VERSO MILAN-CATANIA
Il Milan, sotto accusa per i troppi gol subiti e per i risultati negativi (tre pareggi e due sconfitte nelle ultime cinque partite), prova a risollevarsi nella partita casalinga contro il Catania; fino ad ora il rendimento interno in campionato della squadra di Ancelotti, sconfitta contro il Bologna a parte, è stato positivo e semmai i problemi sono venuti nelle partite in trasferta. Bisogna tornare al più presto alla vittoria, perchè l'Inter sta scappando via e sarebbe davvero deprimente dover accantonare il sogno scudetto già prima di Natale, visto che il tricolore era il primo obiettivo stagionale. L'eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Lazio, però, non ha certo contribuito a rasserenare gli animi e, unita al tracollo di Palermo di domenica scorsa, ha fatto capire in modo inequivocabile che il Milan sta attraversando un periodo difficile. I motivi sono tanti e tutti si sono sbizzarriti a ricordarli in questi giorni: PierSilvio Berlusconi ha dichiarato che sarebbe stato necessario rinforzare difesa e centrocampo e quindi, indirettamente, ha criticato chi ha svolto la campagna acquisti estiva (forse certe cose era meglio dirle in estate e non ora...); Kakà ha ammesso timidamente e candidamente che la presenza di Ronaldinho lo limita un po', perchè gli toglie spazio e lo costringe a giocare in una posizione più arretrata e defilata; lo staff tecnico e la dirigenza hanno confessato che la squadra corre poco e in certe partite non ha la tensione e la concentrazione giusta; l'infermeria è sempre piena e appena un giocatore guarisce un altro si ferma e così l'allenatore è sempre costretto a cambiare formazione, moduli e schemi; la rosa del Milan, definita in estate "straordinaria" in quanto costruita con una campagna acquisti "imponente" (i virgolettati si riferiscono a definizioni di Galliani) mostra tutte le sue lacune, se si pensa che Borriello non ha un sosia, nonostante i tanti attaccanti in rosa, Nesta viene rimpianto ad ogni cross in area rossonera e Gattuso dovrebbe giocare ininterrottamente, perchè è l'unico che corre per tutti e le sue assenze creano conseguenze drammatiche e devastanti (quattro partite senza Ringhio, quattro sconfitte). Tutte cose che i tifosi rossoneri, spesso più saggi e previdenti degli stessi dirigenti, avevano capito e sottolineato fin dal maggio scorso, ma i loro appelli ad una campagna acquisti intelligente e mirata sono caduti nel vuoto e quello che in estate ho definito il "delirio Ronaldinho", ovvero lo smisurato entusiasmo per l'arrivo del Gaucho, ha fatto passare in secondo piano, se non addirittura dimenticare, che c'erano ancora problemi che sono rimasti irrisolti. Comunque non bisogna nemmeno cadere nell'errore di fare i disfattisti e i pessimisti ad oltranza, pensando che due sconfitte possano aver cancellato sedici risultati utili consecutivi; il pessimismo e la depressione non aiutano certo la squadra a risollevarsi e uscire dal momento critico, quindi meglio stringersi attorno ai ragazzi e continuare ad incitarli per riprendere con pazienza e impegno il cammino in campionato. In fondo anche dopo le due sconfitte iniziali lo scenario sembrava apocalittico, poi ai primi di novembre il Milan è arrivato addirittura al primo posto solitario in campionato, cosa che non accadeva da ben quattro anni e mezzo. Bisogna aver fiducia e confidare nel fatto che il talento dei tanti campioni presenti in rosa e lo smisurato orgoglio di un gruppo che tante volte è risorto dalle proprie ceneri come l'araba fenice possano ancora una volta produrre una reazione, colmare le lacune della squadra e far passare in secondo piano i problemi.
Purtroppo la sfida contro il Catania non nasce sotto i migliori auspici: gli infortunati sono ancora tanti e capire quale formazione potrà schierare Ancelotti non è facile: in difesa, all'assenza ormai "eterna" di Nesta, si è aggiunta quella più recente di Bonera, uno dei più positivi in questo periodo; a centrocampo e in attacco è vera e propria emergenza, visto che sono indisponibili i vari Pirlo, Ambrosini, Seedorf, Inzaghi e Borriello, mentre Pato non è nelle migliori condizioni; per fortuna rientra l'insostituibile Gattuso e il gol di mercoledì potrebbe aver sbloccato Shevchenko, che dovrebbe essere la punta là davanti, con Ronaldinho e Kakà alle sue spalle, sperando che...non si pestino troppo i piedi, viste le recenti e già citate dichiarazioni dell'ormai ex Pallone d'Oro Kakà.
Speriamo che siano molti i tifosi rossoneri che decideranno di raggiungere San Siro per seguire la partita e tifare Milan, anche se, purtroppo, sono tanti i motivi che potebbero spingerli altrove: il freddo, il ponte di Sant'Ambrogio, lo shopping natalizio, la delusione per gli ultimi risultati negativi e chi più ne ha più ne metta. Certo ci sarà più gente (e ci mancherebbe...) rispetto ai 3905 eroici spettatori che hanno sfidato il gelo per Milan-Lazio di Coppa Italia, ma è ovvio che la squadra deve contribuire a far tornare l'entusiasmo nel popolo rossonero con una vittoria e, possibilmente, giocando anche un buon calcio. Per farlo è necessario ritrovare la solidità difensiva persa nell'ultimo periodo (nove gol subiti nelle ultime quattro partite) ed un gioco più veloce e produttivo rispetto al monotono "titic e titoc" che rende sterile e inoffensiva la manovra rossonera, permettendo agli avversari di difendersi senza affanno e ripartire in modo insidioso. Facile a dirsi, un po' meno facile metterlo in pratica, soprattutto quando non si può schierare la formazione migliore e le gambe non corrono come dovrebbero, ma bisogna stringere i denti e cercare di ottenere i risultati con grinta e determinazione, perchè il campionato è entrato nel vivo, i punti persi sono già tanti e non si può più sbagliare!
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