VERSO MILAN-REGGINA
Mentre le voci di mercato si infittiscono, gli elenchi dei partenti, dei confermati, dei nuovi arrivi riempiono le pagine web e dei giornali e cominciano anche gli appelli per trattenere alcuni "insospettabili" che clamorosamente pensano di "cambiare aria" (ad esempio Gattuso), insomma in piena aria di smobilitazione e rifondazione, ci sono, invece, ancora cinque partite da giocare, la prima delle quali a San Siro contro una Reggina in piena e disperata lotta per non retrocedere. Il traguardo del quarto posto è sempre lì a quattro punti e diventa sempre più difficile da raggiungere man mano che le giornate diminuiscono; ovviamente, come ha detto capitan Maldini, il Milan deve provare a vincere tutte le partite che rimangono e vedere se la Fiorentina sarà brava a fare altrettanto. In questa giornata, l'ultima con anticipi e posticipi, i rossoneri scenderanno in campo conoscendo già il risultato della rivale, impegnata sabato sera in casa contro la Fiorentina, ma questo non deve modificare l'approccio e l'atteggiamento della squadra; il Milan deve vincere indipendentemente da ciò che succederà a Firenze, anche solo per mantenere viva la fiammella della speranza se i viola dovessero conquistare i tre punti; ovviamente un passo falso della squadra di Prandelli potrebbe galvanizzare i rossoneri e interrompere quella sorta di cammino parallelo che le due squadre stanno compiendo da qualche settimana: quando la Fiorentina perde il Milan fa altrettanto e non ne approfitta, quando i viola vincono rendono inutile il contemporaneo successo dei rossoneri. E se proprio il successo non dovesse servire per la Champions, può comunque essere utile per un piazzamento UEFA, visto che la giornata prevede anche Sampdoria-Udinese, ovvero il confronto diretto fra chi è alla pari dei rossoneri (la Samp) e chi insegue ad un solo punto di distanza (i bianconeri friulani). Rimanere fuori dalla prossima Champions sarebbe un grosso dispiacere ma bisogna cominciare a prendere in considerazione l'eventualità e in questo caso sarebbe ancor più bruciante fallire anche il piazzamento UEFA; benchè svalutata e poco considerata, si tratta pur sempre di una coppa europea, tra l'altro l'unica che manca nella prestigiosa bacheca di Via Turati e doverla disputare non deve essere considerata una punizione o una "retrocessione" ma un'occasione per puntare a vincerla e dedicare, finalmente, maggiori attenzioni al campionato, negli ultimi anni particolarmente snobbato e obiettivo primario della prossima stagione comunque vadano le cose in questa; lo chiedono i tifosi, lo chiede il presidente (ancora per poco) Berlusconi e così il resto della dirigenza (Galliani in primis), particolarmente innamorato della Champions (forse per motivi economici), deve farsene una ragione e assecondare le altrui volontà.
Milan-Reggina è la classica partita trappola, perchè se la classifica potrebbe far pensare ad un impegno relativamente facile (ammesso che i rossoneri in questo campionato possano avere vita facile a San Siro...), bisogna ricordare che la Reggina viene da una serie di buone prestazioni da quando ha cambiato allenatore, ha battuto la Sampdoria settimana scorsa e deve assolutamente far punti per salvarsi. Come sempre, ormai, i rossoneri hanno problemi di formazione: Ancelotti recupera la coppia centrale Nesta-Kaladze, entrambi squalificati per la sfida di Torino ma perde Ambrosini e Bonera, sempre per squalifica e, soprattutto, capitan Maldini per un problema muscolare che potrebbe costringerlo anche a chiudere in anticipo la stagione; con Jankulovski ancora costretto ad un lavoro differenziato e Oddo appena rientrato in gruppo dopo l'operazione al menisco, Ancelotti deve schierare l'ennesima versione diversa del reparto difensivo e i problemi non sono finiti qui, perchè c'è da scegliere il sostituto di Ambrosini, valutare la condizione di Seedorf (che lavora a parte) e decidere se giocare con una o due punte, visto che Gilardino è disponibile e anche Pato sembra recuperato dopo i misteriosi problemi muscolari (speriamo non si tratti di un recupero affrettato che potrebbe creare ulteriori problemi). Fra le poche sicurezze ci sono Kakà e Inzaghi; non si può prescindere da loro, perchè sono loro due ad aver trascinato il Milan nelle ultime due partite, quella vinta contro il Cagliari e quella immeritatamente persa a Torino contro la Juventus; Ancelotti si affida ancora una volta al Pallone d'Oro e al più prolifico cannoniere europeo di tutti i tempi, agli eroi di Atene, Montecarlo e Yokohama, a coloro che non hanno mai tradito nei momenti decisivi, perchè questo è un momento decisivo, una sorta di ultima spiaggia o di ultimo appello per l'Europa e non si può fallire. Purtroppo non si prevede certo una grande affluenza a San Siro; gran parte del popolo rossonero è depresso e poco invogliato a venire allo stadio per colpa di un campionato deludente soprattutto in casa, ma sono certo che chi sarà presente, soprattutto in curva, starà vicino alla squadra e la sosterrà fino alla fine; i giocatori ci credono ancora, crediamoci anche noi e non lasciamoli soli!
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