VERSO MILAN-LAZIO
Il Milan inizia il suo cammino in Coppa Italia, come sempre ultima competizione in ordine d'importanza nella stagione rossonera e affronta la Lazio in una sfida secca da "dentro o fuori", visto che si giocherà solo la partita di San Siro e non anche la partita di ritorno a campi invertiti come avveniva fino alla scorsa stagione. Il continuo cambio di regolamento dimostra quanto sia faticoso trovare la formula giusta per un torneo snobbatissimo in Italia e che assume una certa importanza solo per le squadre che arrivano in fondo e possono consolarsi con la "coppetta" Italia o dare ulteriore lustro ad una stagione positiva. Sia Milan che Lazio arrivano a questa sfida in condizioni precarie; entrambe le squadre stanno attraversando un momento difficile e bisognerà capire quale delle due avrà più voglia di interpretare questa sfida come un'occasione di riscatto e non come un fastidio da eliminare al più presto per concentrarsi su obiettivi più importanti. In un calcio sempre più pieno di partite e impegni, questo è il triste destino di tornei come la Coppa Italia e infatti si è giunti a questa formula ad una sola sfida, sullo stile della Coppa d'Inghilterra, per limitare e dimezzare il fastidio alle squadre, soprattutto alle "grandi", trovare date libere e organizzare sfide più combattute e spettacolari che interessino maggiormente gli spettatori negli stadi e alla televisione. Dalla sfida di questa sera uscirà già la qualificata ai quarti di finale e ciò presuppone che in caso di pareggio al 90° la partita prosegua con supplementari e calci di rigore, eventualità francamente da evitare sia per i "poveri" (e pochi) spettatori allo stadio, che sarebbero sottoposti ad un surplus di freddo, vista la stagione, sia per le squadre, soprattutto il Milan, che sembra un po' in difficoltà dal punto di vista fisico e non ha certo bisogno di fatiche supplementari. I rossoneri sono reduci dalla netta sconfitta di Palermo e in questi casi si fatica a capire se giocare subito in Coppa Italia sia un'utile occasione di riscatto o, al contrario, un fastidio volentieri evitabile. Ancelotti assicura che è importante e positivo giocare subito, tre giorni dopo una delusione, ma è ovvio che interpretare ancora in modo troppo superficiale la partita e ottenere un altro risultato negativo aumenterebbe i malumori nell'ambiente rossonero e amplificherebbe i problemi, quindi si spera che oltre a dichiarare a voce che questa partita è un'importante occasione di riscatto, tecnico e giocatori lo dimostrino sul campo con una prestazione positiva, al di là del risultato.
Scorrendo la lista dei convocati e, soprattutto, quella degli indisponibili, le premesse non sono certo buone: 9 giocatori lasciati a casa per problemi vari, per prudenza o per scelta (Abbiati, Bonera, Nesta, Ambrosini, Pirlo, Borriello, Inzaghi, Pato, Gattuso) e 18 "precettati", ovvero il minimo per comporre una lista da presentare all'arbitro con undici titolari e sette riserve. Preciso subito a scanso di equivoci che non c'è alcun intento polemico in queste mie affermazioni: a parte Abbiati, sano ma non convocato per dare spazio agli altri due portieri, tutti gli altri sono effettivamente indisponibili per motivi fisici e non per volontà di tenerli a riposo snobbando la partita; Bonera, Ambrosini e Borriello hanno problemi muscolari; Inzaghi ha l'influenza, Nesta è ancora a Miami, Gattuso ha il mal di schiena e comunque sarebbe squalificato, Pirlo e Pato hanno delle contusioni che consigliano prudenza, soprattutto in un momento delicato e particolarmente sfortunato dal punto di vista degli infortuni. Ecco allora che la formazione sembra fatta, seguendo anche le indicazioni di Ancelotti in conferenza stampa: Abbiati in porta, Antonini, Senderos, Kaladze e Favalli in difesa; Emerson, Flamini e Seedorf a centrocampo; Shevchenko unica punta con Kakà e Ronaldinho alle spalle, visto che la lista dei convocati è completata da difensori (Jankulovski, Maldini, Zambrotta e Darmian), dal giovane centrocampista Cardacio, dal Primavera Strasser e dal secondo portiere Kalac. Sicuramente non ci sarà il pubblico della grandi occasioni a San Siro: da sempre la Coppa Italia fatica ad attirare le attenzioni dei tifosi rossoneri e se poi ci aggiungiamo il freddo di questi giorni, il fatto che si giochi in un giorno lavorativo, la diretta televisiva da seguire al calduccio sul divano di casa, si possono facilmente ipotizzare i soliti "quattro gatti" infreddoliti che affolleranno (si fa per dire!) gli spalti deserti e ghiacciati dello stadio cercando di sostenere la squadra e farsi sentire. Vincere e passare il turno potrebbe essere importante per ripartire lanciati dopo la sconfitta di Palermo, ma sappiamo benissimo che un'eventuale eliminazione non sarebbe vissuta in casa rossonera come un dramma, perchè gli obiettivi sono altri, anche se la stagione milanista è orfana della competizione da sempre privilegiata, ovvero la Champions League. A noi tifosi piacerebbe vedere sempre il massimo impegno in ogni partita e gradiremmo che non venisse snobbata alcuna competizione, ma siccome abbiamo parlato in questi giorni di una squadra che spesso fatica a trovare le giuste motivazioni addirittura in campionato, pretendere che venga presa sul serio la Coppa Italia sembra una richiesta eccessiva, anche se spero vivamente di sbagliarmi, facendo parte dei "quattro gatti" che questa sera sfideranno il freddo per incitare i ragazzi e spingerli verso la qualificazione.
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