sensi: si torna a giocare dopo la sosta e le vacanze natalizie e bisogna tornare a far punti dopo la netta sconfitta di Roma, che non ha permesso ai rossoneri di scavalcare i giallorossi e di rientrare in zona Europa; ora l'obiettivo è girare a quota 30 punti, perchè la prima partita del 2013 è anche l'ultima del girone di andata e, quindi, è già tempo di bilanci, seppur parziali; ovviamente bisogna battere il Siena e la cosa non è così facile come sembra, soprattutto con la difesa a pezzi. La sconfitta di Roma, però, può paradossalmente aver avuto effetti positivi, perchè ha riportato tutto l'ambiente con i piedi per terra e ha fatto capire a chi si era illuso che tutti i problemi fossero già risolti che non è così e che non potevano bastare quattro vittorie consecutive a far sparire come d'incanto tutte le negatività; lo ha sottolineato con grande saggezza da vero capitano Massimo Ambrosini e si spera che lo abbia capito anche la società, che sta sfoltendo la rosa con addii anche eccellenti (per ora quello di Pato, poi si vedrà), ma che deve anche pensare ad offrire ad Allegri i giusti rinforzi, a cominciare, però, non dal reparto avanzato, ma magari da quello difensivo e, perchè no, anche quello centrale, perchè bene o male l'attacco i gol li fa con buona continuità e la partenza di Pato non influisce più di tanto, visto che negli ultimi anni ha giocato pochissimo e in pratica è come se non ci fosse mai stato, mentre la partita contro la Roma ha mostrato tutti i limiti di una difesa imbarazzante e che commette sempre gli stessi errori in situazioni identiche (palloni alti spioventi in area da calcio piazzato) e ha fatto capire che anche a centrocampo spesso si balla e serve una diga davanti alla difesa con il compito di garantire protezione al reparto arretrato. Invece si sentono solo nomi di attaccanti (Balotelli, Drogba ecc.ecc.) e questo sorprende un po', perchè una società che da decenni gestisce una grande squadra come il Milan dovrebbe capire che le priorità sono altre se si vuole centrare qualche traguardo in questa tribolata stagione.

Il nuovo anno si apre nel segno del bianconero: la sfida casalinga contro il Siena è l'antipasto prima del "piatto forte", ovvero la partita di Torino in casa della Juventus, gara unica dei quarti di finale di Coppa Italia, torneo che, vista la situazione, potrebbe essere l'unico vero obiettivo stagionale dei rossoneri; la situazione di classifica in campionato è quella che è e non autorizza grandi sogni (si può sperare in un posto in Europa, ma per la Champions è dura...) e in Europa la strada sembra già sbarrata a livello di ottavi di finale dall'impietoso sorteggio che ha abbinato i rossoneri al Barcellona per la terza volta in poco più di un anno; certo anche l'ostacolo Juventus non è facilmente superabile, soprattutto dovendo giocare allo Juventus Stadium e molto probabilmente con gli stessi problemi difensivi della partita contro il Siena (rientrerà il solo Mexes), ma si tratta di una vera partita da "dentro o fuori" per il Milan, che altrimenti a marzo potrebbe già trovarsi fuori da tutto in una stagione davvero fallimentare (si sapeva fin dall'inizio, ma sarebbe davvero triste...). Ovviamente il pensiero della sfida di mercoledì non deve distrarre dalla partita contro il Siena, che è il fanalino di coda della classifica ma in realtà ha conquistato più punti e senza penalizzazione sarebbe fuori dalla zona B, quindi va affrontato con la massima attenzione e concentrazione; ci vuole il giusto approccio alla partita, quello che spesso il Milan fatica ad avere, regalando l'intero primo tempo agli avversari e cominciando a giocare solo quando la partita si fa difficile, se non addirittura compromessa; è accaduto anche a Roma, è accaduto molto spesso in passato, si spera non accada più e che il motto "anno nuovo, vita nuova" venga rispettato almeno in questo, perchè le rimonte sono esaltanti ed emozionanti, ma non sempre riescono e portano via tantissime energie psico-fisiche. Il Milan ha bisogno di ripartire forte, di tornare subito a vincere, di riprendere a viaggiare spedito per poter ancora sperare di agganciare il trenino dell'alta classifica; ce la può fare, perchè le quattro vittorie consecutive hanno fatto capire che questa squadra può avere un futuro, ma bisogna risolvere tanti problemi ed essere una vera squadra, indipendentemente da chi scende in campo. Intanto nella rosa rossonera non c'è più Pato: scelta dolorosa per la società, la squadra, i tifosi, lo stesso giocatore (che ha lasciato Milanello in lacrime), ma forse è giusto così, perchè il ragazzo ha bisogno di ritrovarsi fisicamente dopo la terribile serie di infortuni e moralmente e, probabilmente, tornare "a casa" in Brasile gli farà bene; doveva essere uno dei pilastri su cui costruire il nuovo Milan, poteva formare con El Shaarawy una coppia d'attacco giovane e devastante per le difese avversarie, invece la sua avventura al Milan finisce (o si interrompe? I ritorni sono sempre possibili, soprattutto al Milan) qui e in modo poco glorioso e la sua ultima apparizione resterà quella a Bruxelles, con un gol in campo e con quell'infelice frase davanti a microfoni e telecamere ("voglio giocare parlerò con il mio procuratore"), che ha fatto capire a tutti che il ragazzo era a disagio e sarebbe stato meglio per tutti fargli cambiare ambiente. Il Milan ora ha un potenziale campione in meno, ma nessuno può rimpiangere un giocatore che negli ultimi anni ha frequentato più l'infermeria che lo spogliatoio; la vita continua e al Papero si può solo augurare buona fortuna e di ritrovare salute e serenità, ma ora bisogna concentrarsi sul futuro del Milan in una stagione che resta complicta e piena di difficoltà; c'è il Siena da affrontare e battere, c'è una classifica da alimentare con tanti punti per tornare in zona Europa, ci sono ostacoli quasi insuperabili da cercare di superare nelle altre competizioni: un programmino niente male, quindi... buon 2013 caro Milan e, come sempre, forza vecchio cuore rossonero!