E c'è perfino chi ha il coraggio di lamentarsi. Ora resta da sistemare solo una cosa...

E c'è perfino chi ha il coraggio di lamentarsi. Ora resta da sistemare solo una cosa...
© foto di Fabrizio Tomasello
domenica 3 settembre 2017, 00:00Editoriale
di Fabrizio Tomasello

Giovedì sera, come ogni milanista che si rispetti, ho preso posizione davanti al monitor per assistere incuriosito all’APACF Show al termine di un mercato pirotecnico. Mi aspettavo iperboli dialettiche inarrivabili da parte dei fans del diavolo, a testimoniare la gioia irrefrenabile di un popolo nuovamente orgoglioso di poter sfoggiare quei colori tatuati sulla pelle.
E così in effetti è stato, almeno per la maggior parte dei commenti a corredo della diretta. Sembrerà assurdo, infatti, soprattutto agli occhi di quei tifosi milanisti ben consapevoli delle ristrettezze economiche e delle umiliazioni in serie - con alcune rarissime eccezioni - subite sul mercato nell’ultimo decennio berlusconiano, ma al termine della campagna acquisti più costosa di tutta la storia del Milan c’è stato perfino qualche sedicente supporter rossonero che ha avuto il coraggio di lamentarsi. Colpa di un non ben precisato colpo finale che in tanti avrebbero voluto ma che invece non è arrivato. Come se possa considerarsi una colpa aver anticipato tutti e acquistato praticamente una squadra intera ben prima del gong finale.
A differenza degli ultimi anni, caratterizzati ossessivamente dai “giorni del condor Galliani”, capace di fare mercato solo nelle ultime ore raccattando qua e là gli scarti di mezza Europa, l’ultima campagna acquisti rossonera è stata caratterizzata da ben altro modus operandi.
Undici acquisti, tutti di prima o primissima fascia, alcuni rinnovi fondamentali, compreso il gran premio della montagna rappresentato dal prolungamento di contratto per Gigio Donnarumma, e la capacità comunicativa di riavvicinare il popolo milanista ad una squadra depressa dopo un quadrienno di sofferenze e umiliazioni. Queste le note di merito indiscutibili da accreditare a Fassone & Mirabelli, divenuti in meno di sei mesi gli idoli incontrastati della piazza rossonera. E scusate se è poco.
La verità è che il mondo è pieno di incontentabili, di insoddisfatti a prescindere, anche nell’universo pedatorio, però riesce davvero difficile trovare qualche spunto di malcontento in una campagna acquisti da 230 milioni di euro investiti e ben 11 nuovi acquisti. Resta la consapevolezza del gran lavoro svolto dai due nuovi Dioscuri del calcio rossonero, Marco Fassone & Massimiliano Mirabelli, capaci non solo di rivoltare come un guanto la rosa inadeguata della scorsa stagione (non dimentichiamo le complicatissime cessioni dei vari Kucka, Poli, Diego Lopez, Bertolacci, Lapadula, Bacca, De Sciglio, Vangioni, Rodrigo Ely, Niang) e mettere a disposizione di mister Montella una squadra in grado di poter competere fino alla fine in tutte e tre le competizioni che vedono i rossoneri impegnati, ma bravi anche a gettare solide basi per il Milan del futuro.

Tornando alle questioni di campo, vale la pena fare una piccola considerazione di carattere tecnico-tattica alla luce di quanto visto in questa prima parte di stagione. Montella continua ad utilizzare il più rassicurante 4-3-3 come coperta di Linus da adottare in questo periodo di grandi cambiamenti a livello di interpreti. Il fatto che questo modulo consenta di utilizzare solo un attaccante centrale e due punte esterne rappresenta però il vero problema per il tecnico rossonero. Perchè in rosa c’è grande abbondanza di centravanti di qualità ma un’evidente penuria di laterali. Così contro il Cagliari, ad esempio, per lasciare il posto all'inarrestabile Patrick Cutrone sono finiti in panchina i due nuovi acquisti Kalinic e Andrè Silva, pagari complessivamente 63 milioni, mentre Borini continua a mantenere una maglia da titolare a dispetto del suo valore oggettivo.
In attesa del passaggio alla difesa a 3 che potrebbe consentire l’utilizzo del famoso 3-5-2, potrebbe essere una soluzione mettere in campo i ragazzi con un 4-3-1-2, con Suso utilizzato più centralmente - magari sempre partendo dalla destra - dietro due punte centrali. Oppure, una volta ristabilito Bonaventura, azzardare una sorta di 4-4-2 spregiudicato - magari solo in determinate occasioni - con lo spagnolo e Jack ad agire sulle fasce e ancora due attaccanti centrali a fare reparto.
Che la sosta porti consiglio a mister Montella.