A partire dal 2016 si ergeranno "I Pilastri della Terra" rossoneri. Gli occhi di Barbara brillano per il progetto stadio

A partire dal 2016 si ergeranno "I Pilastri della Terra" rossoneri. Gli occhi di Barbara brillano per il progetto stadioMilanNews.it
giovedì 13 febbraio 2014, 00:00Editoriale
di Carlo Pellegatti

Qualche giorno fa, ho imparato la strada! Si sta già parlando molto del nuovo stadio che regalerà, entro la fine del secondo decennio, nuove ed antiche emozioni ai tifosi rossoneri. Quando Barbara Berlusconi accenna al progetto, che verrà presentato entro il prossimo 13 marzo, le brillano gli occhi e la voce sembra emozionarsi. Sono dunque sulla autostrada con direzione Milanello ma, improvvisamente, decido di cambiare strada. Sono eccezionalmente in anticipo, decido quindi di vedere l'area oggi riservata all'Expo, ma dove, fra due anni, cominceranno I lavori per il nuovo stadio rossonero. Appena dopo lo svincolo "Fiorenza" direzione Torino, a destra, con sullo sfondo il Monte Rosa, si apre uno spazio enorme. Sul campo fangoso per la pioggia, si agitano le gru e i macchinari di terra mentre, come i funghi colorati sui quaderni dei bambini delle elementari, sembrano spuntare dal terreno i caschi di protezione arancioni, indossati dagli operai. Gli stessi operai forse che, a partire dai primi mesi del 2016, con lo stesso fervore descritto da Ken Follett, nello splendido romanzo "I Pilastri della terra", alzeranno le colonne del tempio laico rossonero. Ho messo il giubbetto colorato, per evitare gli strali della polstrada, e mi sono fermato, affacciandomi sull'enorme cantiere.

Ho chiuso gli occhi e mi sono immaginato il nuovo stadio, con I suoi rumori, con i suoi colori, con le sue luci, come a San Siro. Ah, San Siro! Sono sicuro che ai più romantici, mancherà il viale alberato che porta ai Campi Elisi, il lungo cammino della speranza da piazzale Lotto all'imponente meravigliosa sagoma del caro San Siro. Abbiamo passato l'infanzia, nella mano del papà, l 'adolescenza e la giovinezza con gli amici, la maturità accompagnando I figli, e lui è lì, era sempre lì, ad aspettarci in un appuntamento che non potevamo mancare, nel gelo, nella nebbia, ai primi tepori, quando l'aria cominciava a profumare di trionfi. Ci affezioneremo certamente presto al nuovo "Campo Milan", ma, quando saremo colpiti da nostalgia, andremo in piazzale Axum, per risentire l'urlo della Curva, il boato del pubblico, il fischio dell'arbitro, la colonna sonora dei nostri momenti più belli ed indimenticabili. Cambierà il terreno di gioco, ma continuerà la sua storia gloriosa il simbolo del Milan, quello che spunta ancora, dopo cento anni, su un vecchio muro, a ricordo del vecchio stadio di Via Bronzetti. Per quello scudetto rossonero elegante ed immortale, hanno lottato e sofferto mille e mille giocatori da quel lontano 1899. Sempre mostrando, orgogliosi, quell'ovale sul petto, il simbolo della squadra con più trofei internazionali al mondo, il Milan!