Era meglio Milan-Inter...

Era meglio Milan-Inter...MilanNews.it
© foto di Federico De Luca
venerdì 4 marzo 2016, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

L’ultima volta che Inter e Milan andarono in finale di Coppa Italia non avevamo ancora 18 anni. Fu l’ultima partita in nerazzurro di Sandro Mazzola (“Vuolsi così colà dove si puote”, disse alla fine). I rossoneri arrivavano da un campionato difficilissimo, Marchioro schierava Rivera all’ala destra, poi gli subentrò Nereo Rocco che condusse la squadra alla salvezza (!) in campionato e alla vittoria del trofeo. Vinse infatti il Milan 2-0, gol di Maldera e Braglia. C’era Beppe Viola all’imbocco del tunnel a intervistare i giocatori, la “Domenica Sportiva” quella sera aveva allestito una puntata speciale. Gli anni Settanta non erano stati granché per le milanesi, uno scudetto all’Inter nel 1971 dopo un sorpasso in classifica da -7 e nel 1979 il decimo milanista che regalò la stella sulle maglie. Il Milan ci mise un’altra Coppa Italia, una Coppa delle Coppe vinta in finale contro il Leeds United e un’altra finale di Coppa delle Coppe persa contro il Magdeburgo. Poi molta mediocrità e sofferenza su entrambi i lati del naviglio.

La Coppa Italia era una bella manifestazione, seria, con un calendario rigido prestabilito a inizio stagione: la vincitrice si qualificava per la Coppa delle Coppe, nel campionato a 16 squadre i mercoledì liberi consentivano di avere tempo e spazio per fare le cose per bene. Oggi la Coppa Italia è un riempitivo quasi noioso fino alle semifinali, il cammino dei rossoneri in questa edizione è lì a dimostrarlo. Scaraventata qua e là nell’arco di 9 mesi, la manifestazione acquista un minimo di fascino appunto nell’ultimo chilometro. Tant’è, arrivare a una finale e magari vincerla è sempre romantico e suggestivo come questi ricordi sbiaditi. Confessiamo di aver fatto il tifo per l’Inter mercoledì sera. Primo perché lo avrebbe meritato, secondo perché avrebbe finalmente reso vulnerabile una squadra, la Juve, che in Italia è invece solida come il cemento armato fino alla noia. Terzo perché avrebbe ridato un minimo di lustro calcistico a una città che ha perso tristemente la sua autorevolezza. Quarto perché un derby in finale di Coppa Italia è un evento rarissimo, storico. Per Milano e per le altre città che giocano il derby. Infine, confessiamo, perché i pronostici sarebbero stati più equilibrati, ma è pur vero che contro la Juve-monstre di questi anni perdere non sarebbe un dramma e purtroppo i milanisti si sono allenati mentalmente a pensarla così, festeggiando un pareggio a Napoli come una vittoria per esempio.

La banda Sinisa si è qualificata senza macchie, vincendo tutte le partite nei 90’, passeggiando contro un’Alessandria che ha suscitato grande simpatia. Nel passeggiare si è distinto Balotelli, al quale va il sentito ringraziamento di tutti per il favore che fa ogniqualvolta entra in campo, con quella carica, quell’entusiasmo, quel sorriso e la gioia che riconciliano con lo sport. Il raggiungimento della finale dopo 13 anni è già di per sé un motivo di orgoglio e plauso, vincerla contro i più forti d’Italia sarebbe una bella soddisfazione che manca ormai da un lustro. Il pericolo annidato nella siepe è che poi ci ripropinino #siamoapostocosì #ultracompetitivi, cosa che faranno comunque già per il solo fatto di essere in finale. Pazienza, tanto anche uscire prima non avrebbe cambiato la solfa né le strategie offuscate della società. Quindi aspettiamo l’appuntamento con trepidazione, comunque vada è stato bello, i non-evoluti sapendo bene che questo dovrebbe essere un significativo punto di partenza e non certamente un arrivo. Di strada da fare ne resterebbe, ne resterà, comunque moltissima.