Alla ricerca dell'identità e dell'equilibrio perduti. Matri-Balo coppia, per il momento, imprescindibile mentre Kakà....

Alla ricerca dell'identità e dell'equilibrio perduti. Matri-Balo coppia, per il momento, imprescindibile mentre Kakà....MilanNews.it
© foto di Studio Buzzi
lunedì 16 settembre 2013, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

L’emergenza si fa sempre più ampia. Dopo i problemi in difesa, con De Sciglio e Silvestre finiti sotto i ferri e con Ignazio Abate ancora non al top, ecco che i guai colpiscono anche il centrocampo. L’infortunio subito da Riccardo Montolivo, lesione al bicipite femorale sinistro,  costringerà il Milan a non averlo in un momento nel quale, invece, c’era bisogno di tutti perché da qui al 6 ottobre, giorno di Juventus-Milan, il tour de force che aspetta i rossoneri è di quelli che possono indirizzare la stagione. Sei partite, quattro di campionato con gli scontri diretti con Napoli e Juventus, e due di Champions League con il Celtic a San Siro (mercoledì sera) e la sempre insidiosa trasferta di Amsterdam contro l’Ajax 15 giorni dopo. In mezzo mettiamoci partite dure e mai banali come quelle con la Sampdoria (a San Siro) e quella in trasferta di Bologna.

Massimiliano Allegri dovrà necessariamente leccarsi le ferite e andare avanti con gli uomini che ha a disposizione anche se in alcuni ruoli nevralgici le scelte sono quanto mai obbligate. Il centrocampo sarà così orfano del suo capitano ma non di Andrea Poli. Insomma, per uno strano scherzo del destino, che non è per nulla gradito, sembra di essere tornati nella fase di emergenza che si è venuta a creare sul finire della scorsa stagione quando il centrocampo composto da soli giocatori muscolari divenne l’unica soluzione possibile all’inserimento in cabina di regia di Cristante che, adesso, potrebbe ritrovarsi con un ruolo di assoluta responsabilità qualora dovesse essere chiamato in causa. Ma la presenza di Poli rende leggermente diverso lo scenario. L'ex Samp ha riportato solo un ematoma dovuto a una contusione. Con il Celtic ci sarà e avrà modo di prendere per mano il centrocampo rossonero.

La ricerca degli equilibri va fatta con maggior velocità perché il passaggio dal 4-3-3 al 4-3-1-2 non è stato così immediato come ci si sarebbe aspettato. Eppure il modulo con il trequartista è stato utilizzato per due stagioni da Allegri ma è anche vero che di quegli interpreti, dal centrocampo in su, non è rimasto più nessuno se non Robinho. In questo momento, dove serve concretezza, il brasiliano risulta essere un’arma da poter utilizzare maggiormente a gara in corso d’opera. La coppia Matri-Balotelli, anche con il Torino, ha fatto vedere che con un centravanti puro al suo fianco, Balo riesce ad essere più libero e più lucido rispetto a quando è lui a dover battagliare in mezzo all’area di rigore avversaria. L’intesa tra i due sta crescendo in campo e si vede, con il Celtic il loro utilizzo dal primo minuto sembra cosa abbastanza scontata vista anche la stazza dei difensori scozzesi e la necessità da parte di questo Milan di dover fare sempre almeno due gol per essere tranquilli. E’ la storia delle ultime due stagioni a dirlo e per farlo bisogna riuscire a concretizzare. Kakà deve ritrovare, ahilui e ahinoi, il ritmo partita ma questo lo può fare solo giocando. La paura che mette agli avversari è la stessa di quando se n’è andato e le idee sono sempre rimaste intatte.

Il processo di crocifissione della squadra, alla luce degli infortuni, è già partito ma in questo momento la squadra, sarà retorico dirlo, ha bisogno di essere sostenuta dal suo pubblico. Lo stesso che sarà sempre giudice sovrano delle prestazioni della squadra quando questa, al completo, scenderà in campo al top.