5 minuti di distrazione. Giallo Rangnick: come interpretare le smentite. Se il campionato non riprende, Ibra e Gigio...
E' difficile parlare di calcio in questi giorni così difficili e drammatici, ma leggere qualcosa che riguarda la propria squadra del cuore può essere un motivo di distrazione rispetto alle notizie ben più importanti che purtroppo hanno minato la nostra serenità.
Per questo è giusto andare avanti e non rinunciare a quel poco che in questo periodo possiamo fare, nonostante il campionato sia fermo. Ultimamente è difficile anche parlare bene del Milan, ma questa è una bella eccezione. Il club rossonero è stato infatti il primo ad annunciare il rimborso dei biglietti e della quota abbonati per la gara poi giocata a porte chiuse contro il Genoa, nonostante le regole non lo imponessero, dimostrando grande vicinanza ai propri tifosi . Il Milan si è mosso in prima linea anche nella corsa alla solidarietà: club, dirigenti e giocatori protagonisti in una battaglia così nobile.
Speriamo tanto che il campionato possa riprendere, nonostante non abbia regalato tante gioie a chi ha i colori rossoneri nel cuore. Significherebbe innanzitutto aver superato l'emergenza ed essersi lasciati il peggio alle spalle: questa sarebbe la notizia più bella, sarebbe la vittoria dello scudetto per tutti gli italiani o, se preferite, di un altro Mondiale.
Guardando puramente al campo, se il campionato non riprenderà, l'ultima partita di Zlatan Ibrahimovic con la maglia del Milan resterebbe la brutta sconfitta col Genoa, mentre per Gigio Donnarumma la partita finita 1-1 con la Fiorentina. Non esattamente due bei ricordi. Scenari che purtroppo vanno presi in considerazione, ma ci sarà modo e tempo per parlare di calciomercato.
Negli ultimi giorni da Casa Milan e attorno al mondo rossonero filtrano smentite sul nome di Rangnick: "Ci sono poche possiblità che venga qui". Smentite private e per questo forse anche più significative di quelle di pubbliche, spesso soltanto di facciata, come quella del Presidente Scaroni che ha ammesso contatti ma nessun contratto firmato. Dall'altra parte Boban, che di certo non è uno sprovveduto, si è esposto e si è giocato il posto ufficializzando l'accordo tra Gazidis e il tecnico-dirigente tedesco. Agli atti anche una smentita del diretto interessato, non casuale neanche per tempistica.
C'è in atto un residuo e tardivo tentativo di placare le voci e di smarcarsi rispetto alle indiscrezioni (per certi versi imbarazzanti) di un accordo raggiunto addirittura a dicembre. Tema questo che finirà anche in tribunale, nella battaglia legale con l'ex dirigente croato. Mi stupirei molto se alla fine Rangnick non approdasse a Milanello: ne sarei felice, visto che per quanto mi riguarda rappresenta una scommessa troppo rischiosa, ma ci sono purtroppo pochissime possibilità. La stessa clausola che il Milan dovrebbe pagare nel caso dovesse ripensarci, non può essere considerata motivo di incertezza, come qualcuno fa, in quanto normale elemento all'interno di un contratto di lavoro.
Un abbraccio (simbolico) a tutti i lettori.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
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