Clarence Seedorf svela i suoi piani

Clarence Seedorf svela i suoi pianiMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
venerdì 31 gennaio 2014, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Il mercato procede ancora per qualche ora, quindi il bilancio andrà fatto la prossima settimana. Di sicuro in questi giorni da come si è mosso il Milan sono emerse due linee rette rigidissime, due strade molto molto chiare: il nuovo allenatore impone qualche scelta mentre la società continua a muoversi rigorosamente senza soldi.

Le operazioni di gennaio sono infatti assolutamente sintonia con quelle di agosto dell’anno scorso, dell’anno prima, forse del prossimo. Giocatori di media caratura, senza valore sul mercato, che se non altro ricalcano – solo potenzialmente – le idee di Seedorf. Abbiamo provato infatti ad avventurarci nel decriptare le indicazioni del tecnico olandese e le risposte che ha avuto del Portello: poca fiducia nell’affermazione di Saponara e forse dello stesso Honda, così come nella continuità di Kakà. Ecco quindi Taarabt in un ruolo potenzialmente già coperto con El Shaarawy e Robinho, sui quali Sedorf in questo momento non ha fiches da spendere. In attacco la frettolosa liberazione di Matri ora che il modulo avrebbe potuto aiutarlo, ha sortito il risultato di restare con il solo Pazzini nel ruolo di centravanti puro. Un ruolo che non è certamente proprio nemmeno di Balotelli.

Nessun inserimento a centrocampo, anzi la cessione di Nocerino e magari quella di Constant che nel ruolo di terzino decisamente non piace al nuovo corso (e come potrebbe essere diversamente?). Prima di vedere quanto e cosa darà Essien infatti vorremmo aspettare di vederlo allenarsi e giocare, convincendoci che il ginocchio stia bene davvero. Segno inequivocabile che Seedorf voglia proseguire sulla coppia davanti alla difesa, dunque bastano e avanzano De Jong e Montolivo, Poli e purtroppo Muntari, infine Cristante. La poca qualità di cui dispone la rosa sta nella prima linea, giustissimo pertanto che Seedorf privilegi quel settore. In difesa c’era qualche possibilità di miglioria (come del resto in mezzo al campo con Nainggolan), ma dopo l’avvento di Rami e la cessione di Zaccardo che non crea alcun dislivello nel valore complessivo tra campo, panchina e tribuna, restava aperta soltanto la possibilità di aprire la porta a Mexes “grazie e arrivederci”, altrimenti non paiono esistere alternative in entrata. O quanto meno non a parametro zero, non gratis, non in saldo, non in prestito, non in regalo, non fuori rosa, non tirati dietro, eccetera.

La lunga rincorsa a un esterno tra Armero, Biabiany e l’illusione Cerci ha lasciato intendere anche della volontà di un esterno di un minimo di qualità, probabilmente in attesa che – recuperato del tutto Abate a destra – con De Sciglio a sinistra, Emanuelson possa essere utilizzato in quella zona del campo dove non ha mai giocato, ma che dovrebbe essere esattamente la sua naturale.

Insomma la volontà di cambiare e migliorare esiste, Seedorf potrà alzare il tiro delle sue richieste se i risultati confortassero il suo lavoro: difesa a 4 (magari il quarto fosse davvero Vidic…), centrocampo a 2, in alto a sinistra un esterno di ruolo, Balotelli dietro a Pazzini e uno solo tra Kakà, Honda e Taarabt. Adesso e in proiezione futura. La squadra ha già cominciato il nuovo corso e anche se tra Verona, Udinese e Cagliari le indicazioni sono state contraddittorie, anche se la personalità e la pochezza tecnica non hanno (ovviamente) potuto avere picchi verso l’alto in soli 15 giorni, già sta cambiando l’atteggiamento e non è poco.

Il profilo richiesto dai tifosi, da Seedorf e da Barbara dovrà essere decisamente più alto di quello attuale, dovrà costringere la proprietà a rimettere in gioco i soldi della Champions di quest’anno o far fruttare in campo quei benedetti brand, fatturato, marchio, marketing del club più titolato al mondo. “Rinforzarsi” è un verbo assai diverso rispetto a cucire toppe e rattoppi più o meno miserabili con i quali si continua a pensare di poter andare avanti.