VERSO TORINO-MILAN

VERSO TORINO-MILANMilanNews.it
sabato 22 novembre 2008, 12:06Vista dalla Curva
di Davide Bin

Per la seconda volta consecutiva il Milan si avvicina all'impegno domenicale senza aver dovuto sostenere sfide infrasettimanali; questa settimana, però, a complicare il lavoro di Ancelotti ci sono state le partite della nazionali, anche se tutti i rossoneri impegnati in giro per il mondo sono tornati in buone condizioni, compresi i brasiliani Kakà e Pato che sono volati nel loro paese per la sfida contro il Portogallo. Da qui fino a Natale, però, niente più settimane vuote: per un mese si gioca ogni tre giorni, in campionato, Coppa UEFA e pure Coppa Italia, con la sfida secca contro la Lazio in programma a San Siro il 3 dicembre. Il "tour de force" inizia all'Olimpico di Torino contro i granata e si concluderà il 21 dicembre a San Siro contro l'Udinese e speriamo di trovare graziosi doni sotto l'albero, ovvero un Milan in vetta al campionato e qualificato sia in Coppa UEFA che in Coppa Italia. La prudenza insegna, però, ad affrontare un impegno per volta e il primo che si presenta è, come già detto, quello di Torino, una specie di esame di riparazione per un Milan che in trasferta stenta molto, segna poco e ottiene risultati altalenanti: il deludente pareggio di Cagliari e quello beffardo di Lecce hanno tarpato le ali ad una squadra che avrebbe potuto già essere in testa alla classifica con un po' più di attenzione e, invece, ha assaporato la frizzante aria di vetta solo per i sette giorni intercorsi fra la vittoria casalinga sul Napoli e la partita di Lecce. Il Torino è quart'ultimo in classifica con soli undici punti, ha molti problemi ed è reduce dalla sconfitta di Catania, ma guai a pensare ad una partita facile e scontata, perchè tutte le volte che i rossoneri l'hanno fatto, anche solo inconsciamente, sono andati incontro a bruttissime sorprese. L'ideale sarebbe abbinare il bel gioco di Lecce con la concretezza mostrata in altre occasioni, ma raramente il Milan ci è riuscito in questa stagione: molte vittorie sono state conquistate con determinazione e cinismo, soffrendo più del lecito e non mostrando quello spettacolo auspicabile per una squadra costruita proprio per essere vincente e convincente. In effetti sorprende un po' la metamorfosi di un gruppo che in passato ha sempre avuto bisogno di disputare grandi partite per vincere, che non aveva la continuità necessaria per competere in tornei lunghi come il campionato e si esaltava nelle sfide "dentro o fuori" di coppa; ora, invece, gli uomini di Ancelotti hanno capito che in campionato non si può essere al massimo della forma e sempre spettacolari per nove mesi di fila, quindi è importante conquistare punti e vittorie anche quando non lo si merita, soffrendo, facendo soffrire i propri tifosi ma compensandoli con successi importanti che tengono vivo il sogno scudetto. Tutti vogliamo fortemente il tricolore, soprattutto ora che la classifica si sta delineando e si prospetta un lungo ed appassionante duello con Juventus e Inter. A proposito delle rivali "storiche", il calendario propone il classico "incrocio" Milano-Torino, quindi oltre a Torino-Milan va in scena Inter-Juventus; qualunque risultato esca a San Siro sarà positivo per i rossoneri, che potrebbero conquistare punti su una delle due rivali se non addirittura su entrambe in caso di pareggio, a patto, però, di conquistare i tre punti contro i granata. I rossoneri, quindi, saranno spettatori interessati davanti alla TV dell'anticipo serale del sabato e poi protagonisti del posticipo della domenica sera, cosa molto frequente in questa stagione anomala in cui il Milan è spesso impegnato al giovedì in Coppa UEFA e la speranza è che alle 22:30 di domenica sera la classifica sia bella da leggere per tutti noi che abbiamo il Milan nel cuore.



Ancelotti ha recuperato quasi tutti gli infortunati: a parte Borriello e il solito Nesta, stanno tutti bene e c'è solo l'imbarazzo della scelta; torna un po' di abbondanza anche a centrocampo con il rientro in gruppo di Ambrosini e, soprattutto, Pirlo. La regia di Andrea è mancata in questi due mesi, ma se il Milan ha sofferto sul piano del gioco, ha saputo sopperire egregiamente per quanto riguarda i risultati; in passato l'assenza di Pirlo, anche per una sola giornata, creava autentici psicodrammi in casa rossonera e quasi inevitabilmente arrivava una brutta prestazione e un risultato negativo; per questo la notizia del grave infortunio muscolare di Pirlo aveva creato molta apprensione e fatto ipotizzare scenari tragici, mentre Ancelotti e i suoi ragazzi sono stati bravi a trovare le giuste alternative e ora Pirlo può riprendere il suo posto di "metronomo" in un Milan ad un solo punto dalla vetta e quasi qualificato alla fase primaverile di Coppa UEFA. Merito di chi, di volta in volta, ha sostituito Pirlo in mezzo al campo, magari con altre caratteristiche ma con impegno, abnegazione e spirito di sacrificio per il bene della squadra: Seedorf si è adattato a giocare qualche metro più indietro rispetto ai suoi gusti e ha sfoderato ottime prestazioni, raggiungendo l'apice nel derby; Gattuso ha scoperto di avere, non solo grandi polmoni, grinta e aggressività, ma anche insospettabili piedi buoni e ha imparato a dirigere il traffico a centrocampo e a sfornare deliziosi assist; insomma, invece di perdersi d'animo rimpiangendo l'insostituibile Pirlo, tutti si sono rimboccati le maniche e hanno dato il meglio di loro stessi per non far notare l'assenza del regista e ora il Milan si riscopre un po' meno "Pirlodipendente" e, quindi, un po' più forte. Ciò non toglie che il rientro di Pirlo sia importante, soprattutto per dare più ordine, geometria e imprevedibilità al gioco al momento dell'inizio della manovra; bisognerà vedere se Ancelotti lo schiererà dal primo minuto oppure opterà per un rientro più "soft" a partita in corso, anche perchè sicuramente ci sarà da lottare con il coltello fra i denti per fronteggiare il proverbiale "cuore Toro" e Pirlo non ha sicuramente il ritmo partita nelle gambe dopo la lunga assenza. Con il rientro di capitan Maldini e Zambrotta, accanto a Jankulovski e all'ormai insostituibile Bonera, la difesa è fatta; a centrocampo dipenderà, appunto, dalle condizioni di Pirlo e Ambrosini (più probabile una loro partenza dalla panchina), mentre Kakà sarà schierato nonostante le fatiche del viaggio transoceanico accanto a Ronaldinho e alle spalle di Pato. Ci aspettiamo un Milan determinato e convinto, che sappia sfidare il Toro con le sue stesse armi, ovvero aggressività e grinta, ma anche sovrastarlo con la forza del suo gioco e la classe dei suoi campioni, perchè vincere a Torino è importante per la classifica e riuscirci giocando bene dimostrerebbe definitivamente che non c'è un Milan da casa e uno da trasferta ma una squadra sola, unita e compatta per volare in vetta.