C'è il PSV per un Ferragosto evoluto
E' passato un altro compleanno, il 52°, e con esso l'ennesimo Ferragosto, un altro tramonto irreale al Sunset Ashram di Ibiza, coppe e campionato di calcio - così vicini - sembrano in realtà ancora per qualche ora così distanti, irraggiungibili. Vista la partenza estiva e romantica dell'editoriale di Carlo ieri, non potevamo esimerci, sentendoci più buoni, molto evoluti al punto di ripetere lo slogan di un anno fa: turarsi il naso e sperare che il PSV faccia la solita fine, puntualmente eliminato dal Milan ogniqualvolta nella sua storia se l'è trovato di fronte. Turarsi il naso perché inevitabilmente la nostalgia della musichetta delle notti di Champions, con gli sguardi vitrei di Gullit e Van Basten, Savicevic e Massaro, Baresi, Maldini, Seedorf, Inzaghi, Gattuso, Kakà, Shevchenko prima del calcio d'inizio, questo sì appare lontano, perduto, intramontabile.
I non evoluti si ribellano a questo passato irripetibile, non accettano di aver perso Ambrosini e Flamini per Poli e Saponara dopo un terzo posto miracoloso e inatteso, non si fidano di un preliminare con l'infermeria più ricca della formazione titolare, Honda e Ljajic evaporati prima di materializzarsi, gli altri sogni di un mercato importante infranti di nuovo sulle scogliere di Ferragosto. Eppure gli abbonamenti per la prossima stagione crescono, si respira una strana fiduciosa atmosfera per essere che l'impoverimento è l'unico segno di continuità delle ultime estati. Gli evoluti sono stufi di queste nenie, prendono atto dei problemi della crisi, di berlusconi, del lavoro eccetera, e più di noi se ne sono fatta una ragione. Milan e solo Milan, non rompete le scatole. Pensate positivo.
Dunque, proviamo a sentirci evoluti in questi ultimi giorni di spiaggia, di estate: pensiamo che Abate e De Sciglio volino, Mexes e Zapata diventino invalicabili, che De Jong e Montolivo si facciano leader e Boateng diventi una delle più grandi scoperte dell'anno in mediana oppure che al suo posto Poli ripercorra le gesta anche solo di Biasiolo se non proprio di Gattuso o Ambrosini, che Saponara diventi il nuovo Kakà, Balotelli e El Shaarawy segnino ancora più di 30 gol in due e che al ritorno di Pazzini, con Robinho e Niang in panchina, Allegri disponga dell'attacco più atomico d'Europa. Il sogno di una notte di mezza estate è per definizione un diritto che abbiamo tutti, assopiti sotto all'ombrellone. Non costa nulla, fa sembrare il PSV piccolo piccolo, ci regala una festa evoluta e serena. Per recriminare, arrabbiarsi e intristirsi c'è tempo, autunno e inverno arriveranno inesorabili. Godiamoci le poesie di Ferragosto e la lontananza dal traffico e dallo smog, per ora può bastare.
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