Elliott pronto a intervenire a gennaio. Gli investimenti non sono mai mancati, si discute la scelta degli acquisti

Elliott pronto a intervenire a gennaio. Gli investimenti non sono mai mancati, si discute la scelta degli acquisti
© foto di Antonio Vitiello
mercoledì 30 ottobre 2019, 00:00Editoriale
di Antonio Vitiello

Il Milan chiede tempo e pazienza. E non è facile concederli quando le cose vanno male da anni, quando la squadra continua a subire umiliazioni gara dopo gara. Ma la verità dei fatti è che serviranno diversi anni prima che il Milan torni al vertice. Probabilmente non 10, ma nemmeno pochi mesi. La strada che ha intrapreso la nuova proprietà riguarda l’abbattimento dei costi eccessivi, delle spese superflue, e l’ottimizzazione dei conti. Elliott vuole un Milan sostenibile ma allo stesso tempo, conti alla mano, non ha mai fatto mancare gli investimenti. Le spese nette per la campagna acquisti sono state di circa 135M tra la finestra invernale e quella estiva del 2019. Una cifra tra le più alte di quelle registrate in Europa, per un totale di 157M dalla data di acquisto del Club. Dunque non si può dire che Elliott non abbia speso, il problema è come si è speso. La critica è sulle scelte in sede di mercato, sui giocatori acquistati che avrebbero dovuto alzare il livello. Sulle strategie intraprese per tentare di aumentare la qualità della rosa. E sicuramente l’errore è stato commesso anche nella scelta degli allenatori, come ammesso da Maldini e Boban in tutta onestà quando dopo 7 giornate è stato esonerato Giampaolo.  

Il passaggio chiave di Ivan Gazidis durante l’assemblea dei soci, per quanto riguarda il mercato, è stato questo: “Abbiamo una strategia chiara: quella di investire in giovani calciatori che possano diventare insieme a noi dei top players. Ma non esclude investimenti in giocatori di esperienza che possano fare da guida ai giovani nel loro percorso di crescita e miglioramento, come abbiamo fatto con Higuain e come faremo ancora”. La prima fase è stata realizzata durante la sessione estiva con l’arrivo di giocatori tutti al di sotto dei 25 anni (e con un ingaggio contenuto attorno ai 2 milioni), alcuni giovani e promettenti come Leao, Bennacer e Theo Hernandez. Ora però manca completare l’opera. Anche perché un Milan che vivacchia a metà classifica non è utile a nessuno. Né al fondo Elliott che vuole tornare in alto, né agli sponsor, e soprattutto ai tifosi e al calcio. Quindi è molto probabile che nel mese di gennaio la proprietà corra ai ripari puntellando la rosa con qualche acquisto d’esperienza. D’altronde l’anno passato con circa 75 milioni spesi per Piatek e Paquetà, tutti pagati in un’unica soluzione e non a rate, è stata una sessione record per investimenti in una campagna invernale. Quindi cosa serve a questa squadra? Giocatori forti, che siano 24enne o 29enne, servono giocatori di carisma e bravi tecnicamente. Però non bisogna sbagliare ancora su chi puntare, perché i soldi spesi sono stati tanti, mentre i risultati pochissimi.