TRIPLO PIPPOGOL E IL MILAN SORRIDE
La doppia bella notizia dalla Toscana che auspicavamo alla vigilia della trasferta di Livorno è puntualmente arrivata e il caro vecchio Diavolo torna a sognare un posto in Champions League: tre punti rossoneri a Livorno, un bel pareggio a Firenze, che permette ai rossoneri di dimezzare il distacco dai viola (da quattro a due punti) e allungare sulla Sampdoria, non più appaiata ma dietro di due punti. Il Milan rimane in una sorta di limbo, con vista sul paradiso Champions, con l'inferno appena dietro le spalle e con il purgatorio UEFA che è ancora l'attuale destinazione se il campionato finisse oggi, ma la quart'ultima giornata di campionato, la prima senza anticipi e posticipi, restituisce entusiasmo e voglia di sognare a tutto l'ambiente rossonero. Per la prima volta dopo quasi due mesi il cammino parallelo di Milan e Fiorentina si interrompe e il distacco di quattro punti che sembrava diabolicamente incolmabile comincia ad assottigliarsi; speriamo non sia troppo tardi, visto che mancano solo tre giornate, ma almeno i rossoneri sono entrati in zona sorpasso e ora ogni passo falso dei viola può significare aggancio alla zona Champions, visto che anche solo appaiarli in classifica significherebbe qualificarsi per i preliminari del torneo europeo. Ancora una volta è stato Inzaghi a trascinare i rossoneri e SuperPippo ha voluto esagerare realizzando addirittura una tripletta; nono gol in campionato, otto dei quali realizzati nelle ultime quattro giornate; era da undici anni che Inzaghi non segnava per quattro partite consecutive in campionato e ciò dimostra che l'attaccante è tornato in perfetta forma al momento oppportuno e sta vivendo una seconda giovinezza, ammesso che fosse mai invecchiato, visto che ha sempre segnato con regolarità impressionante, anche se in passato si era concentrato sulle competizioni internazionali. Ma il Milan di Livorno non è solo Inzaghi, visto che SuperPippo si è limitato a concretizzare in rete il bel gioco della squadra: possesso palla quasi ininterrotto e finalmente produttivo; Kakà e Seedorf ispirati; Pirlo tornato puntuale metronomo del gioco e della manovra; Favalli e Bonera propositivi ed efficaci nella spinta sulle fasce; difesa quasi mai in affanno. Il Milan ha controllato la partita in scioltezza, ha affondato i colpi con facilità, ha sbloccato la partita nel primo tempo e l'ha chiusa nella ripresa senza mai soffrire e far soffrire i suoi tifosi e la seconda vittoria con ampio margine in otto giorni dimostra che la squadra rossonera è tornata a girare alla perfezione.
Ancelotti schiera il Milan "campione di tutto" con un paio di varianti obbligate sulla fasce: Bonera sulla destra e Favalli sulla sinistra, ma per il resto è la squadra di Atene, di Montecarlo, di Yokohama, che non vuole "retrocedere" in Coppa UEFA ma vuole continuare a frequentare il salotto buono europeo. Livorno non è un campo facile, soprattutto ora che mancano poche partite, i punti sono pesantissimi in testa e in coda e i toscani hanno assoluto bisogno di vincere per salvarsi. Camolese infoltisce difesa e centrocampo per tentare di bloccare il gioco dei rossoneri a non lasciar loro spazi, un po' come succede solitamente a San Siro, ma nelle ultime settimane il Milan ha ritrovato gioco e incisività in attacco e vuole proseguire il cammino positivo. Un'insidia arriva anche dal primo caldo stagionale, al quale le due squadre non sono abituate, ma non si può farsi condizionare da nulla: bisogna vincere e basta e per farlo servirà una prestazione positiva. Buona la presenza di tifosi rossoneri nel settore loro riservato e stadio di Livorno praticamente pieno per una partita fondamentale per il futuro di entrambe le squadre.
Il Milan inizia con l'atteggiamento giusto: possesso palla costante nella metà campo avversaria, anche se non è facile scardinare una difesa chiusa, ermetica e molto attenta; il pallone gira a destra e a sinistra, si prova ad aggirare dalle fasce e a sfondare centralmente ma non si riesce ad arrivare spesso dalle parti del portiere avversario, che non è il titolare Amelia ma la sua riserva De Lucia. Basta una disattenzione, però, a sbloccare la situazione e ne approfittano i soliti tre dell'attacco rossonero: Seedorf ispira Kakà che si invola sulla sinistra, eludendo la tattica del fuorigioco avversaria e mettendo al centro un pallone basso invitante che Inzaghi appoggia in rete da posizione dubbia (sicuramente al di là dei difensori avversari ma molto probabilmente in linea con il pallone). In questi casi sbloccare la partita è la cosa più difficile e riuscire a farlo già nel primo tempo è fondamentale; i rossoneri non si fermano, continuano a macinare gioco e il posseso palla raggiunge livelli record e imbarazzanti per i livornesi (più del 70% a favore dei rossoneri); l'unica pecca è, come sempre, quella di non riuscire a chiudere la partita e, così, si va al riposo con il vantaggio di un solo gol tutt'altro che rassicurante.
Nella ripresa, però, il Milan dilaga: Inzaghi si avventa in torsione su un cross di Bonera e realizza il secondo gol, poi fa la stessa cosa su un calcio d'angolo di Pirlo e realizza la tripletta personale, chiudendo definitivamente la partita; ormai scatenato sfiora il poker con un tiro di poco sopra la traversa e si trasforma in uomo assist, offrendo a Seedorf un pallone invitate che l'olandese depone in rete siglando la quaterna rossonera. A risultato acquisito, ovvero già dopo il 3-0, Ancelotti ne approfitta per sostituire, saggiamente, i diffidati, in vista del derby: escono Gattuso, Nesta e Favalli, entrano Brocchi, Oddo e Jankulovski e per gli ultimi due si tratta del rientro dopo i rispettivi stop per problemi al ginocchio. L'unico neo in una partita pressochè perfetta è il gol subito da parte di Knezevic con la difesa immobile e statica in occasione di un cross in area, ma sul 4-0 si può perdonare una distrazione ininfluente; nel finale il Livorno tenta di ridurre ulteriormente il passivo ma non crea grossi problemi alla difesa rossonera e, così, la partita si chiude in bellezza con una vittoria importante, che diventa ancor più fondamentale quando i giocatori stanno già rientrando negli spogliatoi, visto che il gol più bello della giornata lo realizza... Gastaldello a Firenze al 93°; viola e blucerchiati pareggiano, il Milan avvicina la Fiorentina e stacca la Sampdoria e la giornata da positiva diventa perfetta.
Un ottimo Milan che non ha nemmeno dovuto impegnarsi più di tanto per segnare a valanga e vincere: non c'è stato bisogno di alzare i ritmi, di assediare la difesa avversaria, di sudare le proverbiali sette camicie per piegare un Livorno dimesso, che aveva impostato la partita sulla difensiva e una volta trovatosi in svantaggio non è stato capace di reagire. I rossoneri hanno dimostrato ancora una volta di aver ritrovato gioco e pericolosità in attacco e ciò aumenta i rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato: da qualche settimana il Milan gioca un buon calcio e segna con continuità impressionante; merito di Pippogol, particolarmente ispirato e che ha riversato sul campionato tutte le reti che evidentemente aveva tenuto in serbo per le sfide decisve di Champions alle quali, però, questa volta il Milan non è mai arrivato e che si sarebbero dovute disputare proprio in questi giorni; merito di una squadra che ha ritrovato la sua miglior formazione, tutti i suoi campioni, la forma fisica e, quindi, gol e risultati positivi. Questo Milan non può rimanere fuori dalla Champions, perchè questo è il Milan che la Champions l'ha vinta meno di un anno fa: divertimento, spettacolo e risultati positivi ora arrivano e lo dimostra il fatto che la squadra ha segnato nove gol in due partite contro Reggina e Livorno, le stesse avversarie con cui aveva stentato a fine gennaio-metà febbraio in occasione dei recuperi delle due partite rinviate a dicembre per permettere al Milan di volare in Giappone a vincere il Mondiale per club. Un miglioramento netto e impressionante: con questo Inzaghi è tutto più facile, perchè ogni pallone vagante in area è gol; con questo Kakà le difese avversarie tremano; con Seedorf e Pirlo tornati in buone condizioni c'è più inventiva e fantasia. Resta il rimpianto di non averli avuti a disposizione o non averli avuti in queste condizioni nel momento opportuno, ovvero contro l'Arsenal; resta il rimpianto di non aver avuto una rosa in grado di evitare che i migliori fossero costretti a giocare troppe partite ravvicinate quando si scendeva in campo ogni tre giorni, ma ormai è inutile piangere sul latte versato ed è meglio puntare a salvare il salvabile. Dopo la bella giornata appena vissuta, con due ottime notizie arrivate dalla Toscana, ora giunge il derby, partita da vincere assolutamente per vari motivi, ma adesso, con un Milan così, si può sognare altre soddisfazioni e altre giornate in cui sorridere!
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