Allegri, il perché della continuità. El Shaarawy: much ado about nothing. Robinho, a giugno l'ultima fermata e sempre dal Brasile può arrivare un difensore

Allegri, il perché della continuità. El Shaarawy: much ado about nothing. Robinho, a giugno l'ultima fermata e sempre dal Brasile può arrivare un difensore
mercoledì 20 marzo 2013, 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello

A nove giornate dal termine il Milan lotta per il secondo posto. Se dovesse riuscire nell’impresa arriverebbe nello stesso piazzamento della passata stagione quando aveva in rosa campioni e gente d’esperienza. Nonostante tutto Massimiliano Allegri viene messo costantemente in discussione, sia per non aver fatto bella figura al Camp Nou, sia per il rapporto poco idilliaco con il presidente Berlusconi. Il livornese però insieme a Galliani sta mettendo in piedi la struttura organizzativa del Milan che nella prossima stagione conterà molto anche sulla sua “cantera”. Tutte le squadre del settore giovanile dalla Primavera ai pulcini giocheranno con lo stesso modulo, il 4-3-3, creando continuità tra i vari settori. In questo modo si andranno a prendere sul mercato giocatori adatti al modulo, lo stesso per tutto il Milan. I viaggi all’estero di Galli per apprendere i segreti dalle scuole olandesi, tedesche e spagnole rientra in quest’ottica, Aldo Dolcetti sarà coordinatore dell’area metodologica e farà capo proprio ad Allegri. Tutto questo ci porta a pensare che Max non sarà cacciato, a meno che il rapporto non sia talmente deteriorato da voler chiudere il capitolo rossonero per aprirne un altro. Molto dipende da come si chiude la stagione ma a prescindere da tutto Allegri sembra ben inserito in questo nuovo progetto milanista.

Il polverone su El Shaarawy ci sembra francamente esagerato. Tanto rumore per nulla. Il Faraone dopo la sostituzione con il Palermo era incavolato con se stesso per non aver giocato una buona gara, non era un segnale di rottura con il tecnico o con i compagni. Semplicemente si è rammaricato della sua prestazione, come capita a tutti coloro che sono esigenti con se stessi e pretendono sempre il massimo. El Shaarawy è uno che non vuole sfigurare e al momento della sostituzione ha compreso di non aver giocato all’altezza della sua fama. Periodi di calo fisico capitano a tutti. Anche Cavani è rimasto a digiuno per 7-8 partite, e parliamo di un bomber puro. Stephan nella sua carriera non ha segnato mai così tanto, quindi non c’è da meravigliarsi. Il calo fisico è normale dopo 7 mesi sempre al massimo tra campionato, coppe e nazionale in cui non ha mai avuto tempo di tirare il fiato.

A giugno ci sarà l'assalto del Santos per Robinho. Il brasiliano non è partito a gennaio ma lo farà quasi sicuramente tra qualche mese. Il club paulista sta solo cercando di fare cassa e una volta trovati i soldi ripartirà alla carica per l'ex City che nel frattempo al Milan è diventato un oggetto misterioso. Nel 2013 ha collezionato solo 93 minuti in campionato, pochissimi per un giocatore dal suo spessore. E' evidente che ormai non fa più parte dei piani del club se al suo posto viene preferito un ragazzino di 18 anni come Niang e nella gerarchia degli attaccanti precede solo Bojan Krkic.

Infine arrivano conferme su Dedè, difensore del Vasco da Gama e della Nazionale brasiliana. Il suo agente proprio giovedì scorso ai microfoni di MilanNews.it aveva aperto le porte ad un possibile approdo in primavera. Ora un altro indizio, il ds del club verdeoro ha annunciato che a fine stagione per motivi economici saranno costretti a vederlo. Il Milan è sempre alla finestra.