Cellino e Tonali. Quanto parla Ibra... Continuità e novità

Cellino e Tonali. Quanto parla Ibra... Continuità e novitàMilanNews.it
sabato 18 aprile 2020, 00:00Editoriale
di Mauro Suma

Il presidente Cellino è stato sprezzante due volte, anzi tre, nei confronti del Milan e dei Milanisti. Intanto riepiloghiamo: non qui, ma adesso lo faccio qui, avevo proprio voglia, da sognatore, da tifoso, da appassionato, di sfogare la mia ammirazione nei confronti di Sandro Tonali. Grande giocatore e grande rossonero. Ho scritto un pezzullo e tanti colleghi, enchantè, hanno battuto la pista. Ma attenzione, come ho specificato nell'articoletto, è solo un modesto sogno del sottoscritto. Modesto nel senso di mio e non nel senso di Tonali, naturalmente. Nessuna trattativa, nulla di nulla, solo un sogno, espresso una tantum oggi e mai più. Il presidente Cellino deve aver visto casino sul tema e si è stizzito. Mi spiace, non era questa l'intenzione. Solo tanta stima nei confronti del ragazzo maturo, a testa alta, con tanti colpi. Ma il numero uno del Brescia, che nella gestione degli allenatori di quest'anno non è stato brillantissimo come i suoi giocatori ben sanno, ha mancato ahinoi di rispetto al Milan. Chi è il Milan, si è chiesto Massimo Cellino. Il Milan è il Milan, sono i suoi milioni di tifosi, la sua forza di tenere duro sul progetto nuovo stadio nell'ora più buia per rilanciare una grandissima città come Milano, il Milan è la sua Storia che come è accaduto in momenti ben più duri di questo lo catapulterà di nuovo in alto, il Milan è una di quelle squadre che con i propri debiti e i propri investimenti ha sempre tenuto in piedi il Pil del calcio italiano. E questo accade ancora oggi, a maggior ragione. Vorrei mandarlo al Napoli o alla Roma, dice il pres bresciano. Liberissimo, mancherebbe. Piccolo particolare, proprio ieri il Tempo di Roma titolava che la Roma è ancora in vendita, che potrebbe passare da una proprietà americana all'altra e che se non si raggiunge l'accordo con i giocatori sugli stipendi è crisi. Tranquillo pres, per fare lo stadio la proprietà del Milan ci mette la faccia lei, non chiede con la forza della disperazione ai propri giocatori di fare la campagna perchè altrimenti il proprio proprietario si stizzisce e molla baracca e burattini. Last but not least, Tonali non è nemmeno milanista secondo il suo presidente ma solo infatuato da Gattuso. Eh no, qui sono i giornali di Brescia e non io a ricordare a tutti quanto sia rossonero Sandro: la colazione nella tazza rossonera, l'ammirazione per i colpi di Pirlo, Kakà e Ronaldinho, per i gol di Ibra, Pato e Sheva. Non solo Gattuso, caro simpaticissimo pres...In tutto questo, visto che del Milan storicamente ha sempre preso molto e dato poco, cedendo ad altri Nainggolan, Matri etc. una volta tanto si potrebbe fare suvvia, e qui è sempre il sognatore che scrive, uno strappo alla regola...



Ma quanto parla Ibra. Un giorno ha litigato con Gazidis, l'altro pure, un giorno si ritira, un giorno è triste per Boban, un altro giorno pensa solo a proteggere la propria famiglia dal virus, un giorno non torna neppure in Italia per la fine della stagione, un altro giorno torna a giocare ma non in Italia, anzi sì in Italia, un giorno ha rotto con il Milan, l'altro no perchè se il Milan fa la squadra da quarto posto resta. Calma, ragazzi, calma. Ricordo a tutti che prima che decidesse per il Milan, Zlatan doveva andare al Napoli o tutt'al più al Bologna che erano nettamente favoriti rispetto al Milan. Sul tema non so nulla ed evito a tutti di fare la parte di quello che sa senza sapere, ma che bisogna attendere la sua ultima parola questo lo so. Lo so bene. Non me lo ha detto nessuno. Ma lo capisco forte e chiaro. Nessuno fa salti di gioia a vederlo con la tuta di un'altra squadra, ma è la sua squadra e per indossarla ha chiesto e ottenuto l'ok del Milan.

Così come non so se arriverà Ralf Rangnick o meno, tenendo conto del fatto che Stefano Pioli sta lavorando con cuore e con serietà anche durante questo lockdown. Ma anche dovesse mai arrivare il tecnico tedesco come molti autorevoli giornalisti sostengono, sarebbe una novità spiazzante, una innovazione inattesa. Senza fare paragoni, perchè sono diversi i giocatori e diverse le epoche, ma sarebbe la stessa cosa che è accaduta quando arrivò Sacchi nel 1987. Anzi, col clima che c'è in giro, tra social e non solo, oggi Sacchi non sarebbe mai arrivato e quel Milan non sarebbe mai nato. Ne sarebbe nato un altro, sarebbe nato un Milan, ma non il Milan. Perchè Sacchi non ha mai vinto niente, ma chi è, insomma tutto quel campionario di luoghi comuni triti e ritriti che conosciamo alla noia. E la questione non è nemmeno quella della situazione complessiva del Milan. Perchè nel 1987, il Milan non vinceva da 8 anni come oggi, perchè arrivava da stagioni mezze e mezze come quelle di oggi, etc...Eh ma aveva Baresi e Galli, Maldini e Tassotti, ma attenzione all'obiezione: Franco Baresi fuoriclasse ci è nato e Maldini pure (e nel Milan di oggi un fuoriclasse nato c'è...) ma era ancora un giovane, mentre tutti gli altri hanno fatto il salto di qualità "dopo" il progetto, "dentro" il progetto, non prima. Stefano Pioli significa continuità, serietà, ambiente, gruppo senza ripartenze da zero. Ma il salto nel nuovo non deve mai essere un tabù. Perchè la Storia qualcosa da insegnare ce l'ha sempre.