Berlusconi: rispettoso silenzio. Solo Milan, no vecchi e nuovi. Sarri: sembra il Conte del 2011

Berlusconi: rispettoso silenzio. Solo Milan, no vecchi e nuovi. Sarri: sembra il Conte del 2011MilanNews.it
sabato 7 ottobre 2017, 00:00Editoriale
di Mauro Suma

Da parte della dirigenza del Milan rispettoso silenzio. E non poteva essere altrimenti. Qui però a stretto contatto con la carne viva del popolo rossonero, non possiamo fischiettare per aria. Le parole del presidente Berlusconi hanno destabilizzato il clima mediatico attorno al Milan ma hanno compattato i tifosi, una considerazione la nostra che non vuole essere frettolosa o cattiva ma che è sostanzialmente realistica e in qualche modo dispiaciuta. Perchè se un uomo che ha dato una enormità al Milan in termini di storia e di prestigio viene criticato dai suoi stessi tifosi sui social, non può non dispiacere. Le frasi di questi giorni sono la conferma, se qualche figurino duro di comprendonio non ci fosse ancora arrivato, che il closing e la nuova proprietà non sono la causa di nulla, ma sono l'effetto. Di un ciclo rossonero che per tanti motivi, soprattutto interni, non è riuscito ad evolvere con la stessa velocità, dal Gennaio 2012 all'Aprile 2017, con cui è cambiato il calcio. Se una volta Sacchi dopo il Milan andava in Nazionale e Capello dopo il Milan andava al Real Madrid, mentre oggi Seedorf dopo il Milan va al Shenzhen (Serie B cinese) e Brocchi dopo il Milan va al Brescia (Serie B italiana), il tocco e l'inerzia non sono più purtroppo così magici e così trainanti. E non è certo una colpa di qualcuno, ma il semplice discrimine fra una presidenza epocale e un calcio che cambia pelle ogni minuto. Al presidente Berlusconi avevano reso miglior servizio le ultime parole di Arrigo Sacchi ("Si è pentito di non aver preso Sarri quando glielo consigliai") che le sue stesse frasi al Corriere. Per il resto, giusto parlare in termini rispettosi e non frettolosi di Riccardo Montolivo. Peccato che da Seedorf ("Tu per me non rappresenti nulla") in poi, il buon Monto sia stato costantemente indicato al pubblico ludibrio, anche se non certo dal presidente Berlusconi, come un certo tipo di uomo e un certo tipo di giocatore. Riccardo andava sostenuto e tutelato prima, non preso a pretesto adesso.



Veniamo a noi. Il Milan ha una rosa che può lottare per il terzo e per il quarto posto fino all'ultima giornata di Campionato. Letto, firmato e sottoscritto. Perchè questo accada devono essere valorizzate tutte le componenti della rosa. Nessuna esclusa. Perchè il Milan è da terzo-quarto posto, senza garanzie e se gli episodi iniziano ad andare dalla parte giusta perchè la concorrenza è molto forte, se aggiunge la sua grandissima campagna acquisti alle certezze delle ultime stagioni. Vero che tutta la spina dorsale del Campionato del ritorno in Europa ha finito la scorsa stagione gravemente infortunata (Abate, Montolivo, Bonventura, Romagnoli), ma sembra di cogliere dell'altro. E' fisiologico e quasi inevitabile che con  l'arrivo di 11 giocatori in un gruppo, si possa creare lo strato del "nuovi" e lo strato dei "vecchi". Ma la mano non deve rimanere aperta, l'atmosfera non deve restare irrisolta, fra cose dette e cose non dette, sensazioni sussurrate e sensazioni implose. Il pugno si deve chiudere per colpire. E ognuno deve mettere la sua falange. Perchè la grande campagna acquisti rossonera dell'estate 2017 non è in questo momento una addizione? Perchè bisogna sottrarre lo zoccolo duro della scorsa stagione. Donnarumma, Romagnoli, Suso, Bonaventura, ci sono, sono loro, li vediamo, li riconosciamo, sono sempre seri e professionali, ma non sono ancora quelli veri, quelli giusti, quelli decisivi e responsabilizzati della scorsa stagione. Il modulo di gioco? Anche l'ultimo Seedorf, giocatore meraviglioso, era rientrato a centrocampo dopo aver vinto la Champions League in attacco perchè davanti c'erano Ibra, Boateng e Robinho. Mutatis mutandis, non deve esserci nessun problema per Jack che sempre a centrocampo aveva iniziato la scorsa stagione con Suso, Bacca e Niang davanti. Lo stesso, più o meno, dicasi per Suso che anche nel 3-5-2 può allargarsi per andare a far male dove gli viene meglio, mentre la punta, gli inserimenti da centrocampo, si possono preparare a sfruttare i suoi palloni come benissimo si fece a Doha. Il Milan c'è e lo spazio c'è per tutti. Non devono esserci permalosità o questioni di principio. Dialogando molto, perchè non si dialoga mai abbastanza, il Milan non è lontano dal mettere a posto tutto e dal trovare la quadra. Deve volerlo. Parlandosi e guardandosi dentro. Il Milan è sempre quella cosa che il nome dietro la maglia conta molto meno dello stemma sul petto. Nelle stagioni cruciali è fondamentale ricordarselo e metterlo in pratica. Non ogni giorno. Ma ogni minuto. Il derby, gli avversari, le critiche, l'Europa, la stagione: ebbene sì, ne vale la pena.

Napoli-Juve: come finirà? Una sosta con i partenopei davanti ai bianconeri dovevano non solo raccontarcela ma farcela vedere bene, perchè ci potessimo credere. La Juventus come macchina da calcio e come singoli resta superiore, ma il Napoli tira dritto. Sarri e De Laurentiis non hanno ancora detto una parola sulla Var, anche se in loro soccorso è giunto Spalletti parlando di "vantaggi" da parte di chi critica la tecnologia arbitrale. Spalletti si sente in lizza, essendo a pari punti con i bianconeri, e ci prova gusto, anche se non risultano allo stato ancora suoi commenti alle frasi di Ancelotti: "Dall'Inter non ci hanno mai chiesto Vidal". Ma come? E le promesse? E il vengo qui a dirvelo se non le mantengono? Ne deve ancora passare di calcio sotto i ponti in questa stagione. Buffon e Allegri sbagliano a mostrare il loro nervo scoperto sulla Var, così come Marotta e Paratici. Non vogliamo dare consigli a nessuno, ma ricordiamo il 2011-2012 e il lungo duello fra il secondo Milan di Massimiliano Allegri e la prima Juve di Antonio Conte. Oggi sembrano essersi invertite le parti, con un allenatore sempre dalla stessa parte. Allegri, quello dalla parte più nervosa. Nel 2011-12 il Milan si innervosiva, si stizziva e dichiarava, la Juventus no, zitta, compatta e pancia a terra. Ecco, nella Juventus di oggi rivediamo quel Milan e nel Napoli di oggi rivediamo quella Juventus. Ma saranno sicuramente illusioni ottiche di inizio Ottobre...