VERSO MILAN-FIORENTINA
Avrei voluto, come sempre in questi articoli della vigilia, parlare di formazioni, di moduli, di scelte dell'allenatore, dell'attesa per una partita importante, cioè l'ultima del girone di andata proprio contro la squadra che nella scorsa stagione ha soffiato sul filo di lana il quarto posto al Milan e, di conseguenza, il diritto a giocare l'attuale Champions League. Avrei voluto parlare del ritorno di Gilardino a Milano da avversario, delle magie di Pato e, perchè no, anche dei problemi della difesa, perchè qualunque argomento sarebbe stato meglio di quello al quale tutti i tifosi rossoneri sono costretti a pensare in queste ore. Ovviamente il "caso Kakà" fa passare in secondo piano qualunque altro discorso e inevitabilmente la serata di Milan-Fiorentina sarà molto diversa da quelle che doveva essere: il popolo rossonero ha l'occasione di dire la sua con striscioni, cori, manifestazioni di dissenso e contestazioni su ciò che sta avvenendo o potrebbe avvenire ma che nessuno vorrebbe si realizzasse, ovvero il trasferimento di Kakà al Manchester City. I tifosi rossoneri in queste ore si sono già fatti vedere e sentire davanti alla sede di Via Turati, ma è ovvio che San Siro è il luogo ideale in cui far capire il pensiero comune che, ovviamente, si riassume in una semplice frase: KAKA' NON SI TOCCA! Ovviamente la speranza è che tutto si svolga con civiltà ed educazione, ma è chiaro che ci vuole fermezza e convinzione per far capire al giocatore, regolarmente convocato e alla società quale sia il sentimento e la volontà dei tifosi. Mettere in chiaro la trattativa in corso per la cessione di Kakà potrebbe essere anche un modo per sondare l'umore della gente e, proprio per questo, bisogna far capire in modo inequivocabile che nessuno vuole anche minimamente pensare ad un Milan senza Kakà, perchè il campione brasiliano era ed è considerato una bandiera e, si sa, le bandiere non si ammainano tanto facilmente e, men che meno, vengono vendute, qualunque sia l'offerta. Una dura e ferma presa di posizione potrebbe far cambiare idea soprattutto alla società, visto che il giocatore il suo pensiero l'ha già espresso e vorrebbe rimanere al Milan, ma la mia impressione è che, come sempre in questi ultimi tempi, la volontà dei tifosi conterà poco o nulla, perchè quando ci sono in ballo cifre simili anche i sentimenti e il romanticismo vanno a farsi benedire.
Comunque mi sembra giusto sottolineare che altre volte in passato è capitato che il Milan abbia dovuto a rinunciare a campioni, bandiere e giocatori importanti, per motivi anche molto diversi da quelli che porterebbero all'addio di Kakà; parlo di gente come Van Basten, Gullit, Baresi, Shevchenko, tanto per fare i nomi più illustri e ogni volta si sono sentiti discorsi tragici del tipo "E' finita!" oppure "Senza quel giocatore il Milan non sarà più lo stesso" e via discorrendo; invece il Milan ha continuato a vincere anche senza i sopracitati giocatori e il trauma è stato ben presto superato, quindi ciò avverrà sicuramente anche nel caso in cui Kakà se ne vada. Una delle tante frasi fatte recita che "I giocatori passano, il Milan resta" ed è proprio così: i calciatori cambiano maglia o si ritirano, gli allenatori si alternano, anche presidenti e dirigenti cambiano ma il Milan esiste da più di cent'anni perchè rimangono i suoi tifosi o, meglio, la sua tifoseria intesa come entità perchè, ovviamente, i singoli tifosi non sono eterni neppure loro. Un'altra frase fatta inventata dai tifosi recita "Il Milan siamo noi!" e anche questa è una sacrosanta verità, perchè fino a quando durerà l'infinita passione e l'amore viscerale per i colori rossoneri che i tifosi del Milan manifestano da sempre, squadra e società continueranno ad esistere, altrimenti sono destinati a scomparire, altro che ingaggi faraonici o milioni di euro come fossero noccioline! Il Milan è una squadra e un ambiente speciale anche grazie ad una tifoseria che si è sempre contraddistinta per l'attaccamento alla maglia e a questi colori anche e soprattutto nei momenti difficili e proprio per questo il popolo rossonero meriterebbe un po' più di riconoscenza e di rispetto ma, soprattutto, meriterebbe di non vedere calpestati i propri sentimenti. Se lo ricordi Kakà in queste tormentate ore di riflessione prima di una difficile decisione; se lo ricordi la società che sembra voler ammainare una bandiera e dare un prezzo, seppur altissimo, a sentimenti e romanticismo, nobili virtù che sembrano ormai superate. Questa sera più che mai è importante essere a San Siro per far sentire alta e possente la nostra voce e pretendere che una buona volta venga ascoltata, perchè nessuno ama i colori rossoneri come noi e il nostro amore non deve essere tradito!
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