Basta alibi ai giocatori: sono loro i primi colpevoli. Dear Gazidis, ecco le domande alle quali dovrebbe rispondere (consiglio comunale o meno)
Come si può pretendere di andare in Champions League con una squadra così? È la domanda che, in maniera recondita, tutti i milanisti si sono fatti nelle ultime settimane e che emerge, in maniera deflagrante, dopo la sconfitta di ieri contro la Roma. Una sconfitta, sotto determinati punti di vista, umiliante per la pochezza tecnica dei calciatori che indossano la maglia rossonera. Gli errori commessi non sono ammissibili, eppure si tratta di calciatori di serie A, gente che pretende aumenti di stipendio, che si lamenta con gli agenti che chiamano i giornalisti in maniera incazzosa per provare a giustificare l’operato dei propri assistiti, di ragazzi che pensano più alle foto da ricevere a fine partita piuttosto che ammettere che hanno messo in scena l’ennesima prova insufficiente con la maglia del Milan. Già, perché ormai sembra esser rimasta solo quella, la maglia. Quei colori così belli e così gloriosi, vituperati da una squadra – fatti salvi alcuni singoli – che fa la voce grossa a parole, ma che a fatti si scioglie come un cubetto di ghiaccio esposto al sole d’agosto della Sicilia. La pazienza ha un limite, che forse è stato superato. Il credito è esaurito e le ricariche non possono essere infinite. C’è da rendersi conto di cosa sia il Milan, adesso, nella sua complessità: un puzzle scomposto, una costruzione che ha ancora fondamenta troppo deboli ed è estremamente vulnerabile. Il buon Pioli ci sta provando a cambiare le cose in campo, perché osservandolo sia live sia dalla televisione, si vede chiaramente come stia cercando di inculcare una mentalità diversa nei giocatori. Ma quando i singoli ti mettono il cappio al collo e ti impiccano, con errori che non si vedono nemmeno in terza categoria, allora vuol dire che non è solo un problema dell’allenatore, ma soprattutto dei calciatori.
Per troppi anni i tecnici hanno fatto da parafulmini, proteggendo oltre modo coloro che sono i primi artefici degli obbrobri che si vedono in campo. Gente che non capisce fino in fondo dove si trova e che avanza pretese economiche fuori da ogni contesto logico. Prima di pensare a ipotetici rinnovi di contratto milionari, sarebbe il caso di rivedere cosa fanno in campo. Perché lo spettacolo è spesso mediocre e non vale il prezzo del biglietto che i tifosi pagano. Non è un bel modo di ripagare loro, quelli che ci mettono cuore, anima e soldi. Non se lo meritano. Non se lo meritano loro e non ce lo meritiamo noi giornalisti tematici – in diversi casi anche tifosi – che siamo costretti a raccontare una situazione che non sembra mai incontrare il bivio della svolta. È anche una sorta di fallimento del progetto tecnico varato da Elliott, perché infarcire la squadra di soli giovani senza vecchi di carisma e carattere, porta a questo. E ha ragione Maldini nel dire che non si può e non si deve aspettare 10-15 anni per tornare competitivi. Non è vita, non sarebbe Milan. Oggi, questo Milan, vive in una mediocrità che non gli appartiene.
Oggi, dopo l’assemblea dei soci, si sarebbe dovuto tenere un incontro tra Ivan Gazidis e la stampa. Che è stato annullato in quanto alle 16 c’è il consiglio comunale che dovrà dare un giudizio positivo o meno sul pubblico interesse per la costruzione del nuovo stadio. Ebbene, all’ad milanista, con alcuni colleghi, avremmo voluto porre diverse domande (c’è ancora una lievissima speranza che ciò possa accadere, ma in forma ridotta) che vi elenco qui sotto:
Come viene vissuta dalla proprietà la situazione della squadra, che naviga a soli 3 punti dalla zona retrocessione?
Quali sono le voci di spesa che hanno aggravato, in maniera così pesante, il bilancio al 30 giugno 2019?
In caso di qualificazione alle prossime coppe europee, sarebbero i bilanci 2018, 2019 e 2020 (preventivo) a rientrare nel monitoraggio dell’Uefa per l’ottenimento del settlement agreement?
In caso di Settlement, vi aspettate un percorso duro con restrizioni alla lista Uefa, mercato condizionato e sanzioni economiche o un percorso meno restrittivo?
I ricavi commerciali sono calati anche nell’ultimo bilancio e arrivano rumors non positivi sulla trattativa per il rinnovo con Emirates. Ci può fare il punto della situazione?
Avete già in mano dei nuovi deal commerciali che possano far aumentare, già nel bilancio 2020, il fatturato?
Per migliorare il -146 di passivo, è possibile che a gennaio o a giugno vengano ceduti dei giocatori importanti come Donnarumma e Suso?
Elliott continua ad avere una visione a medio termine alla guida del Milan? Cosa risponde a chi pensa che un bilancio così pesante sia preparatorio ad una cessione del club da parte di Elliott in tempi rapidi?
Se si può pensare che a gennaio venga predisposto un budget ad hoc per il mercato?
E’ possibile che ci siano acquisti di giocatori di esperienza per rinforzare la rosa?
Quesiti che spero che i piccoli azionisti possano porre in assemblea. Perché oltre ad essere soci, sono anche loro tifosi. Feriti e delusi. Esattamente come me.
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