VERSO PORTSMOUTH-MILAN
I rossoneri sono in Inghilterra a caccia della matematica qualificazione ai sedicesimi di finale di Coppa UEFA; non si tratta di compiere un'impresa, visto che manca solo un punto da conquistare in due partite, ma la volontà di tutto l'ambiente è di chiudere subito il discorso, per giocare poi una partita ininfluente contro il Wolfsburg il 17 dicembre, tre giorni dopo il big-match di campionato a Torino contro la Juventus. A proposito di Torino, il pareggio di domenica scorsa all'Olimpico contro i granata, ha lasciato un po' di amaro in bocca e strascichi polemici per l'arbitraggio di Farina e le dichiarazioni di Kaladze nel dopo-partita; il giocatore è stato deferito dal procuratore federale e con lui la società rossonera per responsabilità oggettiva; provvedimento dovuto ed inevitabile anche se, come è stato fatto notare, in altre occasioni non c'è stata la stessa inflessibilità di fronte a dichiarazioni ugualmente lesive della reputazione degli arbitri. C’è tanta voglia di dimenticare Torino e voltare pagina e per farlo bisogna fare una bella figura in coppa, cioè giocare bene e strappare quel risultato positivo decisivo per la qualificazione. Alla partenza per l’Inghilterra, Ancelotti ha sottolineato che la sua squadra si sta comportando in modo addirittura superiore alle aspettative, soprattutto se si tiene conto della disastrosa partenza in campionato; in effetti, dopo le prime due sconfitte, il Milan ha ottenuto dodici vittorie e tre pareggi in quindici partite fra campionato e coppa, ma molti fanno notare solo i tre deludenti pareggi in trasferta, dimenticando le tante vittorie che consentono al Milan di essere secondo in classifica in campionato e ad un passo dalla qualificazione in coppa. Giusto, quindi, rivendicare i meriti di una squadra che si sta comportando in modo lusinghiero, ma resta il rammarico perché, con un po’ di attenzione e determinazione in più, il bilancio poteva essere addirittura migliore, mentre proprio quei tre pareggi fanno storcere un po’ il naso ai tifosi più esigenti perché sembrano riproporre un problema evidentemente non risolto in casa rossonera, ovvero quello di buttare via punti preziosi contro le “piccole”, vanificando quanto di buono si ottiene contro le grandi. Tanto per essere chiari, siamo qui a parlare della vigilia di un’insipida partita di Coppa UEFA, proprio perché nella scorsa stagione il Milan, pur dimostrandosi superiore alla Fiorentina negli scontri diretti (pareggio in casa e vittoria a Firenze) le arrivò alle spalle in classifica (fallendo la qualificazione alla Champions League) per colpa dei punti persi contro squadre di medio-bassa classifica; in questa stagione il problema si sta riproponendo e i rossoneri, pur avendo vinto lo scontro diretto con l’Inter, sono a tre lunghezze di distanza dai nerazzurri e il modo migliore per rincorrerli non è certo quello di lasciare punti a Cagliari, Lecce e Torino. Ecco perché la partita a Portsmouth è un importante banco di prova anche in vista della trasferta di Palermo di domenica prossima e tornare dall’Inghilterra con la qualificazione in tasca e dopo una buona prestazione darebbe ulteriore fiducia a tutto l’ambiente.
Ovviamente Ancelotti farà un robusto turn-over rispetto alle gare di campionato, schierando chi solitamente gioca meno e facendo riposare alcuni elementi: spazio a Dida in porta, ad Antonini in difesa, ad Emerson e Flamini a centrocampo e, soprattutto, a Shevchenko e Inzaghi in avanti; dovrebbero giocare anche alcuni teorici titolari in campionato come Zambrotta e Ambrosini, al rientro da infortuni che li hanno tenuti fermi per qualche partita e Kakà, indisponibile per Palermo a causa dell’ammonizione per simulazione (ennesima perla di Farina) rimediata all’ultima azione della partita di Torino e che ha fatto scattare l’automatica squalifica per il diffidato brasiliano; in pratica gli unici dubbi di formazione riguardano i centrali di difesa, visto che Ancelotti deve scegliere due fra Bonera, Kaladze, Senderos e Favalli; per il resto la formazione sembra fatta, sperando che questo Milan “alternativo” basti a far bella figura, anche se parlare di Milan 2 con un trio d’attacco Kakà-Inzaghi-Shevchenko sembra davvero fuori luogo. Le due punte hanno una gran voglia di gol, visto che Super Pippo è stato appena raggiunto da Raul a quota 64 gol nelle coppe europee e vorrà immediatamente ristabilire le distanze, mentre Sheva vuole dimostrare che sta tornando quello di una volta e che meriterebbe maggior considerazione anche in campionato; lo stesso Kakà sarà motivato a far bene, visto che viene da un periodo contraddistinto da prestazioni non molto brillanti e, in fondo, si tratta pur sempre di una partita internazionale in cui ricordare a tutti chi è il Pallone d’Oro tuttora in carica, anche se non frequenta la prestigiosa ribalta della Champions League.
Il Portsmouth, come tutte le squadre inglesi, è una squadra che punta molto sul fisico, sulla corsa e sull’aggressività per mettere in difficoltà gli avversari; la stella è sicuramente l’attaccante Crouch, ben noto ai tifosi rossoneri visto che fino alla scorsa stagione giocava in quel Liverpool che ricorda ai rossoneri sfide ben più importanti di questa. Sulla carta i “pompeys” sono avversari più ostici rispetto a Heerenveen e Braga, già affrontati dal Milan in questo girone e lo dimostra un onorevole settimo posto nella classifica di Premier League; in più ci sarà la solita calda e affascinante atmosfera degli stadi inglesi a rendere la sfida ancor più insidiosa, ma è chiaro che il Milan non deve temere più di tanto avversari teoricamente inferiori e ha tutte le possibilità per ben figurare e uscire dal campo con un risultato positivo, a patto di affrontare la partita con la giusta concentrazione e determinazione. E’ importante proseguire la striscia positiva di risultati, è importante conquistare subito la matematica qualificazione, è importante disputare una buona partita, perché il Milan deve onorare il suo blasone sempre e dovunque, soprattutto in Europa.
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