VERSO-MILAN-CAGLIARI

VERSO-MILAN-CAGLIARI
venerdì 4 aprile 2008, 16:10Vista dalla Curva
di Davide Bin

San Siro accende i riflettori per l'ultimo impegno serale casalingo di questa stagione; la sfida contro il Cagliari ha assunto improvvisamente i connotati da ultima spiaggia per un Milan reduce da tre sconfitte consecutive in casa fra campionato e coppa e che non può più permettersi altri passi falsi se vuole continuare a mantenere accesa la fiammella della speranza di una qualificazione per la prossima Champions League che appare sempre più una chimera, non tanto per i punti di distacco dalla Fiorentina (gli stessi che la Roma ha dall'Inter e se sperano i giallorossi...), quanto perchè la squadra sembra inghiottita dal vortice di una crisi irreversibile e difficile da risolvere. Domenica scorsa i rossoneri sono usciti dal campo battuti dall'Atalanta e fischiati dal proprio pubblico quindi, prima ancora che al quarto posto, bisogna puntare ad un riscatto tecnico e morale, bisogna ricucire il rapporto con i tifosi, forse ingenerosi, forse ingiusti ma logicamente esasperati da un rendimeto casalingo da squadra da retrocessione. Il tifoso rossonero è sempre stato generoso e paziente, capace di seguire la squadra in serie B e negli anni bui con molto più affetto rispetto ad ora; adesso, oltre alla logica assuefazione alle tante vittorie, che porta a pretendere sempre di più dalla squadra e a sognare successi a getto continuo praticamente impossibili, c'è anche il comprensibile smarrimento di chi non riesce a capire perchè una squadra campione d'Europa e del Mondo riesca a mettere insieme solo quattro vittorie in campionato davanti al proprio pubblico. I motivi tecnici e tattici ci sono e sono stati già spiegati varie volte, quindi inutile ripeterli, ma per molti resta comunque un mistero, soprattutto se paragonato all'ottimo rendimento in trasferta. Ora il Milan ha la possibilità di riscattarsi almeno in parte, con un finale di campionato degno del suo nome e del suo blasone, ma non sarà per nulla facile, a cominciare dalla partita contro un Cagliari che, contrariamente a quanto dice la classifica, è una delle squadre più in forma in questo momento e ha fatto soffrire (e costretto al pareggio) anche la Roma sabato scorso.

A caldo, dopo la bruciante sconfitta contro l'Atalanta, Ancelotti ha preannunciato grosse novità per la partita contro i sardi, poi, sicuramente, ci ha pensato su, il tempo è passato, la rabbia è sbollita e parallelamente è cresciuta la consapevolezza che più di tanto non si può cambiare in questo momento, perchè la rosa è impoverita dagli infortuni e la stagione volge ormai al termine. Qualche cambiamento di uomini (Kakà e Inzaghi nuovamente a disposizione ma si è fatto male Oddo...), qualche leggera modifica tattica (centrocampo a quattro e Kakà punta al fianco di Pato); ecco tutto quello che il mister può fare, anche se finalmente ha avuto la possibilità di allenare a dovere e "torchiare" la squadra, sia con sedute atletiche intense, sia con riunioni tecniche praticamente inedite per lui e per il suo gruppo; nonostante si tratti di una squadra che si conosce a memoria, evidentemente Ancelotti ha sentito l'esigenza di chiarire faccia a faccia con tutti ciò che non ha gradito della prestazione contro l'Atalanta e, più in generale, di un periodo con poche gioie e soddisfazioni e speriamo sia riuscito a caricare a dovere i suoi ragazzi, per convincerli che si può ancora fare un finale di stagione dignitoso e, se fine del ciclo dovrà essere, chiudere un'era fantastica in modo adeguato e non con un crollo verticale indegno di un gruppo che meno di un anno fa ancora stava incantando l'Europa con prestazioni meravigliose. Orgoglio, grinta e determinazione per tornare ad essere il Milan; in fondo è solo questo che noi tifosi chiediamo alla squadra, più ancora che i risultati; domenica scorsa, non è piaciuto l'atteggiamento iniziale della squadra, il suo approccio alla partita, molle, svagato, blando, quasi si trattasse di un amichevole e non di una sfida da vincere a tutti i costi; per questo molti hanno fischiato ma i più attenti avranno notato che a fine partita i fischi erano meno numerosi e intensi e c'era anche qualche applauso, perchè molti avevano gradito la reazione orgogliosa, anche se non ha portato frutti sotto forma di risultato positivo e punti in classifica. I problemi non possono essere svaniti in una sola settimana e non si preannuncia certo una serata tranquilla e trionfale, ma dobbiamo cercare di uscire tutti insieme dal momento difficile: noi tifosi con la pazienza e l'inicitamento caloroso nonostante tutto, i giocatori con una prestazione generosa, piena di grinta e, perchè no, anche divertente, per regalarci finalmente una soddisfazione che a San Siro attendiamo da tanto tempo. Lottiamo insieme, con il diavolo in corpo, come abbiamo sempre fatto; Milan-Cagliari non sarà una finale di Champions League, ma l'impegno e la voglia di vincere devono essere gli stessi, per trasformare definitivamente i fischi in applausi.