VERSO LECCE-MILAN

VERSO LECCE-MILANMilanNews.it
domenica 9 novembre 2008, 08:24Vista dalla Curva
di Davide Bin

Archiviata la settimana dei primati, in cui il Milan, con due vittorie casalinghe per 1-0 siglate da Ronaldinho, è balzato in testa alla classifica del campionato e del girone di Coppa UEFA, i rossoneri affrontano l'insidiosa trasferta di Lecce per difendere il primato solitario appena conquistato dopo ben quattro anni e mezzo; storicamente Lecce è un campo ostico per il Milan, che proprio nei primi due di questi quattro anni intercorsi fra un primato solitario e l'altro ha perso per strada, in Salento e nel finale di stagione, punti importanti nei duelli in testa alla classifica con la Juventus; le sentenze di Calciopoli hanno di fatto riscritto le classifiche di quei campionati, ma la sconfitta dell'aprile 2006 fu lungamente rimpianta perchè costò di fatto lo scudetto di quella stagione, mentre il pareggio 2-2 del maggio 2005 permise alla Juventus di vincere matematicamente lo scudetto (poi revocato) nella giornata seguente lo scontro diretto di San Siro (vinto dai bianconeri); questa breve storia degli ultimi precedenti fra Lecce e Milan dimostra che i rossoneri ultimamente hanno sempre sofferto contro i giallorossi pugliesi e, anche a livello scaramantico, sarebbe meglio non perdere punti allo stadio di Via del Mare, nonostante questa volta la partita si giochi nel girone di andata e parlare di scudetto sia prematuro. Sarebbe molto importante vincere a Lecce, per difendere il primato appena conquistato e dare ulteriore fiducia, carica e coraggio a tutto l'ambiente, mentre subire subito un controsorpasso da parte di qualche rivale (la classifica è molto corta e compatta) influirebbe sul morale di tutti. Ormai abbiamo imparato che queste sono le sfide più temibili per i rossoneri, quelle in cui si rischiano più facilmente distrazioni e brutte sorprese, se non le si affrontano con la concentrazione giusta e il rispetto che tutte le squadre del campionato italiano (e non solo) meritano. Il Milan è reduce da sei vittorie consecutive fra campionato e coppa e, più in generale, da una striscia di dodici risultati utili consecutivi dopo la doppia inaspettata sconfitta nelle prime due giornate di campionato. Molti di questi risultati, tutte vittorie a parte lo scialbo pareggio di Cagliari, sono stati ottenuti soffrendo e stentando, a volte giocando male e spesso risolvendo la partita nel finale e con una magia di uno dei tanti campioni presenti in rosa (Kakà a Bergamo, Ronaldinho contro Napoli e Braga tanto per fare un paio di esempi), a dimostrazione che i rossoneri hanno momentaneamente lasciato da parte lo spettacolo ed il bel gioco per diventare concreti al limite del cinismo; in fondo è così che si vincono i campionati, ma sembra strano che proprio nella stagione in cui la società ha allestito una rosa ricca di campioni e Palloni d'Oro soprattutto nel reparto avanzato, il Milan vinca le partite con un golletto e via e lasciando spesso l'iniziativa agli avversari, mentre la tanto bistrattata difesa è la meno battuta del campionato. C'è sicuramente la mano di Ancelotti in questa metamorfosi, avvenuta dopo le due batoste consecutive contro Bologna e Genoa: ha saputo compattare il gruppo, ha fatto in modo che tutti remassero nella stessa direzione, ha convinto i giocatori a ricercare con feroce determinazione il risultato prima ancora del bel gioco, perchè dar spettacolo è gratificante ma vincere lo è ancor di più. Ovviamente l'obiettivo è quello di sempre del Milan berlusconiano, ovvero vincere e convincere, cioè giocare bene, ma per il momento va bene così e i risultati si vedono.



Dopo il robusto turn-over e la formazione un po' particolare schierata contro i portoghesi dello Sporting Braga, Ancelotti torna all'antico, ovvero al doppio trequartista (Kakà e Ronaldinho) dietro all'ariete Borriello; dei tre solo Ronaldinho ha giocato uno spezzone di partita in coppa ed è stato decisivo con il meraviglioso gol che a pochi secondi dal termine del recupero ha regalato la vittoria la Milan e gettato nella disperazione gli avversari che già pregustavano lo storico (e meritato) risultato positivo nella Scala del calcio Non dovrebbe, quindi, esserci la scusante della stanchezza derivante dall'aver giocato al giovedì sera e il discorso vale anche per gli altri reparti: a centrocampo è ancora indisponibile Ambrosini per un problema al polpaccio (al suo posto Flamini o Emerson) e rientra Seedorf, che ha giocato uno spezzone di partita giovedì; per Gattuso niente riposo ma lui è speciale, unico, infaticabile, indistruttibile, inossidabile: lascia ai comuni mortali problemi come la fatica e la stanchezza e gioca con una continuità impressionante e in modo splendido, correndo come un matto, lottando su ogni pallone come suo solito ma esibendosi anche in giocate sopraffine e in assist per lui inusuali; in pratica sta vivendo forse il momento migliore da quando è al Milan. In difesa rientrano il portiere Abbiati, Zambrotta e Bonera, che dovrebbe affiancare Kaladze, visto che Maldini è ancora indisponibile e Senderos ha dimostrato di aver ancora bisogno di tempo per recuperare la forma migliore e inserirsi al meglio nei meccanismi della difesa rossonera. In pratica, a conti fatti, sono ben otto i cambi nella formazione titolare rispetto alla sfida di giovedì, tanto per eliminare a priori l'alibi della stanchezza derivante dall'aver giocato contro lo Sporting Braga. Ancelotti si è definitivamente convertito alla filosofia del turn-over e il fatto che l'infermeria non sia più affollata come ad inizio stagione e tutti i giocatori diano il loro contributo quando vengono chiamati in causa senza pregiudicare il risultato delle partite lo aiuta nelle scelte; in passato non avveniva e proprio nella sopra citata partita di Lecce dell'aprile 2006, il Milan perse punti importanti in classifica giocando con molte seconde linee nell'anticipo di campionato, perchè pochi giorni dopo era in programma la fondamentale sfida di ritorno dei quarti di finale di Champions contro il Lione (vinta 3-1 dopo lo 0-0 dell'andata). L'allenatore ha capito che il turn-over è fondamentale per arrivare a fine stagione ancora freschi e pimpanti; i giocatori, dal canto loro, per il momento accettano serenamente panchine e tribune senza mugugnare troppo, anche perchè i risultati positivi aiutano a mantenere sereno l'ambiente; insomma tutto sembra procedere per il meglio e per questo l'esigenza di una vittoria a Lecce è ancor più pressante, in modo da non rovinare tutto proprio sul più bello. Per fortuna questo "nuovo" (nello spirito) Milan ancelottiano ha imparato a giocare da provinciale con le provinciali e da grande contro le grandi e questo ci fa stare più tranquilli, ma guai a distrarsi: la squadra allenata dal "milanista" Beretta non aspetta altro per farci un brutto scherzo, quindi massima attenzione e concentrazione per mantenere la vetta della classifica e continuare a correre spediti verso quello scudetto ancora così terribilmente lontano, visto che siamo solo all'undicesima giornata e la concorrenza è numerosa e agguerrita.