Vietato rallentare

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sabato 27 novembre 2010, 00:48Vista dalla Curva
di Davide Bin
Il Milan vuole proseguire la sua corsa in campionato su un campo non facile contro un avversario ostico.

Ottenuta la qualificazione agli ottavi di Champions League con un turno di anticipo, ora il Milan può concentrarsi solo sul campionato, in cui c'è un primato da difendere; i rossoneri sono di scena a Genova per il primo anticipo del sabato (quello delle 18) contro la Sampdoria (impegnata mercoledì in Europa League, ecco il motivo dell'ennesimo anticipo che coinvolge i rossoneri, ormai abituati a giocare quasi esclusivamente al sabato), squadra pericolosa e insidiosa, a maggior ragione ora che ha ritrovato entusiasmo dopo la vittoria di Lecce e nonostante l'addio a Cassano, che ne ha impoverito il reparto offensivo. Allegri ha già catechizzato i suoi sul fatto che la partita più importante è proprio quella di Genova e ha fatto bene, perchè a questo punto bisogna concentrarsi su ogni singola sfida senza guardare più in là, per ottenere il massimo possibile e incrementare una classifica già molto positiva. I giocatori, soprattutto quelli più impiegati, cominciano a mostrare segni di stanchezza e a questo proposito la sosta natalizia arriverà al momento opportuno per consentire a tutti di rifiatare un po', ma per il momento bisogna stringere i denti, visto che mancano ancora quattro partite e fare qualche ulteriore sforzo e per questo è stato molto importante ottenere in anticipo il passaggio del turno in Champions, in modo da poter giocare senza patemi d'animo (e con una formazione "alternativa") la partita contro l'Ajax e avere un impegno in meno in un periodo già intensissimo. Purtroppo giocare contro una squadra, come la Samp, che in settimana ha potuto preparare in tutta tranquillità la sfida, mentre il Milan ha dovuto viaggiare e giocare, non è il massimo, soprattutto quando la stanchezza comincia a farsi sentire, ma questo è il "dolce peso" che deve sopportare chi vuole lottare su ogni fronte.

Ciò, però, rende ancor più difficile l'impegno, anche se ultimamente la squadra, con il nuovo schieramento più compatto e ordinato, non ha solo trovato vittorie in serie, ma ha imparato ad ottenere i risultati senza sforzi enormi: prendiamo, ad esempio, proprio l'ultima partita ad Auxerre: i rossoneri, consapevoli della loro superiorità e del fatto che potevano trovare il gol in qualunque momento, hanno giocato un primo tempo bruttino e deludente ma hanno speso molte energie in meno rispetto ad una squadra che va all'assalto dal primo all'ultimo minuto senza risparmiarsi e questo fa la differenza quando si tratta di giocare molte partite ravvicinate; in effetti il gol è arrivato al primo tiro (e che tiro!) nello specchio della porta effettuato da Ibrahimovic e il Milan ha ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo; purtroppo ciò costringe ad essere poco spettacolari e molto pratici e, soprattutto, ad avere a disposizione un giocatore come Ibra, che fa reparto da solo e inventa gol dal nulla ed è proprio per questo che Allegri ha potuto modificare lo schieramento e far assomigliare il suo Milan all'Inter in cui giocava lo svedese, anch'essa squadra poco spettacolare ma molto pratica e vincente. L'allenatore rossonero è stato bravo e furbo a capire che il Milan dei "fantastici quattro" non poteva stare in piedi e, soprattutto, essere competitivo e ha progressivamente lasciato che la squadra diventasse Ibradipendente modellandola intorno all'attaccante svedese, anche se ora il terrore è quello di rimanere improvvisamente privi del giocatore più decisivo, cosa che, ad esempio, potrebbe accadere al prossimo cartellino giallo per il diffidato Ibra, che farebbe scattare l'automatica squalifica. Non ci sono al momento altre prime punte in rosa, quindi Ibra deve dimostrarsi molto maturo, oltre che grande giocatore dal punto di vista tecnico, evitando di cadere in provocazioni o di fare falli banali o entrate in ritardo magari per stanchezza; è lui, infatti, uno dei più stanchi e quasi ad ogni partita nel finale chiede il cambio ad Allegri; martedì è stato accontentato, ma si è riposato solo per otto minuti, troppo poco per chi gioca sempre e, proprio perchè è fondamentale per la squadra, non ha diritto a tirare il fiato. Comunque la voglia di vincere sua e di tutto il gruppo è tanta e questa è la migliore garanzia per poter sperare in un risultato positivo anche a Genova; non sarà facile perchè, come ha saggiamente avvertito Gattuso, ora tutti giocheranno "alla morte" contro questo Milan capolista e, quindi, ci saranno insidie ad ogni partita, ma Allegri ha plasmato una squadra "da battaglia" che non ha paura di nessuno, che non va più in crisi se manca Pirlo (assente anche a Genova come Antonini), una volta ritenuto insostituibile e sa sopperire praticamente a qualunque assenza (a parte, forse, quella di Ibra, ma questo lo vogliamo scoprire il più tardi possibile), perchè ora che è arrivata in vetta ha visto che da lassù il panorama è molto bello, così come la sensazione di guardare tutti dall'alto verso il basso e, ovviamente, non vuole più abbandonare quella postazione privilegiata.