VERSO GENOA-MILAN

VERSO GENOA-MILAN
venerdì 12 settembre 2008, 15:09Vista dalla Curva
di Davide Bin

Siamo solo alla seconda giornata di campionato e c'è già aria di ultima spiaggia nell'ambiente rossonero; colpa del disastroso andamento delle amichevoli estive, concluse "alla grande" con la netta sconfitta di Lugano contro una squadra di serie B svizzera. Certamente l'invito a non drammatizzare risultati ininfluenti ottenuti da formazioni rimaneggiatissime non è stato accolto dalla stragrande maggioranza dei mass-media, che parlano già di clima teso in casa Milan, di allenatore che rischia il posto in caso di insuccesso a Genova e di gravi problemi da risolvere per una squadra allo sbando; insomma solite chiacchiere e consuete esagerazioni per creare ad arte polemiche, ma non si può negare che un po' di malumore e nervosismo serpeggi a Milanello e dintorni e lo dimostra il rifiuto a presentarsi alla conferenza stampa del dopopartita a Lugano di Ancelotti, che per la prima volta si è comportato così da quando è al Milan. Sicuramente la partita di Genova assume un significato particolare e un'importanza che non avrebbe avuto se le cose fossero andate come dovevano andare dal 16 luglio in poi; il MIlan è chiamato ad un pronto riscatto, ancor più impellente se si considera che i rossoneri hanno già perso la prima partita di campionato in casa contro il Bologna e non possono permettersi altri passi falsi se non vogliono vedersi costretti all'ennesima partenza ad handicap in campionato, come successo nelle due scorse stagioni, prima per colpe altrui (penalizzazione per Calciopoli) e poi per colpe proprie (risultati modesti all'inizio dello scorso campionato). Fortunatamente il Milan recupera tutti i nazionali che non hanno partecipato all'amichevole incriminata di Lugano in quanto impegnati nelle qualificazioni mondiali, anche se mancheranno gli infortunati Inzaghi, Gattuso e Nesta; Ancelotti è chiamato a valutare le condizioni di chi ha giocato mercoledì e, soprattutto, di chi, come Ronaldinho, ha dovuto anche sobbarcarsi l'ulteriore fatica di un viaggio intercontinentale, ma sembra diffcile che il mister lasci fuori l'unico elemento che ha dimostrato di saper dare inventiva e fantasia ad un gioco ultimamente molto prevedibile e poco incisivo. Inoltre l'allenatore deve trovare i giusti equilibri per non lasciare troppo scoperta una difesa già di per sè non certo impenetrabile e per evitare che i centrocampisti debbano ammazzarsi di fatica e arrivare a fine partita stremati e con la lingua a penzoloni.

Tutti problemi che i più accorti e pessimisti avevano già segnalato alla fine della scorsa stagione e nel corso del mercato, anche e soprattutto dopo il "colpo" Ronaldinho e che si sono addirittura amplificati con una campagna acquisti rivolta solo a rinforzare il reparto d'attacco, infischiandosene del fatto che mancava un portiere sicuro e affidabile come i vari Buffon, Julio Cesar o Frey, che la difesa non dava garanzie e che il centrocampo aveva bisogno di numerose e valide alternative. Essendo risaputo che al Milan la campagna acquisti la fa la società, il tecnico non ha voce in capitolo ed è tenuto a gestire, allenare e mandare in campo i giocatori messi a disposizione dalla dirigenza, mi sembra quantomeno inopportuno mettere fin d'ora sulla lista degli imputati il povero Ancelotti per colpe non sue, visto anche che per tutta estate non ha potuto provare schemi e soluzioni tattiche per via delle tante assenze, fra le quali quella di Ronaldinho, mandato alle Olimpiadi per gentile concessione di quella società che aveva negato lo stesso permesso a Kakà. Comunque sono sicuro che Ancelotti non rischia certo il posto e non verrà mai messo in discussione da dirigenti ben consapevoli del fatto che lui è uno dei pochi, se non l'unico, allenatore che non fa richieste per la campagna acquisti o se anche le fa non si arrabbia se non vengono esaudite, che si dimostra "aziendalista" e allineato alla linea societaria e non si lamenta mai in pubblico, limitandosi a prendere atto della rosa che gli viene data in gestione al momento del raduno e sforzandosi (spesso riuscendoci) di trovare soluzioni tattiche geniali per far coesistere tanti campioni e giocatori che apparentemente non potrebbero essere schierati contemporaneamente. Se il Milan ha vinto tanto in questi ultimi anni lo deve proprio alla bravura e alle doti umane e gestionali di Ancelotti, che in alcuni casi (vedi ultima Champions vinta) ha compiuto veri e propri miracoli, quindi sarebbe quantomeno bizzarro metterlo in discussione proprio ora che le sue responsabilità sono limitate e marginali. In questi casi e quando la situazione è delicata bisogna essere bravi a restare uniti, non farsi prendere dall'ansia e dal nervosismo e a remare tutti nella stessa direzione: parlo dei giocatori, del tecnico, dei dirigenti, ma anche dei tifosi, che devono evitare lamentele, critiche esagerate e contestazioni; la stagione è appena iniziata e il Milan ha le potenzialità per far bene, a cominciare dalla trasferta di Genova; l'importante è crederci tutti insieme, come abbiamo sempre fatto, per uscire al più presto dal momento difficile e ricominciare a divertirci e a sognare.