Sprofondo rossonero

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© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
domenica 20 marzo 2011, 01:51Vista dalla Curva
di Davide Bin
Il Milan gioca male e perde a Palermo e ora il rischio di una clamorosa rimonta dell'Inter è sempre più concreto proprio alla vigilia del derby.

Un girone fa il Milan, dopo la vittoria sul Palermo, si ritrovò in testa alla classifica e cominciò a cullare il sogno scudetto; un girone dopo, la sconfitta contro i rosanero può essere la svolta in negativo che trasforma il sogno in incubo, perchè il Milan non perderà il primato in questa giornata, ma giocando come al Barbera il primo posto ha i giorni contati, ovvero quelli che mancano al derby del 2 aprile. La prestazione dei rossoneri a Palermo è roba da film dell'orrore (e per questo ho scelto di parafrasare la celebre pellicola di Dario Argento nel titolo), perchè la squadra di Allegri è crollata dal punto di vista fisico e mentale ed è stata sconcertante dal primo all'ultimo minuto proprio in una partita che tutti consideravano fondamentale per arrivare a giocarsi il derby con un vantaggio rassicurante in classifica. Difficile credere che sia mancata la voglia di vincere e l'impegno proprio in un'occasione così importante, perchè altrimenti i giocatori sarebbero davvero da manicomio; più facile pensare che la condizione psico-fisica dei rossoneri sia in netto calo proprio nel momento decisivo della stagione e bisognerà capire perchè; inoltre molti giocatori sono sembrati incredibilmente smarriti e senza personalità, in panico totale per l'assenza della loro guida e punto di riferimento, ovvero Zlatan Ibrahimovic, proprio ciò che alla vigilia avevo cercato di esorcizzare dicendo che chi gioca nel Milan non può avere paura in certe occasioni e davanti all'emergenza, ma deve tirare fuori il meglio di sè. Al Barbera è accaduto l'esatto contrario o, molto più semplicemente, ciò che molti temevano secondo logica, perchè una volta andati in difficoltà, gli uomini di Allegri si sono resi conto che non potevano più affidarsi al lancio lungo verso chi non c'era e non sono più riusciti a cavare un ragno dal buco, risultando poco incisivi in attacco, inconcludenti nonostante il maggior possesso palla e il dominio territoriale e in molti frangenti totalmente inoffensivi. In questa partita non erano di fronte solo due squadre, ma anche le loro rispettive serie negative: il Palermo era reduce da cinque sconfitte consecutive in questo campionato, il Milan perdeva regolarmente al Barbera da tre stagioni e, purtroppo, proprio questa serie è rimasta aperta e si è allungata, mentre il Palermo è risorto al cospetto della capolista, per meriti propri ma, soprattutto, per demeriti altrui. Il campanello d'allarme per Allegri era risuonato domenica scorsa nella partita contro il Bari, ma evidentemente il mister rossonero non è riuscito a trovare il metodo per rivitalizzare una squadra senz'anima e per affrontare al meglio l'assenza di Ibra e il castello rossonero, ormai troppo fragile, è miseramente crollato e ora viene davvero il terrore a pensare cosa potrebbe succedere davanti al tornado nerazzurro fra due settimane.

Allegri rispolvera Jankulovski sul lato sinistro della difesa e sull'altra fascia dà fiducia al sempre più positivo Abate, alla centesima partita in serie A; a centrocampo schiera tre mediani "di rottura" e consegna le chiavi del gioco al trequartista Seedorf, con il compito di rifornire e supportare la "strana coppia" Cassano-Pato, che hanno giocato insieme solo 129 minuti e mai dall'inizio, quindi devono cercare l'intesa migliore; in particolare Pato deve sentirsi maggiormente responsabilizzato per l'assenza di Ibra, che lo libera anche del peso della difficile convivenza con un compagno che lo fa spesso sentire in soggezione. In panchina vanno così Robinho, che ha mostrato poca freschezza e lucidità nelle ultime esibizioni, Boateng, che in settimana ha potuto allenarsi poco per i problemi alla caviglia ed Emanuelson, che nella ripresa contro il Bari aveva ben impressionato, ma si sa che per Allegri sono molto importanti anche i cambi, perchè chi subentra deve avere la capacità di "spaccare" la partita come molte volte è successo in questa stagione. Da notare che Allegri non risparmia i due diffidati "eccellenti", Nesta e Gattuso alla vigilia del derby, forse perchè si fida dei due ragazzi e della loro esperienza, forse perchè non può permettersi di lasciarli fuori in una sfida molto importante per i destini del campionato; così Nesta festeggia il compleanno in campo e Gattuso indossa nuovamente la fascia di capitano, sperando che entrambi evitino quel cartellino giallo che farebbe saltare loro il derby. Ovviamente l'assenza di Ibra è molto pesante, ma la minor presenza in area di rigore deve essere compensata dagli inserimenti degli altri attaccanti e dei centrocampisti; il Milan deve dimostrare di saper cambiare pelle senza il suo uomo più decisivo ed è un esame di maturità per tutta la squadra.

Invece ancora una volta l'approccio alla partita è sbagliato, il Milan è pigro, svogliato, lento e prevedibile, subisce la pressione sui portatori di palla da parte dei grintosi giocatori del Palermo e fatica a creare pericoli, nonostante il predominio territoriale. Concentrati sull'assenza di Ibra, forse ci dimentichiamo troppo spesso che manca anche un certo Pirlo, senza il quale il Milan fatica a trovare i giusti ritmi di gioco, soprattutto quando non può affidarsi al lancio lungo verso Ibra; Nesta e Thiago Silva non riescono a far partire l'azione in modo efficace, Gattuso, Van Bommel e Flamini sono ottimi elementi di rottura del gioco avversario ma fra le loro doti migliori non c'è la costruzione del proprio gioco, quindi l'azione stenta proprio in fase di avvio e tutto diventa più complicato. Imperdonabile anche il grave errore in fase difensiva che permette al Palermo di portarsi in vantaggio: in pratica sul pallone spiovente in area ben tre giocatori avversari possono fare quello che vogliono in piena area al cospetto di un improvvisato presepe fuori stagione messo in scena dalla difesa rossonera e per Goian è facile battere Abbiati da posizione favorevole. Lenti e poco reattivi i rossoneri, anche se il gol li sveglia, la reazione è immediata e fa ben sperare: Flamini conquista un angolo con un tiro deviato e il corner viene battuto in modo originale e furbo mettendo in crisi la difesa rosanero, sorpresa dal traversone basso di Jankulovski. Purtroppo poco dopo il ceco è costretto ad uscire per infortunio e al suo posto entra Antonini. Il Milan torna presto a giochicchiare in modo lento e improduttivo e cerca giocate complicate e difficili da realizzare in una metà campo intasata come un strada cittadina nell'ora di punta; c'è poco movimento senza palla, anzi sono proprio tutti fermi e per chi è in possesso della sfera è difficile trovare sbocchi; inoltre manca qualità e, così, l'unico acuto dei rossoneri è un tiro fuori di Cassano, mentre il Palermo è più pericoloso e sfiora il raddoppio più di quanto il Milan non sfiori il pareggio. Insomma un Milan che lascia sconcertati, perchè in chiara difficoltà sul piano fisico e del gioco.

Ci si aspetta una reazione nella ripresa, visto che spesso il Milan ha "buttato via" alcuni primi tempi per poi riscattarsi nei secondi, ma purtroppo questa volta l'attesa è vana; certo va un po' meglio, si prova ad assediare un Palermo che si chiude sempre di più, ma gli spazi sono sempre più stretti, trovare un varco è un'impresa, così come tirare in porta e, quindi, sperare di segnare diventa arduo. Dopo un paio di ripartenze pericolose del Palermo, il Milan trova il primo varco giusto con Seedorf che serve Cassano, ma il tiro del barese viene respinto da Munoz; Allegri prova a gettare nella mischia anche Boateng al posto di Van Bommel, ma il Milan è in netta difficoltà e viene graziato un paio di volte dal Palermo, in particolar modo dall'ex Darmian, che sfiora il palo in scivolata. Piove sul bagnato quando Pato si fa male per concludere un'azione già ferma per fuorigioco; il Papero deve uscire, al suo posto entra Robinho e il Milan rimane senza una vera e propria prima punta in un momento difficile e decisivo. Gli attaccanti rossoneri provano complicati fraseggi stretti in velocità che fanno solo il solletico alla difesa del Palermo e, così, i più pericolosi sono due centrocampisti, ovvero Flamini con un bel tiro di prima intenzione e Gattuso con un insidioso colpo di testa che mette in difficoltà Sirigu. Intanto l'ovvio sbilanciamento in avanti di una squadra che non ha più nulla da perdere, apre autentiche autostrade davanti al Palermo, ma fortunatamente c'è un Thiago Silva in serata di grazia a fermare tutti i potenziali pericoli; un altro che non molla e prova a trascinare i compagni è Abate, un autentico stantuffo sulla fascia destra; Allegri se ne accorge e invita i suoi giocatori ad appoggiare il gioco più frequentemente su di lui, ma questo è un chiaro segnale che c'è la consapevolezza che la pericolosità offensiva del Milan è prossima allo zero e non ci sono altre soluzioni valide. Nel finale il Milan attacca per inerzia, visto che il Palermo è sempre più chiuso e arretrato, ma c'è stanchezza e poca convinzione e sono i rosanero a sfiorare il raddoppio con un altro contropiede sprecato.

Arriva l'inevitabile sconfitta e la tremenda delusione che nasce dal pensiero che lo scudetto che poteva essere in cassaforte ora è fortemente a rischio; una settimana fa a quest'ora sognavamo di andare a +7, ora siamo terrorizzati all'idea di ritrovarci a +2 con il fiato dell'Inter sul collo alla vigilia del derby; l'inerzia è tutta a favore dei nerazzurri, esaltati dalla prospettiva della grande rimonta su un avversario che sembra alle corde, visto che ha segnato solo due gol in quattro partite fra campionato e Champions e uno di questi gol è di Gattuso; gli attaccanti non segnano semplicemente perchè non tirano in porta e così è difficile pensare di difendere il vantaggio in classifica nel confronto diretto. Arduo capire le ragioni di questo crollo verticale, anche se è da qualche tempo che il Milan fa fatica e stenta e, forse, bisognava correre prima ai ripari. In particolare preoccupa il fatto che un po' tutti mancano di brillantezza e di velocità e avversari mediocri come il Bari o in evidente difficoltà come il Palermo fanno un figurone e non faticano a fare risultato contro chi è in testa alla classifica e dovrebbe vincere facilmente secondo logica. Inoltre al Barbera la squadra è sembrata smarrita, senza personalità e lo dimostravano in modo eloquente quei volti spaesati e poco convinti, altro che 11 leoni! Ora bisogna cercare di salvare il salvabile, perchè in fin dei conti il Milan si presenterà al derby ancora davanti in classifica, ma non può essere quello inguardabile e inconcludente visto a Palermo, perchè altrimenti verrebbe spazzato via dall'Inter; dopo una prestazione così è normale vedere tutto nero e lasciarsi andare al pessimismo, ma bisogna cercare di reagire, perchè non è ancora tutto compromesso, a patto di capire il perchè di queste ultime prestazioni deludenti e cercare di trovare la soluzione per riuscire almeno a lottare fino in fondo e non affondare in modo indecoroso come avvenuto a Palermo, in una notte che si vorrebbe dimenticare in fretta se non fosse che bisogna ricordarla bene per non ripeterla più.