Cardiff: il nuovo Milan ha impressionato chi conta davvero. Il borsino della punta: da Morata a Belotti passando per una nuova idea. Gigio ha detto quello che vuole: sarà dura, ma i Conti potrebbero tornare

Cardiff: il nuovo Milan ha impressionato chi conta davvero. Il borsino della punta: da Morata a Belotti passando per una nuova idea. Gigio ha detto quello che vuole: sarà dura, ma i Conti potrebbero tornareMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
lunedì 5 giugno 2017, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Appuntamenti ne avevano tanti in programma, forse li hanno stupiti un po’ di più quelli improvvisati sul momento. Sì, perché a Cardiff, Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli sono stati avvicinati da tutto il gotha del calcio europeo, dai presidenti ai direttori sportivi passando per alcuni dei procuratori più influenti del globo. Insomma, il nuovo Milan si è presentato bene ed è stato accolto con gli onori del caso da chi, da tempo, soggiorna nelle stanze che contano e che sbrilluccicano di coppe, soldi a palate e campioni. Ora tocca tornare a starci stabilmente in quei salotti, quelli nei quali il Milan ha dettato legge negli anni d’oro e che, ora, vuole tornare a frequentare con costanza. Per farlo servirà una grande squadra, in grado di fare strada in Europa League (unico trofeo che manca alla bacheca milanista) e per puntare in alto in Italia.

Fatti e ufficializzati Musacchio e Kessie, ora l’obiettivo è un grande attaccante. E qui viene il bello. L’indice delle azioni, sulla borsa di Milanello, registra nuovi ingressi e azioni che salgono e scendono, con una particolare attenzione ad un nome uscito all’inizio dell’avventura al Milan della nuova dirigenza e che, forse, potrebbe tornare in auge. La priorità rimane Alvaro Morata, e oggi potrebbe esserci il contatto decisivo con Juanma Lopez, ovvero il suo agente che sa già nel dettaglio la proposta milanista. Eppure sabato sera, dopo la vittoria della Champions, l’attaccante è stato confuso nelle sue dichiarazioni. AI media spagnoli non ha chiuso ad un ritorno in Italia, a quelli nostrani invece è sembrato più categorico su un ritorno in Serie A con una maglia diversa da quella della Juventus. Da tenere sempre viva la pista che porta a Pierre-Emerick Aubameyang, mai mollato del tutto dal club rossonero.

In salita quelle di André Silva del Porto e di Dembelé del Celtic. Profili diversi e alternativi a Morata, che portano anche a pensare ad un eventuale cambio di strategia del Milan in caso di risposta negativa da parte di Alvaro. Stazionarie, invece, quelle di Aubameyang e Belotti, per i quali i contatti sono proseguiti con costanza (incontro col Torino in settimana, anche per parlare di Niang). Infine il nome che potrebbe riemergere dal nulla ed è quello di Karim Benzema. Il francese, che da anni vive all’ombra di Cristiano Ronaldo senza riuscire mai a scrollarsi di dosso il ruolo di attore co-protagonista, era un nome emerso nei primi giorni post closing, con AS che lo aveva accostato ai rossoneri. Sia chiaro, stiamo parlando di una situazione ipotetica, ma che avrebbe un suo filo logico se venisse sviluppata. Benzema ha vinto tutto col Real ed è entrato nella curva finale della sua maturità calcistica e potrebbe strappare, in caso di cessione, il suo ultimo grande contratto. Al Milan, esattamente come Morata, sarebbe leader tecnico della squadra e uomo immagine del club, senza che altri profili lo possano eclissare.

Chiusura veloce sulla questione Donnarumma. Nei giorni scorsi mi sono esposto, in maniera anche dura, sulla vicenda. Ribadendo il concetto che la volontà di Gigio è quella di rimanere al Milan (ci sono conferme molteplici in tal senso), ora tutto gira attorno alle clausole vessatorie e rescissorie che Raiola vorrebbe inserire in questo benedetto rinnovo di contratto. Un modo per tenere ancora sotto scacco il Milan, mentre Gigio, che ha dimostrato davanti al suo agente di avere gli attributi di dire quello che pensa, vorrebbe solo che questa vicenda finisse il prima possibile. Per stare tutti più sereni. Perché in fin dei conti, dopo aver detto al tavolo della trattiva: “Voglio rimanere al Milan” è un atto di coraggio e che deve far decadere l’etichetta di mercenario che tanti tifosi inviperiti gli hanno appicciato sulla schiena. Non lo merita, ma qualcosa da ricostruire con chi lo ha adottato affettivamente, c’è. Sperando che, alla fine, i Conti tornino per tutti.